Alla strada per sciogliere qualche enigma che è dato oggi dalle scritture, è venuto solamente ieri sera, e una parolina che sta nel Vangelo dice che un tale gli chiese, Signore, sono pochi quelli che si salvano, e la parolina è questo, si salvano, è una parola sbagliata, il traduttore non è stato fedele al testo originale, ma è sbagliata anche nella lingua italiana, è sbagliato dire che uno si salva, perché se si salva vuol dire che era capace di venirle fuori, no? E ricordate insomma questo, la salvezza implica sempre una situazione nella quale io sono impossibilitato, sto annegando non so che, e qualcuno allunga la mano e mi tira fuori, è lui che mi salva, perché non ci si salva, non ci si può salvare, se se la può cavare, questo sì, ma salvarsi no. E siccome questa parola salvezza è molto importante, qui i verbi bisogna proprio farli giusti, e quindi molto semplicemente viene chiesto a Gesù, ma sono pochi quelli che saranno salvati? E' un po' la domanda di apertura in qualche modo di questa domenica, dove le scritture sono piene di gente. Il Signore confida, soprattutto attraverso il testo di Isaia, poi però anche con il piccolo salmo responsoriale, ma poi con il senso di tutte le scritture che sono aspettate in casa del Padre tutte le nazioni del mondo, tutte le genti, senza misura, anche le preghiere accostate, tutte dicono che di fatto il Boddeo se li aspetta tutti a casa, e che quindi in realtà fuori non ce ne saranno, o saranno pochissimi, probabilmente ce ne sarà nessuno, correremo il rischio noi, e allora veniamo avvertiti questa mattina. Allora veniamo avvertiti con una piccola tiratina d'orecchi, avete sentito il testo della lettera degli ebrei, è quello di dire ma non prendertela per una sgridata, perché se la prendi, no? Non disprezzare la correzione del Signore, non ti perdere d'animo, è per la vostra correzione che viene fatta. Dio mi tratta come figli, e qual è il figlio che non viene corretto dal Padre? Allora viene un po' la voglia di dire, ma aspetta un momento, per cosa mi stai gridando? Ecco, proviamo a collocare così in questo momento il nostro ingresso nella parola di Dio. Un sacco di gente che è aspettata, è vero, questa mattina la prima lettura è la conclusione del grande libro del profeta Isaia, che appunto prevede il ritorno di tutti i popoli della terra, l'andata di tutti i popoli della terra a Gerusalemme. Gli ebrei sono sparsi per tutto il mondo. E perché sono sparsi per tutto il mondo? Per andare a prendere i popoli. Si sono sparsi per tutto il mondo da moltissimo tempo, no? Ma i tempi del Signore erano già sparsi per tutto il mondo di allora. Quando il Signore è morto, sembrava leggendario dire che uno dei suoi apostoli, Tommaso, fosse andato a predicare il Vangelo in India, ma diciamo cosa vuoi che sia andato fino in India. È vero? Invece cosa hanno trovato? È che già duecento anni prima del Signore, sulle coste indiane dell'Oceano Indiano, c'erano sinagoghe e sinagoghe di ebrei. E tutta la predicazione cristiana degli inizi è avvenuta in questo modo. Come vediamo per esempio da San Paolo, quando va in giro per tutto il Mediterraneo, un ebreo che aveva conosciuto Gesù andava nella sinagoga di Tunisi o di Roma e diceva «Oh, ma sapete che cosa è successo?» e raccontava di Gesù. E quindi gli ebrei sparsi per tutto il mondo sono stati anche i primi cristiani. dalla sinagoga hanno cominciato a predicare il grande avvenimento di Gesù. La Chiesa è incominciata in questa maniera. E quindi quando pensate agli ebrei che sono in giro dappertutto, e quindi qualche volta entrare anche nei guai, no? A motivo della loro presenza, perché sono un'oggetto anche un po' speciale, e quindi fanno arrabbiare, e quindi siccome fanno arrabbiare ogni tanto qualcuno si arrabbia. E anche nel secolo passato hanno avuto queste tremende vicende di persecuzione, di annientamento, di morte, no? E però c'è un significato profondo. Gli ebrei sparsi in tutto il mondo, è vero che sono il luogo per cui è nato l'annuncio cristiano. Perché Gesù è un ebreo. Gesù è un ebreo. È vero, Giovanni Battista, che è uno dei miei fratelli, mi dà da leggere sempre dei libri tremendi. Io non sono ancora riuscito questa estate a rileggermi i Promessi Sposi, che rileggo sempre, ma è stato. È vero perché continuamente lui