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XXDomenicaTO-omelia-Giovanni_Nicolini-20130818(23).mp3

Data: 18/08/2013

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Bene, ritorna anche oggi un elemento della vita che già da alcune domeniche continua a esserci riproposto, cioè il fatto che la vita è un viaggio. E quindi è un cammino che noi facciamo dietro a Gesù, verso la casa di nostro padre. E quindi, quando pensiamo alle persone che non sono più con noi, stamattina è morta una mia cara amica, dove è adesso? Adesso è nella pace del Signore, ha terminato il suo viaggio. E mi sembra che in modo anche molto alto ha vissuto quello che qui la lettera agli ebrei si ha detto questa mattina. Cioè, dice che a un certo punto bisogna fissare molto bene il punto di convergenza di tutta la nostra vita. È una persona, è Gesù. Fare sempre di più della persona di Gesù la direzione, la correzione, il risollevarsi del cammino che stiamo facendo. Addirittura si parla di una corsa, è vero. E si deve compiere questo viaggio. La vita è questo grande viaggio. E quindi non è una realtà ferma. E su questo con delicatezza e così, però bisogna mettere qualche correzione. Questo per esempio è uno dei difetti inevitabili del catechismo. Perché il catechismo tende a creare delle formule fisse. La verità è questa, questa è cosa buona, questa è cosa sbagliata. È vero? E quindi pian piano uno ha una specie di rete di interpretazione della realtà, delle cose che è importante fare e basta, fermo lì. Fermo lì. E invece no. La diversità tra il catechismo e il Vangelo è che il Vangelo non è un libro, ma è una persona. Il Vangelo è la persona stessa del Signore, tanto che nel rapporto con il Vangelo c'è un miracolo che è sempre presente, si ripete sempre. Noi adesso ne facciamo tanto conto, però questo fa sì che ogni giorno siamo molto meravigliati. Qualche volte siamo anche molto commossi. Perché? Perché mentre il catechismo è sempre uguale, il Vangelo è sempre diverso, è sempre nuovo. E quindi tutte le volte che noi accogliamo il Vangelo della nostra vita, accogliamo una parola che abbiamo già ascoltato, ma che di fatto invece ci sorprende per la sua novità. Tanto che qualche volta facciamo fatica anche a entrarci. Facevo un accenno all'inizio della Messa sulle parole che oggi abbiamo ascoltato, per tutti i giorni della settimana ho avuto anche un po' tempo per ritornarci, e però è stata un po' una sfida, ma cosa vuoi dire? È vero. La voglia di andare a pescare se c'era un appunto di tre anni fa, e vediamo che cosa dicevo. Poi, no, neanche quello mi è venuto poi più in mente, quindi non l'ho fatto. E però la parola che è arrivata questa mattina, è vero, è di fatto è nuova. È nuova. Per la verità ci sono anche alcune piccole cose che si potrebbero correggere, è vero, nella lingua italiana, ma in ogni modo al di là di tutto questo, è come se il significato della parola, quello che quella parola oggi vuole comunicare, è vero, è diverso. Io non posso che dirvi quello che la parola ha comunicato a me, io spero che invece sempre di più la vita cristiana smetta di essere una predica della domenica, e diventi una conversazione, una conversazione della vita, una conversazione sulla vita, perché la vita cristiana non è una vita che è al di là della vita, la vita cristiana è la vita che stiamo vivendo noi, in qualunque modo la viviamo, da buona gente, da peccatori, una volta con un grande affetto, altre volte con grandi desideri di fuga, altre volte facendo delle stupidate colossali, altre volte ricevendo dei bellissimi regali, ma è questa la vita cristiana, è questa. La vita cristiana quindi non va sterilizzata come se fosse vita cristiana quando tutto funziona, e se invece qualcosa non funziona, è la vita cristiana. Perché? Perché tutti siamo dei cristiani peccatori, adesso lo è anche il Papa, nessun Papa lo diceva mai, adesso