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XXIVDomenicaTO-Omelia-Giovanni_Nicolini-20130915(24).mp3

Data: 15/09/2013

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Ho pensato di non consentire che la grande ricchezza del testo del Vangelo lavorasse tutto. Desidero fermarmi con voi anche sulle altre parole che abbiamo ascoltato. A partire da questo curioso dialogo del testo dell'Esodo, con questa enorme arrabbiatura di Dio. Perché lui ha fatto tutto il bene di questo piccolo popolo e però loro non funzionano. Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicato. E questa grande arrabbiatura di Dio lo porta persino a dire al suo amico adesso lasciami arrabbiare. E' un passato molto delicato. Dice ho osservato questo popolo, è un popolo dalla dura cervice, ora lascia che la mia ira si accenda. Direbbe di più, proprio consentimi, lasciami fare. Mi chiede quasi il permesso di potersi arrabbiare. C'è il grande intervento di Mosè. Mosè è l'amico di Dio. Secondo un racconto laterale alla scrittura, quando Mosè morirà si dice che Dio piange perché non troverà più un amico così. Quindi c'è tra loro un rapporto fortissimo che consente a Mosè di dire aspetta un momento perché hai fatto tutto questo per loro, insomma, lo richiama anche a quella ipotesi di una ironia, vero, cattiva degli egiziani che diceva beh, li ha liberati da noi per portarli a creppare nel deserto che Dio è. Il testo finisce con quella affermazione straordinaria. Sentite, il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo. Si tira indietro. Non è l'unica volta che succede. Mosè è di fatto evidentemente la profezia di una relazione ancora più intensa che Dio ha, che è la comunione con suo figlio, e quindi la potenza, la prepotenza che questo figlio avrà in ordine alla severità del padre che dovrà tutta diventare misericordia. E come accennavo all'inizio della messa, questo figlio amatissimo, unico figlio, ubbidendo al padre sale sulla croce e si adempie quello che lui aveva detto poche ore prima nel testo evangelico di Giovanni, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me. Tutti. La croce del Signore Gesù è la salvezza di tutti. Per questo mi permettevo di insistere mentre entravamo nella divina liturgia di oggi. Siate senza confini. Siate senza confini. Per quello che sappiamo noi, tutti sono chiamati alla salvezza. E a tutti è stata aperta la porta della salvezza. Questo è importantissimo oggi tenerlo presente. In questi giorni il bescovo di Roma, scrivendo una lettera sul quotidiano La Repubblica, in risposta a un grande non credente che a seguito dell'enciclica gli aveva posto alcune domande, insomma, su questa enciclica della fede. Questo è un personaggio di grande interesse che ha avuto un rapporto molto lungo e molto profondo anche con il Cardinale Martini, lo è andato a trovare proprio fino agli ultimi giorni della vita terrena dell'Arcivescovo di Milano, con un rapporto anche lì molto importante, gli aveva fatto una domanda per dirgli ma se uno è un non credente, un peccato che fa? Gli è perdonato? E la risposta del bescovo di Roma è stata ma uno che non è credente, quando pecca? E dice, uno pecca quando va contro la sua coscienza. Voi penso che abbiate l'idea dell'enormità di questa risposta. e quindi fortemente osserva a chi è fuori dallo spazio di una fede diciamo esplicita e consapevole e però anche lui è dentro al grande mistero della vita e uno pecca se va contro la sua coscienza. altrimenti non pecca altrimenti Dio non ha niente da perdonarsi perché Dio lo cerca. E sono cose immense queste. non so se è calcolata la lettera da pubblicare proprio anche in vista di questa domenica però certamente è fortissimo in qualche modo il segno, il sigillo di questo alla fine non grande avvenimento ma però estremamente impegnativo perché noi invece ci siamo di per sé ridotti malissimo malissimo perché anche a chi non ha la fede noi gli diciamo e te sbagli e te sei fuori e siccome di per sé non potremmo dirglielo in ragione del Vangelo perché lui il Vangelo non l'ha noi gli diamo la colpa in ragione della sua coscienza e della sua ragione perché gli diciamo se tu ci pensi capisci e sbagli questa è una umiliazione spaventosa per il Vangelo perché se fosse vero che se uno ci pensa ci piglia la venuta del figlio di Dio sarebbe del tutto inutile non ce ne sarebbe bisogno e quindi uno che si dice cristiano come uno che non si dice cristiano che differenza fa se tanto se ci pensa ci piglia quindi non solo diventa l'accusa e la condanna di chi non ha il dono della fede ma diventa anche l'umiliazione della condizione cristiana perché la condizione cristiana evidentemente è al di là non c'è dubbio che è al di là non perché non è razionale ma perché è una razionalità nuova il fatto che per esempio non ci si debba vendicare ma si debba sempre perdonare questa è una razionalità nuova è difficile che possa essere accettata il fatto che Gesù il Signore del Vangelo dica che non si può uccidere nessuno ma che si deve dare la vita per tutti non è una razionalità è una razionalità nuova è un modo nuovo di pensare per cui la fede non è che sia una cosa senza testa ma come diceva saggiamente