mi fornisce documenti agghiaccianti, soprattutto dei libri che fanno anche bene, perché fanno vedere però che guai noi cristiani molte volte abbiamo combinato. Allora, qual è il rimprovero di stamattina? Il rimprovero di questa mattina viene chiamato da un po' dagli specialisti, il rischio della riduzione del Vangelo a delle regole. Vangelo è una parola che vuol dire buone notizie, notizie inaspettate, notizie che non ci saspetterebbe, che magari non ci saspetterebbe noi di essere possibili, destinatari di buone notizie da parte del buon Dio, invece il Vangelo, questa parola che vuol dire appunto bella notizia, è destinata a tutti i popoli della Terra. E allora è questa buona notizia la cosa da cui bisogna partire. Sapete che anche qui nella nostra chiesa, quando portano a battezzare un bambino, alla fine quando vanno via, stanno per finire la messa, io non dico mai ai genitori di insegnanti di catechismo, ma gli dico di dare molti baci ai loro bambini. Perché solo se un bambino ha ricevuto molti baci, poi potrà anche qualche volta obbedire, o sopportare, è vero di essere sgridato, ma se non avesse mai ricevuto nessun bacio, non sarebbe in grado. Prima ci vuole il bacio, prima ci vuole la carezza, prima ci vuole quella notizia bella che giustifica il fatto che adesso la tua vita deve cambiare, può cambiare. Perché? Perché c'è stato un incontro, con una realtà nuova, e quindi benissimo, adesso puoi incominciare un nuovo cammino. Invece ridurre il Vangelo a delle regole, è quello di dire, e quindi bisogna far questo, e quindi non bisogna far questo. Solo che uno non capisce mica perché. È vero, non lo capisce. Stamattina ho visto sul giornaletto di Bologna, che io evito di leggere prima della messa, se no mi crea delle difficoltà per l'omelia, c'è tutto un articolo sulle mamme, in affitto, insomma, con i problemi legati alla genetica, eccetera, così. Però, il problema è un altro. Il problema è quello di chiedersi, a tutte le situazioni, a tutte le condizioni della vita, a tutte le condizioni della storia, come possiamo portare la buona notizia del Vangelo? Questa è la scommessa. Questa è la scommessa. È vero? E anzi, in certo senso, rovesciando la situazione, nel senso che più una persona fosse sott'acqua, più ha bisogno di essere salvata, più ha bisogno di una corda che la tiri su, più ha bisogno di una careccia che consola, più ha bisogno di qualcuno che si sieda a tavola insieme. È vero? E quindi, il Signore, vi ricordate che si prendeva le accuse di essere un mangione e un beone, sfridato perché mangiava con i peccatori? È vero? E lui, quella volta, in casa del suo nuovo apostolo, che era Matteo, che si difende dicendo, ma non hanno mica bisogno del medico i sani, hanno bisogno i malati. Io non sono venuto a cercare i giusti. E quelli lì andranno già per la loro strada. Io sono venuto a cercare i peccatori. perché tutti sono figli dello stesso padre. Allora, identificare la fede con delle regole è un grande errore, è un grande inganno. E non si fa poi sempre, sapete? Per cui stamattina abbiamo tutti da chiedere scusa un po', è inevitabile. Anche con un figlio c'è il rischio, no? Di dargli continuamente le regole e di dargli l'impressione che la storia sia una roba che bisogna funzionare, perché se non funzioni allora... Ma nessuno funziona. Tutti abbiamo bisogno di essere presi per mano. Tutti noi siamo qui perché in un modo o nell'altro, a un certo punto della nostra vita, è entrata una buona notizia. Allora c'è un sacco di gente che aspetta la buona notizia e c'è un sacco di gente che il buon Dio aspetta. Capite? Se riprendete un momento, anche il testo di... Ma lei già vedete che dice tutte le regioni lontane devono venire dappertutto, dappertutto. È vero? Perché? Perché sono tutti i miei figli, anzi dice, alcuni di loro là che sono lontani, è vero? Eh, per me sono particolarmente importanti, bisogna che chiami anche quelli. È vero? Nel linguaggio biblico voglio fare dei leviti sacerdoti, anche in mezzo a quelli là. Che uno per essere la sacerdote levita, caro mio, bisogna che sia a posto da matti. È vero? È vero? E invece lui si vuole trovare dappertutto, perché sono tutti per lui. Allora, alla fine, diventa una cosa un po' assurda questa domenica, perché da una parte, se vuol dire, deve arrivare