Per dirvi come sono indietro nella conoscenza, insomma in un contatto minimo con la parola evangelica, in questi giorni mi sono accorto di una cosa che in 70 anni non avevo mai notato. Nel testo del Vangelo, accennavo ieri mattina ai miei fratelli e alle mie sorelle, mi sono accorto che il testo del Vangelo dice di Gesù che si accorge di questa gente che sta sedendosi a tavola per questo banchetto, lui è stato invitato da uno dei capi dei farisei a casa sua, ha accettato volentieri l'invito, si vede che c'è molta gente, tutti fanno un po' gomitate per sedersi nei posti buoni, allora lui dice che ha raccontato una parabola, solo che non l'ha raccontata in quel certo. Credo che sia l'unico punto in tutto il Vangelo in cui la parabola poi non è detta, perché di solito le parabole sono un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, oppure un padre aveva due figlie, oppure una donna ha perso una monetina e la cerca per tutta la casa. Cioè sono dei fatti, oppure sono anche delle situazioni, anche dei fenomeni naturali, che poi il Signore commenta facendo vedere che hanno dentro un tesoro di luce. Qui la parabola non c'è, qui la parabola bisogna farsela. Avete sentito? È interessante perché diceva gli invitati una parabola notando come sceglievano i primi posti. Quando sei invitato a noce da qualcuno, non metterti al primo posto, eccetera eccetera. È interessante questo, perché ci ricorda una cosa molto bella, no? Diccio che la nostra vita è una parabola tutta da costruire. Come va la tua parabola? A che punto sei? Ed è una nostra responsabilità. Dato il Vangelo, dato gli incontri che abbiamo fatto nella nostra vita, com'è messa la nostra vita? Dato quello che sta succedendo, le preoccupazioni che abbiamo, i regali che abbiamo ricevuto, le persone che abbiamo intorno, le nostre paure, le nostre speranze, com'è la parabola della tua vita? Prova a raccontarla, prova a costruirla soprattutto. Quindi descrive la vita come un'impresa affascinante. E qual è l'impresa? L'impresa è quella di afferrare il volto luminoso, divino ed eterno della parola di Dio e vedere che cosa succede nella piccola carrozzeria della mia umile vita. cosa vuol dire quella parola per me? Che ho quell'età, che abito in quel posto, che ho questo caratteraccio, che ho questa moglie, questi figli, che ho queste paure. Cosa diventa la parola di Dio nell'avventura della mia vita? E questo conferma, invece, un'idea che mi ero fatta, perché il Vangelo di Giovanni termina presa poco con queste parole. Lui dice, queste qui sono tutte le cose che era bene scrivere per la vostra salvezza. Ma se si dovesse scrivere tutto quello che lui ha detto e ha fatto, questo Gesù, non basterebbe il mondo intero per contenere i libri che si dovrebbero scrivere. Per molti anni mi sono chiesto cosa voleva dire questa immagine un po' strana, certamente esagerata. Però poi mi è venuto in mente che appunto ogni persona è un libro. Ogni persona è un libro scritto dallo Spirito Santo, è vero, è nella tua carne, nel tuo tempo, nella tua personalità, nei tuoi desideri, nelle tue violenze. Lo Spirito scrive ancora una volta un Vangelo. Ogni persona è in qualche modo un canto evangelico. Un canto evangelico che sarà intonatissimo, un po' stonatino, un po' prepotente, a seconda di come sanno le cose. Ma l'avventura del Vangelo prende carne dentro di te. E quindi quel Vangelo che solennemente ha detto è il verbo si pece carne. Si è fatto carne in lui, in Gesù di Nazareth. E continua a farsi carne nella umiltà della nostra storia, nel turbine della nostra storia, nella fatica e nella delizia della nostra storia, del com'è bello vivere, del com'è bello essere al mondo, del com'è bello conoscersi, incontrarsi, parlare. Peraltro di com'è faticoso invece l'elemento di divisione fra di noi, dove non ci capiamo, dove non