un nostro vecchio arcivescovo è il piacere di ragionare di più è il piacere di ragionare più in grande perché questo è il dono della fede e questo dono della misericordia della fede della potenza dell'amore attraversa anche il testo della lettera a Timoteo di cui abbiamo ascoltato qui una parte del primo capitolo dove Paolo narrando di sé dice che Dio ha fatto di lui un luogo di misericordia una fonte di misericordia mentre prima era uno che bastonava c'è tutta la storia che si sa di Paolo che stava andando anche a Damasco a peccare dei discepoli di Gesù per incarcerarle era spietatissimo no? sappiamo di Paolo che teneva i mantelli e vero di quelli che stavano lapidando Stefano negli api degli apostoli quindi scherzava mica era un pariseo ma guerrigliero guerrigliero e bene Dio ha fatto di lui un luogo di misericordia l'ha trasformato l'ha trasformato e ha creato una grana spaventosa per il povero Paolo che da allora ha cominciato a dover dire per volontà di Dio che bisognava tirare dentro nel popolo di Dio anche tutte quelle genti è vero che non erano circoncise non avevano la legge di Mosè non sapevano cos'era il sabato ma bisognava tirarle dentro perché? perché il Messia che era venuto che è Gesù aveva dato la sua vita non solamente per il popolo della prima alleanza che certamente rimane dentro a tutta la predilezione affettuosa di Dio ma aveva dato la vita per tutta l'umanità e non solo questo ma aveva dato la vita per tutta l'umanità a partire da quelli che erano più piccoli più sciagurati più sbagliati come quello che era lì vicino a lui e che nell'ultimo soffio della sua vita gli ha detto ricordati di me quando sarai nel tuo regno e lui gli ha detto ma oggi sarai con me in paradiso e Paolo diventa capite? questo grande cantore di una misericordia che esige non ci siano muri non ci siano confini non ci siano discriminazioni perché tutti sono chiamati alla stessa salvezza e alla nuova pace si potrebbe quasi ironicamente dire che Dio si è convertito ma non sarebbe forse opportuno però certo che l'aver detto che si pentì del male che aveva pensato di fare è una cosa grossa per lo meno bisogna dire una cosa no? e cioè che Dio si rivela come non dovrebbe essere perché in fondo quel Dio che si incavola perché? perché ci si comporta male e allora gli dice e adesso però prendi la punizione che ti viene è il Dio che tu ti pensi no? e quando si pensa a Dio si pensa a uno giudice che Capperini è vero col fila a piombo misurerà tutto e ogni struttura è certo è dentro e quindi e quindi fate voi la conclusione perché invece Dio non è così Dio non è così Dio è uno che se come tante volte ci siamo raccontati in questa sala se ha cento pecore ne perde una preferisce mollare alle novantanove perché deve andare a ricercare quella che è per tutti è quella donna che siccome ha perso una moneta ah si ferma si anticipano le pulizie di Pasqua è vero e me la vedo da molti anni ormai sotto un armadio con due gamboni che saltano fuori dall'armadio perché è là che cerca la sua moneta singolare personaggio anche come carattere che trovata la moneta chiama tutte le amiche per Dio ho trovato la moneta ma eh persino un po' ridicola questa donna che fa festa per una moneta ma Dio è così ma Dio è così e quindi la parabola di quel padre di quei due figli è la grande parabola della misericordia di Dio e la casa di Dio è la casa di quel padre che non è mai in casa avete visto non è mai in casa perché da una parte ritorna quello là che viene da lontano e ha sperperato tutto e lui non lo aspetta in casa perché contanto che l'aspetta eh no gli corre incontro e come ci siamo detti altre volte gli salta sul collo lo bacia prima che l'altro dica qualche cosa che notizia gli porterà che pentimento ci sarà potrebbe supporre un qualche pentimento ma non lo lascia neanche parlare prima lo bacia prima lo bacia e l'altro e poi si confessa non sono eh non sono più bene la festa la festa la festa ma esce di casa anche dall'altra parte no? eh perché c'è quell'altro che è il teorico del partito che eh quello lì dice no eh i conti bisogna farli però eh com'è non funziona mica la macchina la casa la casa la casa di Dio bisogna che sia la casa che funziona giusta che funziona bene e quando è che la casa funziona bene eh insomma quando ci va chi se lo merita chi se lo guadagna chi ha sempre servito e non gli hai dato mai neanche un capretto e la situazione di questo alla fine è più difficile no? perché sapete no? infatti è vero non si dice come va a finire speriamo che ci entri ma la parabola finisce così ed è giusto che finisca così perché è rivolta a me quella domanda è rivolta a te e te ci entri in questa casa e a te piace che la tua casa sia così come quella casa di quel padre e a noi piace che questa casa che in qualche modo è la casa di Dio sia questa casa dove chiunque viene e più viene da lontano più gli si deve andare incontro per figli che siamo contenti che ci sia che venga e noi ci entriamo in questa casa oppure purtroppo come emerge no? dall'atteggiamento e dalle parole di quel figlio maggiore in fondo non viviamo da figli ma da servi ti ho sempre servito e l'altro gli dice ma tu sei sempre con me tutto quello