Vabbè, ti dico qualche cosa della mia esperienza della povertà. Non ho mai fatto esperienza di una povertà reale se non... No. Magari quando si andava via con gli scout e si mangiava malissimo, si dormiva un po' per terra, insomma, erano poi dei lussi, no, per altri aspetti. E neanche ho fatto gran fatica nello studiare, così, insomma. Mi sono cucato nove anni di università, quindi mi era rimasto un po' sempre il terrore dei mesi maggio, giugno, luglio, perché si accumulavano tante cose, però. Né finora ho fatto esperienza di povertà attraverso un modo serio della malattia, o della solitudine, quindi sono una persona molto ricca io. E quindi la mia esperienza della povertà, quella più seria, è quella che in questo momento faccio. Ed è la mia povertà rispetto a voi, e rispetto alle persone alle quali ogni giorno, in un modo o nell'altro, devo rendere ragione della mia speranza, e di un'ipotesi di speranza, e poi lì si fa un'esperienza di grande povertà. E quindi anche il cammino verso la domenica, capisco che mi sembrerà quasi ridicolo, per me è sempre fatto così, insomma, che si comincia abbastanza bene al lunedì, perché butto l'occhio su quello che si ascolterà e si celebrerà la domenica, bene, mi sembrano anche dei testi belli, interessanti, poi però più passi i giorni, più mi sento vuoto, povero, e quindi col problema di dire, ma che cosa vado a dire, poi domenica però. E poi questa sensazione di povertà mi rimane, poi il Signore ci pensa a lui, insomma, le cose vanno come vanno, e via. Però siete voi in qualche modo la mia vera paura? Io non ho paura dell'arcivescovo, poverino. Una volta avevo un po' più paura dei carabinieri, ma però adesso quello mi è un po' calato, insomma. Invece di voi ho proprio paura. Perché? Perché mi sento povero. Allora per questo motivo, la parola che oggi celebriamo è stata importante per me. perché mi ha ricordato che anche il Signore però si è fatto povero. Tutto quello che lui è, tutto quello che lui ha, lo vuole regalare. Lo regala sempre. Diversamente da dei che accumulano, che accumulano, lui è fatto per dare. In questi giorni, è stato molto in compagnia del padre e del figlio per alcuni testi dell'Evangelista Giovanni, sui quali abbiamo un po' pregato, e anche lì il rapporto, per esempio, tra il padre e il figlio è un rapporto straordinario, perché il padre, tutto quello che ha e tutto quello che è, lo dona al suo figlio, e il suo figlio non ha niente da dire, e niente da fare se non quello che ha ricevuto da suo padre. e continuamente loro si danno gloria, dice, no? Perché uno parla benissimo dell'altro, l'altro parla benissimo dell'uno, e quindi si vogliono bene, e quindi volendosi bene si regalano tutto quello che hanno. e ancora una volta mi ricordavo di quando al venerdì sera tornavo in treno da Milano e raccoglievo gli appunti di filosofia teoretica e cercavo di metterli su un quadernetto, perché poi mi vedevo la sera del venerdì con i miei amici del clan, del scout, e io volevo regalargli quello che avevo ricevuto. E ci tenevo molto. Anche se no cosa mi serve? Per fare l'esame. Siccome invece erano anche delle cose che mi sembravano interessanti, importanti, però non si poteva portarle nel linguaggio della aula dell'università e quindi bisognava tradurle in vita, in storia, in esperienza. Però desideravo comunicare. Ecco. A me pare che questa sia la grande strada. Oggi avete sentito questa parabola, no? E questa qui che accumula, accumula, accumula. Dici ma per cosa accumuli poi? E te le fai. E' vero. E' usita da fare, traffiche, e buttati vecchi magazzini e le ricostruisce di nuovi. E mi ha un po' impressionato il fatto che dovesse metterci dentro il grano. Perché mi ha impressionato? Perché come il grano si fa il pane. E allora, piano piano, in questi giorni mi è venuto dentro questo pensiero. Guardate come siamo fortunati noi, che invece il grano non lo mettiamo nel granaio, ma subito lo trasformiamo in pane, perché bisogna che domenica possiamo dire prendete, mangiate, e spezzarlo, e darlo. Sì, è vero, il Signore è venuto a insegnarsi un'altra strada. Non bisogna accumulare, bisogna dare. Bisogna dare. Anche tutto quello che il cristianesimo ha acquisito nei secoli, insomma, no? Di tesori, di arte, di templi, chissà se sono cose che a lui vanno bene. Certamente chi li ha fatti, l'ha fatto per onorarlo, insomma, no? Però un po' a rischio, no? Un po' a rischio. Adesso c'è un patrimonio enorme, è vero, e bisogna provare a capire cosa se ne fa, perché mantenerlo non ci riusciamo. Venderlo chissà chi lo compra. E