molta gente, li aspettiamo, sono moltissimi, arrivano, arrivano, e dall'altra dice, bisogna che passiate per la porta stretta, un cogane. Come si fa allora? Allora, un sacco di gente e la porta stretta. Da lì cosa succede? Che sono duemila anni, che lui ha detto questa roba, e sono duemila anni che si discute su che cosa è la porta stretta. Discutendo su che cos'è la porta stretta, qual è il rischio che si ricade nelle regole. È vero? Se vuoi passare, se vuoi andare, non devi fare questo, devi fare questo, porta stretta. Allora noi abbiamo preferito pensare, che il Signore ci desse un'indicazione. La puttiamo lì, voi scartatela poi, portateci il vostro pensiero in ogni caso. Perché? Per me è stato molto importante a un certo punto capire che la porta stretta era proprio lui. È Gesù la porta stretta. A parte che in quel bellissimo testo del Vangelo di Giovanni, lui dice esplicitamente io sono la porta. Se tu vuoi trovare i pascoli buoni e venire fuori da storia cinque, puzzolente, devi passare attraverso la porta. E dice, devi entrare e uscire per trovare pascole, perché devi entrare nella porta, che è Gesù, e poi dalla porta uscire, è vero, per trovare la vita nuova. Credo che la porta stretta sia Gesù. E perché la chiama la porta stretta? È perché è complicata la porta stretta, accidentaggio. Perché? È complicata proprio perché il Signore è misericordia. Questo è il problema dedicato. Stanno disfutendo i potenti della terra se andare a bombardare un po' i siriani, che insomma ne hanno combinati un po' troppe. Però, anche i siriani sono aspettati a casa. E sono importanti per Dio i siriani. Molto. Allora, si dovrà capire, si dovrà prendere delle decisioni, ci sono delle responsabilità sotto, ci sono probabilmente dei grandi interessi. in ogni modo io dico, però, sono figli di Dio, vero? Anche loro. Sono miei fratelli, vero? Anche loro. Stasera, tornando a casa con l'aeroplano, il buon Dio mi domanderà, ma dov'è il tuo fratello? Come ha fatto il Vespo di Roma, l'Alan Pedusa, no? Che ha fatto quelle due domande del libro della Genesi. la prima domanda è quella che lui fa perché cerca Adamo e non lo trova perché Adamo è scappato via e si è nascosto. Dove sei? Dove sei? E Dio lo cerca. E i padri ebrei e poi i padri cristiani si hanno detto che questo è il senso della vita di Dio. Continuamente alla ricerca. Dove sei? Dove sei? altro che dare l'impressione che siccome sei così sei fuori. È tutto diverso il gioco. È Dio che cerca i suoi figli. Dove sei? Dove sei? Avete provato anche voi, no? A cercare un vostro figlio. Avete provato anche voi a cercare una persona cara. Dove sei? Dove sei? Soprattutto quando non glielo si può dire oppure quando non si può sentire. Dove sei? E l'altra domanda ma dov'è tuo fratello? La faceva a Caino questa domanda. A Caino ma dov'è tuo fratello? Sono le domande capite che governano la storia. Dopo le culture sono diverse i tempi sono diversi le coscienze sono diverse ma è bellissimo pensare che in ogni caso da parte sua Dio non sia una barriera chiusa né tantomeno un fulmine dal seno. ma sia una ricerca amante e appassionata. Una ricerca nella quale ti ha coinvolto capisci? Ti ha coinvolto in questa ricerca e quindi anche noi capite? Il segno è questo porta a stretta ma non c'è quella regola ma non doveva far questo ma adesso non c'è questa regola eh mi spiace cosa vuol dire che ti spiagano? Adesso c'è però questo Gesù e allora e allora c'è venuto a dire che Dio è padre e che tutta l'umanità è fatta dei suoi figli ma c'è ma anche quelli là che sono di un'altra religione di un'altra cultura che sono dentro alla loro violetta anche quelli là anche quelli là e questa capite? è la porta stretta del Vangelo tanto che l'immagine provate ancora a riprenderla meravigliosa e stranissima dice a questi qui che sono stati i rappresentanti della legge no qui non si può ma l'hanno proibito qui è sbagliato allora sei fuori tu non puoi fare la comunione via via dice che alla fine loro questi qui vedranno una banchettata di gente infinita pure a capotavola Abramo Isacco Giacoppe tutti i profeti e poi e tutte le genti della terra e loro fuori e loro fuori perché non hanno voluto essere la dolce stretta porta di Dio stretta vuol dire una parola sola sono i miei figli sono i miei figli