che è mio è tuo e però lo coinvolge ma adesso bisognava far festa perché questo è tuo fratello? ci piace questa casa di Dio? certo costantivamente credo che piace a tutti no? perché? perché tutti siamo come Paolo esperti di misericordia così così ma insomma un po' esperti di misericordia perché? per tutta la misericordia che abbiamo ricevuto perché altrimenti non potremmo certo permetterci di essere nella condizione di avere misericordia perché possiamo farlo? perché un immenso fiume di misericordia si è sempre riversato su di noi e tra l'altro con una piccola precisazione no? e cioè ci è arrivato attraverso mediazioni potenti una nostra mamma una nostra amica quel fatto che è successo no? eh Mosè che nel deserto gli ha detto ma ti prego ma cosa ti salve in mente? e quindi la nostra vita è piena di volti e di fonti di misericordia che alla fine certo ci hanno convinto però è una bella impresa è una bella impresa perché basta pochissimo che lì sul sagrato della chiesa appena fuori ci sia sai quella parola quel silenzio quell'atteggiamento che è c'è subito un muro? è delicatissimo è delicatissimo è questa meravigliosa vita nuova e delicata bisogna sempre partecipare dei due essere sempre quelli che vengono da lontano accolti ingiustamente da una grande festa per poi prepararci essere disponibili a quella festa umile della nostra vita nella quale Dio ci ha affidato i figli capite? ci ha affidato i suoi figli che tornano da lontano che accoglienza trovano da noi che accoglienza trovano in questa chiesa che accoglienza trovano nella chiesa a quella risposta che il Papa ha dato e ci sono state subito delle conseguenze sti giorni compro la Repubblica ho comprato sti giorni e così può vendere qualche copia in più anche perché subito altri hanno scritto certo e si capisce non sempre in un tono però colpisce tutti allora c'è posto anche per me ha scritto questo allora dice sia Dio è interessante questa cosa che è stata scritta dopo sia Dio che anch'io siamo molto interessati al bene di tutti di tutta l'umanità di ogni uomo e donna della terra e questo è meraviglioso è meraviglioso è meraviglioso che Mosè nel deserto quella mattina abbia fatto naufragare l'ipotesi che questo Dio inchiavolato gli faceva adesso noi li lasciamo tutti qua ce ne andiamo io e te e io ti faccio intorno una roba meravigliosa molto più grande di questa qua e lui ha detto no no lo dico perché oltre che essere noi gente ogni giorno gratuitamente accolta festosamente carecevolmente da Dio e da quegli angeli di Dio che ci sono stati messi intorno capito che sono le persone della tua vita che sono le persone della mia vita che sono tutti quelli che mi sopportano in pazienza mi riempiono continuamente di favori non tengono conto del mio carattere spaventoso della mia violenza eccetera eccetera e quindi c'è tutto questo contorno capito e però anche a te è stato affidato un contorno no anche a te un frammento della casa di Dio è casa tua è la tua tavola è la tua voce sono le tue mani è la tua età è la storia che intorno a te si svolge quella che è affidata per cui questa casa di Dio in realtà si celebra e si riproduce nella quotidianità di ciascuno di noi in tutti gli avvenimenti della nostra vita è una messa in bandita è una festa si sentono le musiche e le danze che continuamente io organizzo nella mia vita è è una bella sfida sì ultima nota ed è però una bella festa ed è una bella festa mi sono permesso di dire che viviamo in un periodo buono ma voi sapete fin troppo che cosa si allude perché sta roba che è successa no a marzo insomma sembra di vivere sembra di far festa sembra che ci sia un invito alla festa sembra che ci sia la severità dell'indizione di una festa allora è una festa e pensare che la vita ecclesiale è spesso a me pare così pesa anche le liturgie certe volte sicuramente stufa stufa molto anche quella che presiede io quindi non posso scusare nessuno però oi e poi i discorsi morali i discorsi politici e invece la chiesa è stata fatta per essere la casa della misericordia e la casa della festa per tutti i lontani i peccatori invitati siamo a trovare anche dei linguaggi culturali delle gestualità e delle modalità perché non possiamo neanche permetterci di dire no ma va bene voi fate pure quel che volete noi ci facciamo la nostra festa eh no eh no questa è la casa di Dio perché il padre di famiglia continuamente da una parte e dall'altra esce non c'è mai quella casa è sempre impegnata all'accoglienza e quindi una casa vivace con una responsabilità storica però immensa sarà anche vero anzi sicuramente così anzi andrà sicuramente in tezzo che a Bologna va messa il 5% della popolazione eh va bene siamo 4 gatti la responsabilità è alta ma ultimo questa festa può essere anche facile perché intanto parte da una riconciliazione del cuore e della mente cominciamo col metterci a posto il cuore e la mente chi è Dio che cosa vuole che cosa chiede a me chi sono gli altri per lui no ecco quei piccoli passaggi che abbiamo tentato di fare mettendo a posto noi il cuore e la mente sarà più facile poi ordinare anche la modesta liturgia della nostra vita secondo la grande festosa amorevolezza del nostro Padre grazie