come si fa a tenere su tutta sta roba? È vero, è un problema questo accumulo, eh? Che si è fatto. È un problema. Ma il problema non sta tanto adesso nell'aver accumulato tanta roba, anche se, un po' come avete visto, insomma, non si muovono delle cose, anche nella Curia Romana, nei viaggi papali, negli accedivi di scorso. Eh, si capisce che... Però io ho fiducia perché abbiamo questo pane. Abbiamo questo pane che è il Vangelo, e abbiamo questo pane che è il pane dell'Eucarestia, e ognuno di noi, no? Che cos'ha di bello? Ha la sua vita. Ha la sua vita. Per esempio, io so che molti di voi, oggi a motivo degli scout, aspettano dei ritorni a casa, no? Eh, aspettano dei ritorni a casa. È vero. E sarà bello domandare a loro, allora raccontami che cosa hai fatto, che cosa hai visto, cosa hai imparato. Ma facendo così, anche voi, no? Ne si tirerete spendere affetto, mostrare gioia, mostrare l'esuberanza dell'accoglienza. E quindi anche questo incontro, un incontro che sembra piccolino, sarà molto importante. Ecco, perché? Perché è importante ormai tutta la sapienza che la nostra vita nasce da questo mistero di Dio. È vero. E invece di essere uno che sta sempre su, onnipotente, onnisciente, è vero, sempre pieno, sempre pieno, è un Dio che si svuota perché si comunica tutto, continuamente, continuamente. È vero. Sapete, no? Perché ce lo siamo già detti, che l'amore è l'unica realtà che cresce se la si spende. Tutte le altre cose diminuiscono. No? Ho preso la voce, se ne sprechi troppo poi la perdi, se svuoti un po' il portafoglio per forza poi è più vuoto, se spendi molti anni della vita, alla fine ne restano pochi, invece l'amore, l'amore, cresce sempre. E per crescere deve essere speso, no? Perché se uno non ama e dice, ma guarda che fichione, con tutto quello che ha avuto, è vero, adesso non si spende più, non si spende più. È vero. E qualche volta per paura, qualche volta per stanchezza, qualche volta un po', perché si sente anche vendicativi magari nei confronti di qualche aspetto della nostra vita, ma allora non faremo, no, no, no, non disturbarmi, non ne ho voglia. E poi invece, per fortuna, veniamo a nutrirci, a dissedarci alla fonte del grande povero, di questo grande povero che è Dio. E che è la cosa più grande che lui ha e che lui è, è la cosa che proprio vuole regalare. E tutti noi abbiamo sperimentato l'amore di Dio, in tante maniere l'abbiamo sperimentato. perché non è che si sperimenta l'amore se si crede in Dio. No, si sperimenta l'amore e poi qualche volta a qualcuno viene anche più intimamente rivelato che lì dentro c'è Dio, lì dentro c'è Dio. Il canto antico, no? Ricordate, dov'è carità e amore? Lì c'è Dio. L'esperienza fondamentale, però, è l'amore. anche quando gli ebrei sono scappati via dall'Egitto dove li tenevano prigionieri e schiavi, loro non hanno conosciuto Dio, non sono andati prima al catechismo per capire chi era Dio e dopo, no, no, no, no, no, è successo come un colpo di vento, è arrivato un passo che ha detto, ma ha detto Dio nel deserto di venirvi a portare fuori tutti, ma chi sei tu? eccetera, eccetera, c'erano tutti questi problemi che anche Mosè ha avuto, perché non si fidavano di lui. Poi dice, adesso arriviamo davanti al mare, quelli lì corrono dietro dei carri, cosa facciamo? Avanti, avanti, vedrete che va bene, vedrete che va bene. E quindi prima, con un braccio forte, una mano potente, affettuosa, li ha tirati fuori dalla schiavitù, li ha messi nella libertà dei figli di Dio, li guidava di giorno con la nube e di notte col fuoco e poi solo a un certo punto ho cominciato a dire chi sono, chi sono io, come possiamo stare insieme. Quindi l'amore precede la fede, precede la fede. Qualcuno mi ha scritto proprio in questi giorni, mi ha detto, eh, certo, se avessi la fede, forse sarei anche capace di voler bene. E io gli ho risposto così, comincia a voler bene, poi vedremo, insomma, la fede è vera, verrà, verrà, verrà, verrà, perché la fede non è altro che la pienezza del dono di Dio, no, la pienezza del dono di Dio. Però alla fine le persone scoprono che l'amore è la parola e la realtà che riassume tutto il senso della vita, il significato della vita. Uno magari ha dato altri significati, la cultura, magari il denaro stesso, il successo, la carriera politica, la bellezza, però piano piano, piano piano, tutte queste cose si capisce che cadono e sono invece enormemente sostenute se sono continuamente obbrite dall'amore. È vero? Finché alla fine, appunto, abbiamo scoperto che c'è questa fonte dell'amore. E noi Dio lo conosciamo