questo qua insiste sul fatto che è un peccatore, questo è giusto, è un grande insegnamento che lui dà, capite? Non è una cosa che riguarda semplicemente la sua persona, è molto importante per noi, perché? Perché anch'io sono un prete peccatore, ma sono un cristiano peccatore, non è che smetto di essere cristiano, se smettessi di essere cristiano, cosa succederebbe? Che penserei anche di non essere un peccatore, cosa c'entra? Perché? Perché in realtà il peccato è una cosa che riguarda solo il nostro rapporto con il Signore, se non c'è il rapporto con il Signore, il peccato non c'entra niente, no? Tant'è che quindi il peccato è peccato, non quando tu solennemente dici questo è un peccato, ma lo devi dire in un altro modo, quando dici ma c'è peccato, ma che peccato, quando lo dici così e con questo tono di voce, e c'è già dentro tutto, tutto è già a posto, perché lo dici solo perché, avendo recuperato un certo rapporto con la dolcezza di Dio, dici ma guarda che peccato, è successa quella roba lì, l'ho combinata io, e quindi si potrebbe dire all'estremo che il peccato è addirittura uno dei grandi segni della nostra comunione con Dio, come due che si vogliono molto bene, che sono contenti quando sono vicini, è vero? E che trovano che è un gran peccato, perché a un certo punto uno deve prendere il treno da una parte, e l'altro dall'altra e si è lontani, e si dice ma che peccato, quando si dice così, si è molto vicini, è vero? E la distanza più grande viene superata da questo dolore della nostalgia, o da questo desiderio della comunione, dell'incontro, la vita cristiana è questa, che porta dentro tutte queste cose. Oggi l'esistenza della parola di Dio è però invece sulla necessità, quindi, di continuare a viaggiare, di continuare a viaggiare, tutto deve continuare a viaggiare. Vedo, per esempio qui persone che da molto tempo si conoscono, che da molto tempo si vogliono bene, magari addirittura che da molto tempo vivono insieme, vivono insieme. Ebbene, un rapporto, una relazione, per essere vera, deve continuamente crescere, deve mutare, deve entrare nella storia, deve continuamente riaffermarsi nelle circostanze della vita. Altrimenti cosa fa? È legata solo al fatto che abbiamo firmato una carta vent'anni fa, ma quello non è più niente, è un documento, un certo giorno, è vero, in testa che è stato allora, ma da allora tutte le cose sono cambiate. E quindi, la vita cresce perché si accetta la dialettica della vita. È vero? Perché una volta su tutte le cose eravamo d'accordo, poi dopo è entrato qualche cosa fra di noi e non siamo stati mica d'accordo perché tu la pensavi in un modo poi in un altro. E però abbiamo visto che sia quello che pensavo io che quello che pensavi tu aveva un certo senso, l'abbiamo messo insieme, ci è servito ad andare avanti. non è che siete marito e moglie come eravate quando eravate amorosi. Le cose sono molto diverse e le cose continuano ad andare avanti. Così è il nostro rapporto con Dio. E il nostro rapporto con il Vangelo è un rapporto continuamente dialettico. E in questi giorni, avendo un po' di tempo per conversare sul Vangelo, è stato fuori un'immagine secondo me molto forte. Cioè, dice, ma Dio non ti dice mai che sbagli? Aspetta che ci penso, sì, sì, me lo dice che sbagli. Però, eh, però c'è una cosa bellissima dentro che non lo dice mai per condannarmi, mai. Ma lo dice sempre per dirmi, vieni fuori, dai che ti do una mano, cosa stai lì a rovinare, dai che è bello di là. E quindi lo da sempre per incoraggiare il cammino, al punto che ci potrebbe essere un certo rischio. E cioè che se tu interrompi il cammino, pensato di una persona arrivata, probabilmente troveresti dopo che la tua vita proprio decisamente non va più bene. Quindi, che cosa fa il Vangelo nella nostra vita? Mette continuamente in questione la nostra vita. La mette continuamente in questione, ma non per criticarla