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XXIVDomenicaTO-omelia_GiovanniNicolini-Dozza-20160911(13).mp3

Data: 11/09/2016

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Questa parabola dei due fratelli, del papà, eccetera, l'abbiamo ascoltata, se ricordate, anche in una domenica di quaresima e quindi la lasciamo anche un po' riposare oggi, anche se continua a essere dominante per la sua bellezza e la sua importanza. Per fortuna vedo che non ci sono a me stamattina la Silvia e Michele perché ogni tanto mi devono accompagnare perché devo andare a fare delle chiacchiere di qua e di là e siccome sono vecchio giustamente non si fidano che vada via da solo, allora loro mi accompagnano. Credo che abbiano sentito questa parabola cinque o sei volte, non ne possono più mai, sono contento che non siano a me da loro. Però ce n'è parecchio da dire, passando anche rapidamente sulle altre parole che il Signore oggi ci regala, a partire da quel testo del libro dell'Esodo che ricorda quando il Signore si è portato in montagna Mosè per dargli quelle tavole della legge su cui lui aveva inciso tutte le sue parole più importanti. Però mentre sono su lì, lui è il buon Dio, il buon Dio che ha un occhio lungo, vede che giù nella valle tutto il popolo degli ebrei si è perso. Appena Mosè è andato via ci sono fatti un vinciello d'oro, adoro delle robe che non vanno adorate, tutto un sacco di cose bruttissime, è vero? E Dio è arrabbiatissimo e quindi dice ma adesso basta questi qui, li distruggiamo, non sono più il mio popolo. E però Mosè lo scrive e dice come? Ma quelle lì sono il tuo popolo, li hai portati fuori dalla prigionia dell'Egitto, li hai condotti per il deserto, gli hai fatto un sacco di regali, adesso ti fai prendere... E pensate che quella parola lì finiva in questo modo, il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo. Capita? Si pentì, Dio si pente. Beh, insomma, è che siccome Dio è sempre più buono, ha dei passaggi anche lui, insomma. E quella lezione lì sul monte evidentemente gli è servita molto. Eh? Quindi Dio è misericordioso, che è abbastanza importante questa faccenda qui, che lui sia misericordioso, no? Perché se lui sta lì a tutto misurare con la giustizia, ci siamo fregati. E nessuno è a posto. Nessuno è a posto. La cosa prosegue sul fatto che non è a posto neanche San Paolo, che scrive al suo figlio, insomma, a Timoteo, e gli dice, ma io rendo grazie al Signore Gesù Cristo che mi ha dato questo compito così importante. E pensa che l'ha dato a me. Che prima ero un bestegnatore, un persecutore, un violento, ma mi è stata usata misericordia perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede. E così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato. E anche Paolo, quindi, ci viene a dire oggi, guarda che sono un peccatore anch'io, e Dio lo stesso mi ha perdonato e mi ha dato anche questi grandi compiti. Tutto questo, vedete, ci incoraggia però. È vero? Perché? Perché anch'io sono un presepeccatore. Sono a fine corso, dovrei essere già in pensione. È vero? Invece, mi potrebbero ottenere perché di presto ce ne è pochi, è vero? E però non mi sono ancora conversito. Non mi sono ancora conversito. E quindi io sono un esperto di misericordia, purtroppo non perché sono misericordioso, ma perché Dio continuamente è stato misericordioso con me. Però l'invito che Lui ci rivolge è quello dell'importanza della misericordia. Perché che Lui sia misericordioso va bene, ma poi a tavola insieme ai tuoi figli ci sei tu. E tu come te la cavi? Questo bisogna stare molto importante. E molto importante, bisogna stare attenti. Perché certe volte magari si fa un rimprovero che è anche giusto, no? E andava fatto. E però dopo, invece dopo bisogna averlo a prendere. Non puoi lasciarlo là solo con rimprovero. È vero? Devi potergli dire, beh, tu però lo sai che io ti voglio bene, vero? E bisogna fargli anche una caressa, non so. Un segno? E ci vuole assolutamente. Guai se manca la misericordia. Qualche volta, anche nella comunità cristiana, la misericordia è mancata e rimanca. È vero? Adesso questo argentino che è venuto a fare il Papa a Roma, lui sta un po' insistendo su queste misericordie. Allora, le persone bisogna essere misericordiosi, eh? Se no, la Chiesa cos'è? È severa? Ma da chi è fatta la Chiesa? Da peccatori. E come va ad essere severa? Se va da di tutti i peccatori. È vero? Non si può far valere la legge più dell'amore. Bisogna che anche la legge venga capita come un altro d'amore. No? Se non sai guidare, non ti lascio guidare. Però con il segno. È vero? Perché voglio che tu possa guidare. Finché non sai guidare, è un atto d'amore allora. Non lasciarti guidare questa mattina, intanto ti insegno. Oggi pomeriggio a guidare. Così dopo guidi anche tu. È importantissimo la misericordia. Perché senza la misericordia, che cosa c'è? Restano due cose sole. La legge e la condanna. La legge e la condanna. Che è tremenda. È tremenda. E certe volte mi veniva da dire, ma porco cane, ma chi ci va in paradiso? Ci vanno degli atleti della virtù. Ci andranno Giovanni Bosco, su me che è il prezzo. Adesso ci hanno messo la Teresa di Calcutta. Ma sono i super, sono i paradisi? Invece no, si prendono. Per esempio in mente un bellissimo brano del libro dell'Apocalisse. Che dice che quando è andato in paradiso, oh, era un pienone che non si poteva contare. Eh? È