solo così. E quindi anche abbiamo un'esperienza della vita fatta in questo mondo. È vero? Ha avuto un grande amore. Ha speso tutto. Cioè, ma non andava mai a messa. E non è mica vero? Ha continuamente celebrato la messa. Perché la messa, che cos'è? È la grande vicenda di un Dio che si spende tutto. Prendete e mangiate. Questo è il mio corpo. Questo sangue è versato per voi e per tutti. Per tutti. E in quel momento, capite, la cosa va fuori dalla Chiesa, è vero? Va a casa nostra, va dai nostri amici, è vero? Va in tante situazioni che sembrano lontanissime, ma l'amore di Dio si fa vicino. La cosa che in questi mesi stiamo tornando a sperare, infatti, è quello di far sì che la nostra fede sia veramente il regalo per tutti, non sia quello di una parte. È stato un grande errore che pian piano si è costruito, capite? Per cui noi propriamente non potremmo metterci con le religioni. Perché le religioni a un certo punto si limitano, ma noi non possiamo limitarci. Facciamo dei gravi errori se ci limitiamo. La paghiamo anche cara, anche stasettimana un signore mascherito che 36 anni fa, 37 anni fa è nato al San Torso, all'ospedale, un po' forse con qualche difficoltà e l'hanno subito batteggiato. E lui mascherito che bisogna dire che lui non vuole più essere batteggiato. Allora adesso dobbiamo mettere una cosa scritta dicendo questo signore qui non vuole più davvero ottenere il battesimo così. Però un po' magari mi dispiace ma io non è che lo senta fuori gioco anzi prima non si poteva anche chi era per trovarlo su registri del San Torso l'abbiamo dovuto scartabellare e adesso so come si chiama è vero so come si chiama adesso tutte le volte che dico il Padre Nostro dico facciamolo insieme e via e me lo prendo vicino come voi quando avete nostalgia di una persona cara e col vostro affetto te la portate vicino come è la potenza della preghiera che è capace di superare tutte le distanze sapete che l'amore è così potente che funziona addirittura di più a distanza è una roba da matti è quella lì è una roba da matti perché se tu ci sei ti vedo ti voglio bene possiamo parlarci è vero possiamo anche magari un certo momento su una cosa non tanto capirci ma se tu sei lontana tu sei terribilmente vicina perché sei terribilmente lontana e quindi l'amore ti insegue il mio amore ti insegue e la tua presenza lontana io voglio continuamente recuperarla vicino a me mi fa persino di sentire il tuo profumo vedete la potenza dell'amore è infinita è infinita io non non non mi ponevo da giovane dei problemi sulla resurrezione perché siccome ho un cattivo rapporto con la morte non proprio con la morte fisica ho un cattivo rapporto mi si riempiva continuamente la testa di fantasi e non risolvevo niente quindi ho un po' censurato insomma questa cosa mi sono messo nelle mani di Dio a dire oh pensi di te non so cosa dire so che è la roba più importante ma non so che faccia di starci dentro ma quando hanno cominciato ad andare via da qui per andare nel giardino di Dio le persone preziose della mia vita quelle che mi avevano magari generato nutrito istruito accarezzato allora allora ho conosciuto la resurrezione ho conosciuto e adesso la conosco sempre la resurrezione perché? perché conoscendo lo strato drammatico della morte poi dopo sono sorpreso commosso perché improvvisamente una persona comincia a ripresentarsi alla memoria e poi al tuo presente e poi al tuo cuore e poi alla guida delle tue azioni alla compagnia che ci si può fare è vero allora si capisce che siamo tutti nella vita e che tutti siamo chiamati a una vita sempre più intensa persino dalla povertà della morte però la proposta allora di questa domenica è decisamente di cambiare registro e che non vuol dire un distacco dalle cose come disprese non vuol dire questo noi non apparteniamo a questa spiritualità insieme a San Francesco noi ringraziamo il Signore per il sole per la luna per l'erba per i fiori noi lo ringraziamo per tutto ci va tutto benone tutto è bellissimo tutto è bellissimo persino la patrizia che continua a star male male male adesso si pensa anche al trapianto però anche stamattina ho fatto una telefonatina lei tutta piena di vita di dolcezza di bontà è vero è com'è che ponda la vita sua in questo momento quindi si tratta però di cambiare il registro e invece di accumulare bisogna spendere bisogna spendere è vero gli ebrei dicono che loro sono fatti grosso modo così che una generazione accumula il patrimonio e quella successiva la spende e una generazione va in sinagoga e la successiva va via ci si dà il cambio