riusciamo a camminare in pace insieme, no? È il grande dramma dell'esistenza. È una grande, bellissima parabola. È così preziosa che nessuna persona è uguale all'altra. Si può massificarle, e le ideologie sono speciali per fare questo, ma invece la fede, la fede ama attinarsi sempre nel piccolo, e concepire il mistero come il grande segreto di ogni persona, la perla preziosa che c'è in ogni persona. Com'è bella la tua perla, com'è bella la tua storia, e com'è importante, no? Che quindi anche l'assemblea santa del giorno del Signore sia il momento in cui si riposa un momento e ci si incoraggia. Adesso dice, adesso la storia è finita, la messa è finita, andate in pace, e ognuno è rigettato nell'avventura, nella grande avventura della sua parabola. E quindi è la preziosità della storia. Si capisce che non basta il mondo intero per contenere i libri che si dovrebbero scrivere. È vero? Questo Spirito Santo è uno scrittore impegnatissimo, è vero? Perché in ciascuno di noi sta compiendo meraviglie. Poi trova l'accoglienza che trova, un cuore tutto a curve, un cuore tutto dritto, una testa molto aperta, una testa impaurita, la vicenda che in questo momento ti affligge, quello che costituisce il grande innamoramento del tuo cuore, ebbene, tutto, tutto diventa il luogo dove la parola fiorisce, dove la parola riempie di luce, è una storia che quindi non è più destinata ad essere una storia puramente naturalistica, si nasce e si muore, punto e parta. In certo senso questo è vero, ed è vero che siamo fatti di terra, ma pensate, no, l'arte sopraffina di Dio, che ha fatto di questo pugnetto di terra, che ognuno è, è il luogo della sua presenza. Per cui ogni persona è un riflesso inimitabile del mistero di Gesù. Si capisce che è molto difficile capire quel libro che è l'altro se non gli vuoi vedere, no, se non ti interessa, se non sei aperto. Ecco perché sarebbe molto importante che tutto il cammino che noi facciamo sia sempre di più un cammino di apertura, no, di apertura. È un po' preoccupante la situazione nella quale si trova in questo momento la comunità ecclesiale, che si sente come costretta a denunciare dappertutto gli errori, i luoghi proibiti, i sensi vietati, è vero l'impossibilità di comunicazione. È un problema, è un problema. Speriamo che passi alla svelta. Noi in ogni caso non possiamo fermarci. Noi abbiamo bisogno di poter riconoscerlo, continuamente, sempre di più, in tutte le pieghe della storia. Per me poi è affascinantissimo vedere che c'è dunque la famiglia di Dio, quella un pochino più determinata, con delle facce più precise, e poi però c'è il mondo, c'è il mondo, c'è la sua varietà, la sua stranezza, la sua anche apparentemente lottananza, per cui qualche volta leggere un libro è una grande avventura, no, è un pochino complesso, no, leggere il libro che è l'altro. Eppure se sei attento e lo ami, trovi anche lì l'avventura di Dio. Dunque ognuno è una parabola. Di questa parabola lui dà sostanzialmente due regole, due regole che voi conoscete molto bene. Come le esprime queste regole? Le esprime appunto con una dimensione convidiale. Quindi dice, quando sei invitato a un banchetto, a quel punto lui dice però, nozze, è un banchetto di nozze, certo, perché tutta la storia è le grandi nozze che Dio ha fatto innamorandosi di questa brutta donna che è l'umanità, se ne è innamorato, se quando io dico, ma com'è brutta l'umanità, invece te ne intendi di donna, me ne intendo io, è una bellissima donna, sembra brutta, sembra ferita, sembra violenta, sembra cattiva, sembra senza speranza, ma che siccome io la amo, io la conosco e ne conosco l'intima, profonda, delicata bellezza, lui si è innamorato e quindi tutta la storia è sempre una storia di nozze, no? Tutta la vita, è sempre una vita noziale. La vita è cedere a questo innamoramento prepotente di Dio che