e basta, ma per invitarla a proseguire. Perché c'è ancora molto la strada che noi ancora non conosciamo. Il Vangelo ogni giorno ci apre la strada, ci apre un tratto nuovo. E se voi pensate, per esempio, non so, ma come pensavate anche robe grosse di valore, come pensavate la carità vent'anni fa? E come la vivete oggi? È tutto diverso. E non si potrebbe tornare indietro, eh? Non si potrebbe. Andava bene allora. Andava bene allora. Qualche volta mi capita che qualcuno mi dice, ma Giovanni, ma io ti ho detto questa roba due anni fa e te l'hai detto bene così. Adesso mi dici, beh, però veramente si potrebbe... Allora, hai cambiato parere? E io devo che rispondere, no, ma ti ho cambiato parere? È che adesso capisco che sei cambiato tu e che quindi questa parola adesso suona diversa. La stessa parola, beati i poveri in spirito perché vi essi il regno dei cieli. E loro, tre anni fa avevo una tonalità, oggi ne ha un'altra. Il Vangelo dice questo di se stesso. Gesù dice che questa parola è antica e nuova. Ma bisogna aggiungere un'altra cosa, che questa parola suona dentro di te in maniera diversa da come suona dentro di te. E quindi, siccome però ci si conosce, si parla, eh, ci sono delle diversità. In questo senso devo dire che, secondo me, la traduzione italiana del Vangelo non va tanto bene. Ho provato a ricontrollare, ma non va. Perché parla solo di divisioni. Dice, pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra. No, io vi dico, ma divisione. Vorrei, inanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre. E poi altre cose. Ecco, volevo parlare di questa divisione. perché questa divisione, in realtà, vorrebbe dire che quando Dio ha portato il popolo nella terra promessa, a ciascuna tribù ha assegnato un territorio. E quindi, quelli di, la tribù di Pegnamino vanno lì, e quelli della tribù di Neftali vanno lassù, quelli di di Aser vanno là, e ha dato a loro delle terre diverse. È vero? Questa divisione vorrebbe dire la diversità della terra nella quale il buon Dio ci ha collocato. Che è quindi la diversità delle nostre persone, delle nostre storie. Capite? Si potrebbe dire anche proprio del terreno che siamo noi, sul quale lui fa scendere il tono della sua parola. Il tuo fa un certo fiore e il tuo un altro. È vero? Perché è diversa la terra, ma è lo stesso fiore, è la stessa parola. Per cui l'altra cosa che non mi piace è che dice contro tre, due contro tre. Invece è una piccola preposizione che vuol dire nella lingua greca del Nuovo Testamento di fronte, di fronte. E quindi siamo continuamente confrontati. Se poi si vive insieme è una roba da amarsi. È vero? Perché? È perché di fatto siamo spretti insieme e fiorisce diverso e canta diverso. Capite? E quindi bisogna continuamente riaggiustare l'armonia. Per riaggiustare l'armonia non si deve dire però allora te taci perché il capo sono io. Il consiglio è quello di far cantare tutti. E se c'è una particolare attenzione che l'antica profezia ebraica è vero sosteneva è dire magari fai cantare di più il più piccolo perché spesso è lui quello che ha la nota più bella. è vero? E quindi continuamente bisogna confrontare il dono di Dio per farne sinfonia per farne comunione per farne bellezza in un cammino insieme. È vero? E per questo è importantissimo una conversazione sul Vangelo appunto vi dicevo basta la predica conversiamo è vero oggi chi comincia a cantare comincia a cantare te comincia a cantare te e cantiamo tutti è vero? Ognuno ci mette lì una nota e fuori salta fuori una musica che è inimical ovviamente bella perché c'è anche la tua no? Questo se non si arriva sempre a farlo direttamente certo nella vita è importante farlo capite? E quindi questo due contro tre eccetera è molto importante perché? Perché c'è qualcuno che si sogna di dire in casa mia il Vangelo sono io schifo eh perduto perduto è vero? La massima autorità deve coincidere