questo mi pare che sia la scommessa capite forte ecco che oggi parte dalle scritture dove poi non bisogna fare delle applicazioni troppo rapide no? sono il primo a doverlo ammettere però ognuno di noi capite con la sua coscienza con la passione della vita perché una volta sei in un posto una volta in un altro perché adesso siamo in un frangente poi in un altro ma ma c'è sempre questo controllo potente e di fronte a tutte le ipotesi le esclusioni le giustificazioni io ho una sola cosa da dire ecco il significato è questa piccola porta si scopre affettuosamente che la piccola porta di Gesù è quella stradina della misericordia che consente a tutti i popoli e a tutti i cuori e a tutte le coscienze a tutte le storie da trovare una strada la donna più importante quest'anno è andata a finire per la ripresa che ne è stata fatta dopo di quella donna che abbiamo incontrato in una delle domeniche di quaresima vi ricordate sorpresa in adulterio Mosè dice che queste qui vanno fatte fuori a sorsate e te cosa dici e lui che risponde beh se c'è qualcuno di noi che è con la coscienza a posto tiri pure la prima pietra e tutti se ne vanno partendo dal più vecchio resca lì lui però e lui le dice ma nessuno ti ha condannato nessuno neanch'io forse che lui non potrebbe prendere il sasso forse che lui quindi non è quella santità di Dio che potrebbe fare di lui il Dio giustiziero è libero e si capovolge la storia e anche io adesso va e fa la strada nuova e Dio lo incontriamo sempre così sempre così non uno che chiude la strada ma la apre mi permetto di fare una indiscrezione a questo punto se qualcuno di voi per qualche motivo da qualche cosa si è escluso facciamo due chiacchiere proviamo a parlarne un po' proviamo a trovare la strada perché a me pare molto importante che qui su questa terra ci sia tutta intera l'esperienza della misericordia di Dio ricordo una mia amica una persona molto giovane una donna molto giovane che ha avuto una vita molto tribolata e l'aveva portato a un certo punto a essere fuori dalla possibilità dell'eucaristia secondo le norme di Gede tumore al cervello in modo rapidissimo precipitato e andai dall'arcivesco e gli ho ma qui cosa si fa e lui mi ha detto è fuori dal nostro giudizio portale la comunione e io glielo ho portata già ovviamente con il permesso episcopale addirittura però mi è rimasta impresa la frase dell'arcivesco non sono sempre nel giudizio di Dio le persone noi qui non dobbiamo in ogni caso essere sempre il segno della misericordia sono pensieri capite ipotesi che mi sembra non possiamo non porci a partire probabilmente dalla nostra vita più semplice più quotidiana ma anche nella nostra conversazione di amici proprio a partire dall'importanza di una domenica come quella di oggi dobbiamo assumere la stessa problematicità che Dio pone alla comunità cristiana come si fa a tirar dentro anche quello e noi perché siamo qui questa mattina non siamo qui semplicemente per noi noi siamo qui piccolissimo grece per moltissimi figli di Dio che lui sta cercando e a noi chiede e dove sono e dove sono non li abbiamo occupati spero ma certo li dobbiamo cercare allora anche questa mattina mi sembra che il nostro cuore sia invitato a una dilatazione che il nostro pensiero sia chiamato a una sorveglianza più attenta bisogna stare attenti non bisogna cedere ai troppo rapidi giudizi così facili a trasformarsi in condanne e in esclusioni siamo chiamati a rappresentare le braccia aperte del Signore questo è il nostro compito certo il giudizio di Dio è il giudizio di Dio e nessuno può entrare ma a noi ha assegnato il compito di annunciare la sua misericordia questa è la buona notizia e una persona fino all'ultimo istante della sua vita ha in certo senso il diritto di poter sentire questa parola da noi la responsabilità è grandissima vero? è grandissima e ci sentiamo come davanti a una porta stretta chiediamo adesso al Signore che ci dia la forza di imboccarla soprattutto quando il prendere questo atteggiamento questa risoluzione potesse farci sentire così per un momento un po' più isolati un po' più imbarazzati un po' più dire Dio e adesso cosa capiterà? in pace in pace prima di noi intere generazioni hanno saputo annunciare l'abitese del Signore chiediamo la grazia di poterlo fare noi oggi viviamo un po' più