quindi vuole occuparti, vuole in qualche modo abitare in te, vuole che tu sia suo, è vero, e che cammini con lui e lui vuole camminare con te, ma sono zoppo, ma non ce la faccio, adesso non riesco a muovere bene la gamba sinistra, non importa, vieni lo stesso, vieni lo stesso, e vuole fare strada con te. È la storia dell'innamoramento di Dio, la storia dell'umanità. Certe volte ci fa anche spavento, problematicità altissima, dire, porco cane, ma come fai ad essere innamorato di questa cosa che è solo misera? Ma lui è fatto così, e solo chi ama molto capisce che cosa può essere questa cosa, no? Perché quando amiamo molto non c'è niente che a noi sembri troppo misero, amiamo e vogliamo bene, quindi a noi va bene così, va bene così. È proprio degli innamorati avere questo occhio penetrante che coglie la bellezza nascostissima nelle pieghe della persona e della sua storia. Dunque è una festa anunziale. Bene, allora lui dice quando sei invitato alla festa di nozze vai a metterti all'ultimo posto, non metterti al primo, è una stupidata, perché dopo arriva il commendatore e il padrone di casa perché ti dica ti dispiace che bisogna andare giù. Invece mettiti in basso, mettiti in basso, vai all'ultimo posto in maniera che lui venga e dite oh, ma dove ti sei cacciato? Vieni, vieni, vieni, vieni. E ti porta alla destra della padrona di casa. Oh bene, sei il primo servito, sei bene. E però fai in maniera che sia così. Il secondo insegnamento della parabola è quando tu fai un banchetto però, non invitare i tuoi vicini, gli vicini ricchi, le persone importanti, quelle che sicuramente ti daranno il contraccambio. Invita i poveretti, invita i poveretti, invita gli ultimi, i disgraziati, i malati, quelli lì non erano da ricadarti e avrai una bella ricompensa alla fine. Perché noi la conosciamo molto bene questa parabola? Perché conosciamo bene questi due insegnamenti? Per tutta la faccenda dei bambini, no? La faccenda dei bambini è in qualche modo questa stessa parabola. Cosa dice dei bambini? La prima cosa che dice è che bisogna diventare bambini. Se te vuoi entrare nel regno di Dio bisogna che tu diventi piccolo come questo bambino. Quindi si tratta di diventare piccoli. l'altra dottrina sui bambini qual è? Accoglili i piccoli. Accoglili, accoglili. Perché chi accoglie un piccolo accoglie me. E chi accoglie me accoglie il padre. Quindi, mettiti come un bambino accogli un bambino. No? Quindi sono insegnamenti che conosciamo. E perché lui per descriverti qual è lo schema fondamentale della tua vita ti dà questi due indirizzi? Per costruire bene la parabola fa questo. Perché lui è esperto di questo. Perché questa parabola è la parabola di lui. È molto semplice, no? Come è venuto Dio? Con dei tromboni? È venuto come il più piccolo di noi. Come il più povero di noi. Noi siamo quelli che credono in questo Dio sconfitto. In questo Dio crocifisso. In questo Dio morto. È diventato sicuramente il più piccolo di tutti. E quindi, mentre si parla continuamente nella Bibbia della potenza di Dio, alla fine, quando si arriva al dunque, però bisogna dire ma qual è? La sua potenza. È la sua potenza e questa sua capacità di sedersi vicino ad ogni piccolezza. E quindi si è fatto piccolo perché anche la storia di quel piccolo possa essere visitata da lui. Perché se tu sei troppo grande neanche lo vedi il piccolo. E poi cosa fai? Non sai fare. Invece, lui è diventato esperto del volto nuovo della storia perché l'ha presa dal basso, capite? L'ha presa per mano. Per prenderla per mano è diventato l'ultimo di tutti noi. e l'altra cosa che ha fatto Gesù è che anche oggi invece di invitare i santi e i giusti per la sua festa di noce che è questa ha invitato noi. Ha invitato me. Ha invitato te. Ha invitato i poveri, i peccatori, i sciagurati, i fuori rite, i fuori giochi, quelli che non se lo