con l'autorevolezza di ogni voce di ogni persona di ogni vicenda persino di ogni vicenda della vita ho fatto un accenno prima ai peccati dice ma che peccato e uno dice alla mia tarda età ma che peccato tanti peccati però se ci ripensi e ci ripensi alla luce della Bibbia non è proprio così perché la Bibbia è un libraccio eh pieno di lussurie di violenze di robe tremende è vero? E perché è così? Perché questo librone è la grande storia della luminosità tenerissima di Dio con la fragilità e la povertà della nostra vita e quindi mi permetterei di dire i peccati che fa parte della nostra storia beh è tutto fa parte della nostra storia pensate che l'audacia del Vangelo è dire che persino la nostra morte fa parte della nostra storia quando noi diremmo l'efinida no c'è la resurrezione non è mica l'ultima parola quella della morte non c'è nessuna parola che può pretendere di essere l'ultima se non una che non è mai l'ultima e che è la parola amore perché la parola amore è una parola necessariamente in crescita ce lo siamo già detti parecchie volte sapete in ogni modo lo ripetiamo che l'amore è l'unica cosa che perché aumenti bisogna stenderla provate a pensarci se uno per esempio spreca molto la voce dopo meno voce e se è tanto buono e dà via tanti platini e dopo e non ne ha più magari ma se uno dà via molto amore tutti quelli che sono intorno a lui dicono ma guarda che grande amore ha quelli e gli dicono ma te come fai avere così tanto amore e dice ma scusa te come fai a sapere e ma vedo quanto ne spendi ne hai vero moltissimo certo l'ultima parola è l'amore perché Dio è l'amore e quindi la vita essendo una strada verso Dio non può che essere una continua crescita e si fa molti incidenti certo con molti incidenti e siccome io ho avuto molti incidenti io sono espertissimo di Dio perché Dio non è un notaio è vero io appartengo a una stiape di notaio non è un notaio che semplicemente registra la realtà Dio è uno che la realtà la suscita e la suscita dappertutto uno è incollato sul suo lettino e lui gli dice alza prendi il lettino e va uno è nato cieco dice adesso ti spalmo un po' di roba vai alla piscina e l'altro e tornò che ci vedeva è vero Dio è potenza divisa dappertutto in tutte le cose e quindi siccome ne ho combinate più di vertolgo sono espertissimo della capacità di Dio cioè della sua misericordia è vero c'è un'altra roba che dice avete sentito un vescovo di Roma dice che c'è la misericordia di Dio ma che per fortuna c'è un attributo della misericordia di Dio che è la pazienza è vero perché a un certo punto dice oh avrà perso la pazienza stavola no non la perde non la perde quindi ha detto un'altra cosa è vero ha detto che quando lui perdona i peccati dopo li dimentica si dimentica che hai fatto i peccati e dopo un cardinale però tre giorni dopo ha detto non è vero non se li dimentica quindi un povera delle grane questo qui di Roma per forza per forza e dice un po' troppo è con disinvoltura ma noi qui alla dozza possiamo permetterci la stessa disinvoltura e quindi capite c'è necessariamente una riconciliazione non con i nostri peccati perché i nostri peccati li ricordiamo come delle cose che ci hanno fatto male e che hanno fatto male ma con la nostra condizione di peccatori con quella bisogna riconciliarsi perché Dio non ama il peccato ma ama moltissimo il peccatore moltissimo c'è il sospetto che voglia più buone al peccatore che al virtuoso e infatti è venuto a dare la vita per il peccatore quindi bisogna stare molto attenti a questo anche perché cosa succede che con la storia che bisogna odiare il peccato molte volte si arriva a odiare il peccatore o perlomeno lui non capisce che tu gli vuoi bene davvero perché gli hai già detto talmente tante volte hai sbagliato vai male non c'è niente da fare per là è incolato ormai mentre invece se il tuo bambino se il tuo ragazzo non sta tanto bene tu come passi