mi ricordo che facevamo questa questione al nostro papà che era un uomo di grande povertà evangelica che però ci ha lasciato fin troppa roba è vero noi gli dicevamo allora tu sei quello che accumula e noi quello che dobbiamo proprio rovinare non rovinate niente lui diceva non rovinate niente però cercate di spendere cercate di spendere e lui cercava di spendere è vero da lui abbiamo avuto delle istruzioni di povertà molto interessanti insomma perché ricordo che quando veniva la quaresma alla sera c'era a tavola c'era gente che ci serviva a tavola quindi per dire quanto purgatorio dobbiamo farci per le nostre eccessive ricchece però quando si arrivava da lui gli mettevano una tazzona di latte e un pane e noi diciamo rovin fa così e la mamma diceva beh è quaresima e papà fa così e poi a partire da lì abbiamo scoperto tantissime cose della sua povertà ricordo sempre la vergogna di una sera dove io l'ho accompagnato a Roma perché dovevo andare all'università che a quel punto si era trasferita a Roma e lui mi ha detto accompagni poi siamo andati e lui aveva prenotato una stanza e va bene me ne di una non ce n'è più nessuna come facciamo adesso qui andiamo via come un po' tornare e dicendo posto a posto la stanza c'è è una stanza che non ha il bagno però a contenza si dice benissimo la mattina dopo ho scoperto che lui aveva chiuso a chiave la porta del bagno e aveva dormito nella vasca e lui era mio padre e lui era mio padre ecco è bellissimo quando si conoscono delle persone che concepiscono la vita come una grande spesa come un grande dono e sapete sono persone ricchissime in genere sono persone che convinte di avere ricevuto moltissimo sentono il bisogno di fare della loro vita una mensa imbandita sono quelle persone per le quali c'è sempre posto a tavola c'è sempre posto a tavola e uno accende e si può che non abbiamo niente da offrire e si può dire no no ma vedrai che troviamo qualche cosa e si trova il tempo si trova l'affetto si trova il posto in tavola quindi bisogna fare una vita da signori bisogna fare una vita da signori e cioè da figli di Dio il più ricco di tutti che è il figlio di Dio è venuto a insegnarci come si spende tutto fino alla croce è vero e questa spesa quanto è stata feconda è vero quanto è stata feconda perché alla fine della messa faccio sempre una preghiera per voi la faccio anche oggi è vero mentre vi tolgo i paramenti faccio sempre una preghiera e la preghiera qual è signore fa che questa povera gente possa portare a casa qualche cosa e possa fare mensa della sua vita perché il mio sogno è pensare che di cuore in cuore di voce in voce è vero il senso della vita è sempre quello di una mensa imbarbita ho portato a casa qualche cosa di buono per te ti ho portato a casa una sorpresa vero molte volte non è che si possa presentare o non sia un fortuna presentare ma si fa una carezza si fa un sorriso ti ho portato a casa qualche cosa di buono non abbiamo niente signore di nostro da portare ai nostri figli se tu non rienti questa mano e questo cuore del tuo dono io oggi che cosa preparo per loro che cosa preparo per lui e quindi la nostra stessa povertà capito diventa la nostra ricchezza perché siamo invitati a pregare per dirgli dammi una mano abbi misericordia accendi una luce è vero concedimi una parola e allora il signore fa regali il signore fa regali e allora avendo ricevuto regali possiamo fare regali io mi chiederei oggi di provare a voltare questa pagina perché capisco che le preoccupazioni della vita anche la paura sono così forti che ha tutta una sua serietà la preoccupazione di cercare di avere di prendere di mettere via di risparmiare è comprensibile è vero troviamo però per un po' ogni tanto a celebrare la follia di Dio è vero che è diventato veramente il nostro signore quando ha speso tutto se stesso vi ricordate il nostro amico un ufficiale romano che ha guidato il trappello dell'esecuzione della pena di morte nei confronti di questo giudeo Gesù che quando lui è morto ha guardato e ha detto ma questo qui era il figlio di Dio e dalla morte ha capito tutto il segreto di quell'omino che lui aveva appena crucifisso allora e questo mi pare che oggi sia bello domandare al Signore chiederti per avere la possibilità di preparare sempre una buona cena per i nostri cari o per quelli che lui ha bisogno di mandarci e di far passare davanti alla nostra casa e alla nostra mese il Signore diriempia della sua benedizione è vero diriempia tutti noi di quello che da soli non sapremmo né dire né dare né fare ma che lui provvederà senza grazie