meritano sicuramente, quelli che neanche gli credono in lui. Non sa neanche perché sono in questo momento nella chiesa della doccia. Bene, anche io non lo so mica tanto perché ci sono. È vero. Pensavo che non ci sarei stato più invece ci sono. Bene, non lo sappiamo. È un'assemblea di peccatori questa. È un'assemblea di gente fuori posto. Non ci sia nessuno che pensa da asino ah ma qui sono tutti buoni e bravi guarda che siamo tutti un po' travestiti ma siamo tutti dei mascalzoni. Questa è un'assemblea di mascalzoni perché questo è il luogo della misericordia di Dio. Cosa serve che Dio venga e invita a cena ai giusti? Siamo noi che abbiamo bisogno di Dio. Siamo noi che abbiamo un bisogno primario di Lui perché siamo fragili e cattivi perché siamo deboli e abbiamo questa grana perché eccetera eccetera e ognuno ha la sua grana nel suo cuore e la sua ferita però ha anche la sua speranza. È vero? Ha anche la sua speranza. Allora questa è la parabola che lui ha percorso. Se andate a dare un'occhiata al testo della lettera degli ebrei di prima lettura sembra che voglia dire praticamente niente però se la leggete con attenzione vedrete che è bellissima perché? Perché descrive la strada che Dio ha fatto verso l'umanità e quindi è come se prendesse tutta la storia raccontata della Bibbia dal libro dell'Esodo che è piuttosto in principio fino all'Apocalisse. Provate a vedere. Provate a vedere. È proprio così. e lui dice che cosa ti sei accostato tu? Ti sei accostato tu a quel monte fumante col terremoto e col fuoco che venivano a paura che gli ebrei hanno detto ma Mosè ma non se ne parla noi con quelli non ci andiamo. Chi tocca appena la palda del monte morirà ma per carità Dio ha cominciato in grande però ha visto che noi non ce la facevamo e quindi tutta la storia della salvezza è la storia del farsi piccolo di Dio. fino a quando si è fatto carne è nato bambino ha avuto angoscia nel giardino degli olivi non ha avuto nessuna voglia di morire ha spezzato il pane ha pianto per il suo amico ed è diventato sempre più piccolo e adesso è questo pane spezzato insieme è questa parola di cui ci nutriamo questa mattina insieme sempre più piccolino sempre più piccolino per cui di fatto il mio incontro con Gesù siete voi no? dice siete dove andate adesso? dico a un monte fumante andate all'assemblea dei fratelli e in mezzo all'assemblea dei fratelli chi c'è? lui lui c'è lui lui questa mattina ha fissato l'appuntamento per me e per te dove? nel cuore nel sorriso nel saluto nella fatica nel pianto di tutti i tuoi fratelli che tu in questo momento stai incontrando qui questa povera assemblea di peccatori prediletta da lui amata da lui quindi è la sua parabola capisci? è la sua parabola che lui ci ha raccontato e la parabola diciamo sua personale di Gesù è la grande parabola di Dio di questo Dio opposto a tutti gli altri gli dei normalmente costruiscono delle religioni il nostro Dio di per sé non ha costruito niente è venuto semplicemente a morire in mezzo a noi dicono che è risorto ed è vero penso che sia proprio vero ma è risorto il crocifisso è risorto il crocifisso non credere che il risorto abbia lasciato alle spalle la sua croce il Signore è risorto perché la potenza d'amore del suo morire d'amore per noi sia sempre per sempre per tutti sempre per tutti quando viene descritto nel libro dell'Apocalisse come è fatto il paradiso come sarà la fine tutto dice che in questo paradiso non c'è più bisogno del sole e della luna perché c'è la luce di Dio che risplende da questo agnello ma questo agnello è l'asco giato che per sempre intercede per te per sempre quindi è risorto il Signore certo che è risorto e quindi continua ad essere offerto al Padre perché non ci sia nessun figlio di Dio escluso dalla sua carezza e dalla sua salvezza certo che è risorto perché altrimenti è un fatto