la giornata a chiederti che cosa posso fargli o dargli o dirgli perché possa stare un po' meglio no? e ti consumi dentro a questo continuo desiderio che lui possa muoversi positivamente verso il bene Dio fa così e quindi anche nei confronti delle situazioni che non vanno bene bisogna prendere questo atteggiamento no? perché quindi ah con le linee è vero negli Stati Uniti è vero hanno detto insomma che fanno anche le unioni nuziali delle persone dello stesso sesso dello stesso sesso è vero vabbè a parte il fatto matrimonio che bisognerebbe trovare una parola più adatta perché matrimonio è una parola latina che vuol dire onore della madre quindi insomma bisognerebbe trovare un altro nome però a parte quello l'importante è che qualunque sia la situazione e la condizione della vita tu studi cerchi chi ama vedi per trovare una strada positiva anche per quella persona lì perché è un figlio di Dio beh e Dio lo ama e te ci sei perché te gli dia la mano non perché gli rubuti da piedra addosso capite? allora questo mi pare che sia il senso del Vangelo di oggi è vero unito all'altra scrittura si capisce che uno fa come Geremia quelli della prima lettura Cattari quando tu la dici troppo grossa se la è troppo vera devi accettare che ti sbattano in una cisterna è vero e dici quello lì quello lì lo mandiamo in Africa ragazzi perché non ne possiamo più ma ricordate il povero Don Appondio del Manzoni no? cosa diceva del suo arcivescovo? che santo ma che tormento è vero perché era Cittabon così buono così bravo così virtuoso così umile che il povero Don Appondio saltava per aria e anche Geremia dice senti quello lì mettilo nella cisterna insomma no? e dopo vanno a dire il re però l'ha messo in una cisterna perché ha detto una cosa giusta eh? stamattina è bellissimo nella preghiera leggiamo un testo del libro dei re dove è un re che si tiene vicino a un profeta che è bravissimo e lui vuole che questo profeta gli dica la verità dimmi la verità dimmi la verità però deve essere sempre una cosa bella e dice ma guarda che devo dire quel che Dio dice è vero? ok quello che Dio dice però è sempre nella direzione della bellezza ed è sempre nella direzione della bontà apprendere il linguaggio di Dio capite? vuol dire in qualche modo imparare a parlare il Vangelo e non solo in un tanto con le parole fisse del Vangelo che pure sono meravigliose ma con la tonalità dell'Evangelo con la finalità dell'Evangelo con la dolcezza e la carezza dell'Evangelo e quindi soprattutto con il grande amore del Vangelo piccole tensioni che ci sono create così ma perché siamo insieme? oddio non ci ricordiamo più perché siamo insieme beh ma perché siamo insieme? siamo insieme per volerci bene siamo insieme per volerci bene è l'unico vero scopo tutto il resto vale niente infatti è duro il regime quando lo scopo diventa un altro è duro è duro ma se va bene ma dobbiamo amministrare una progetta? vuole meglio volendosi bene si amministra meglio allora non è che bisogna citarlo l'amore bisogna averlo non è che sempre si deve vedere deve esserci se c'è quello è sempre una strada aperta perfino se si sbaglia allora questo mi sembra che sia il fine di quella conversazione per cui dice e quindi metto in di fronte certe volte capite il marito è la moglie il padre è il figlio la figlia è la madre la nuora è la socia certo ed è bello che sia così perché se te fossi uno solo che dai sempre ragione a te stesso distrarmi faresti poco dopo un po' ti direi ma io a cortina da un pezzo ci voglio andare da solo dopo due ore riprendo la macchina che non accade di stufo da morire perché perché è bello e soave che i fratelli vivano insieme ma litigano ma Shakespeare dice l'amore deve essere anche il litigarello certo perché siccome dobbiamo andare avanti dobbiamo continuamente mettere insieme i doni che abbiamo ricevuto se sono diversi la strada sarà ancora più ricca grazie