di duemila anni fa che non mi riguarda più invece anche questa mattina noi entriamo nel grande gesto dell'offerta di Dio prendete e mangiate questo è il mio corpo prendete bevete questo è il calice del mio sangue per te questa mattina oggi perché? perché sei amato da Dio così come sei sì così come sei eh? così come sei questo ce lo ricordiamo sempre vero? non come dovrei essere ma così come sono è in questo che si è mostrato l'amore di Dio perché dice San Paolo quando eravamo ancora peccatori lui è morto per noi eh certo e se no non ci sarebbe nessun bisogno di tutta questa vicenda per cui in realtà vedete alla fine della storia che cosa resta da celebrare questo amore di Dio fino alla croce io non credo che la comunità cristiana sia depositaria di una trasformazione del mondo non credo credo che i vescovi i poveretti fanno tanta fatica e perdono tanto di quel tempo per fare in maniera che quella legge sia un po' più giusta un po' meno giusta ma cosa credete? non è la strada scelta da lui la strada scelta da lui è quella di essere vicino a tutti quelli che la pagano più cara ed essere vicino anche a quelli che la commettono più grossa perché? perché tutti devono essere visitati e salvati questo mi sembra la prospettiva della fede questa prospettiva della fede diventa la mia parabola no? diventa la tua parabola allora come è meglio spenderlo il tempo? eh non c'è dubbio bisogna mettersi all'ultimo posto vedete le grandi oligarchie non risolvono nessun problema perché stanno sempre si autodifendono no? abbiamo esempi piuttosto evidenti insomma le oligarchie cioè i grandi domini le grandi mafie si difendono fra di loro e custodiscono il potere ce l'hanno loro è vero è facilissimo che in Africa per esempio se uno è il presidente della repubblica non avranno delle grandi scelte ma il prossimo presidente probabilmente è il suo figlio o è il suo cugino insomma no? ecco perché ci si automantiene e però le cose restano sempre ferme le cose si muovono quando quando Dio si siede all'ultimo posto e da lì prende per mano capite? e questa diventa l'energia nuova della storia questo è quello che oggi Dio ci riaffida mettiti all'ultimo posto perché è da lì che si fa una strada verso la pace verso la luce e la si fa tutti insieme e la si fa tutti insieme e intanto però che cosa devo fare? è intanto tutti i piccoli invitali a cena invitali a cena è un modo nuovo di vedere anche la tavola di famiglia è un modo nuovo di progettare anche la propria vita il proprio lavoro quello che si deve fare aspetta aspetta aspetta che ho capito io chi voglio invitare a cena domenica scorsa ho detto che partiva l'idea di questo pellegrinaggio in terra santa lo ripeto un momento dal 6 al 13 di dicembre però ho detto che per ora invitiamo tre categorie di persone i bambini i poveri e gli ammalati e Iri un mio fratello mi ha detto ho già occupato mezza lista del pellegrinaggio no non esoterà però sono stato contento e subito gli siano venuti in mente certo invitiamo i piccoli alla nostra messa e sono loro che ci prendono per mano e che ci portano in quella piccolezza misteriosa dell'innocente e del povero che è il Cristo Signore in mezzo a noi questa è la via della pace ci scappa continuamente via perché è lontano dal nostro istinto però quando ritroviamo il volto dei nostri fratelli e delle nostre sorelle e questo ci rimette nella strada buona la domenica è stata inventata da Dio per questo perché si possa riposare e perché si possa riprendere con speranza nuova il cammino santo del Signore e riconoscere la santità del cammino che ogni persona sta facendo allontanare da noi il giudizio e il giudizio morale perché Dio non è venuto in Gesù a giudicare ma a prendere per mano e a salvare ora nel posto dove tu vivi tu sei il cuore di Dio e la sua mano la parabola della tua vita è proprio questa