vero? Io dico che saltano per aria tutte le calcolatrici. Perché? Perché sono tutti salvati. Vedete? Vedete? Il paradiso, nessuno se lo vede. Il paradiso ci si va perché lui ci ama. Perché forse è vero che anche di casa tua, forse quel tuo figlio non è meritevole. E quindi? E quindi lui viene lo stesso invitato insieme agli altri. Vieni anche tu a cena. E guai se non ci viene, si sta malissimo se non ci viene. Ma se lo merita? No, ma io ti voglio bene. Questa roba qui io sostengo che è importantissima, soprattutto da parte delle donne. Perché noi maschietti siamo un pochino di più per la disciplina, allora non ha voluto studiare, allora adesso non viene al mare, studia la matematica. E lei mi dice, ma sei matto. Lo lasciamo qui da solo, ma io me lo voglio portare via. Io non ci vengo al mare senza di lui. Bravo. Eh? Bravo. È importantissimo questo. Quando non c'è questo, la famiglia, ma anche la chiesa diventano delle realtà dure, fatte solo di legge. Allora non si riesce a capire che Dio è l'amore. È vero? Abbiamo visto che hai parlato anche lui su quel monte, che Mosè un po' l'ha sgridato. Eh, è missa. Abbiamo dovuto tutti imparare l'amore. E quindi? Allora adesso dedico una parolina solo ai tre battezzanti. Veramente al papà e alla mamma, insomma, dei tre, ai loro cari. Perché quando ci sono i battesimi e dopo mi chiedono, allora adesso cosa bisogna fare? Voi fate niente, perché il catechismo glielo insegneremo al suo tempo, non preoccupatevi di quello. Dice, allora adesso cosa dobbiamo fare? Riempiteli di baci. Riempiteli di baci, di carezza. È il più grande regalo che si può fare. È vero? Perché? Perché è uno che è stato molto amato. Ha una vita molto più facile. Pensate che è molto più forte nella vita se è stato molto amato. Nella mia vita, nel mio mestiere, mi capita di trovare della gente che è stata poco amata. Della gente che non è stato amato. E uno che non è mai stato amato fa fatica a voler bene, no? E fa fatica a funzionare bene. E per lui la vita è molto più dura. E tutti dicono, ma è che, com'è cattivo quello lì? E a me però, viene da dire, ma scusami, provami a dire però che cosa di buono ha ricevuto. Lui siamo nella parrocchia del carcere, quindi vado ogni tanto, mentre firmessa, dentro al carcere. Però, cosa credete? Che vado a trovare 600 mascalzoni. Io vado a trovare 600 persone che sicuramente sono state volute molto meno bene di quello che sono stato voluto io. E lui tutto il bene che io ho avuto, lui non l'ha avuto, capite? Allora dopo è venuto su con una vita più astra. Più con l'idea che te la roba te la conquisti ma nessuno ti regala niente. Disastro, disastro. Quindi riempire di bacio. Riempire di bacio. Perché più si riceve del bene, più si è forte. Anche questa persona che adesso è qui vicino a me in piedi. Certo, si può considerare una persona molto ferita. Certo, certo. Massimo non ha mai detto neanche una parola. Però vive con noi da quando era piccolino. E noi, e noi lo amiamo. E però cosa succede a voler bene a Massimo? Che poi si capiscono tante cose. Lui non ha mai detto una parola. Ma quante cose condivisa. Perché è stato? E capite? Questa è la regola fondamentale del Vangelo del Signore. La regola fondamentale del Vangelo del Signore. È la giustizia. Ma è la giustizia della misericordia. Non è la giustizia della legge. La legge è utile, è importante. Ma se non è data con misericordia, non serve. Se non è data con affetto. Per quello che dico, adesso tanti baci. Perché dopo la vita per forza gli chiede delle cose più difficili, no? Lui è un baseggiando con già la vita un pochino più complessa. È vero. È vero. Lui ha detto che tutti i giorni uno sarà contento di andare alla zina. Lui ha detto che quando la mamma gli dice mettiti il golf, lui si è contento. Io le mamme per prenderle in giro le chiamo mettiti il golf. Perché sono sempre lì a dare quelle regole, insomma. Mettiti il golf. È vero. E uno fa fatica. Però se glielo dice una mamma che intanto gli dà tre bacetti, poi sopporto anche il golf. Quindi oggi dobbiamo tutti recuperare questo senso della misericordia. Cominciamo una bella notizia però. Che il prese vi deve dare a mezza voce. Però c'è scritto qua. E cioè che se tu hai molta misericordia, poi sei anche se sei un po' un mascalzone. Per quella misericordia è passata. Perché c'è un sacco di gente che in paradiso parla bene di te. C'è un sacco di gente che in paradiso dice sì va bene, hai da lamentarti di quel prese lì o di quella vecchia lì. Però guarda che se non c'era, capito? Facciamoci un patrimonio della misericordia di Dio. Facciamoci un patrimonio della nostra semplice vita. E se ci viene in mente che abbiamo trattato male con qualcuno, finita la messa gli diamo un po' di cellulare. Gli mandiamo un piccolo regalino. Gli facciamo un sorriso. Recuperiamo. Perché capita che il cuore si indurisce. Certe volte la vita è molto dura e quindi facilmente ci si chiude. E dopo per difendersi si rischia addirittura di aggredire. Chiediamoci scusi. Chiediamoci dei segni di affetto più forte di quelle chiusure della porta che potessimo avere da. Non le vogliamo. Non le vogliamo. Ecco. E quindi a questi tre bambini basta. Gli abbiamo già augurato la vita. La vita bene. Prima di tutto di essere molto amati da voi per poter imparare molto ad amare a loro voci. Questo è quello che oggi noi chiediamo al Signore. Adesso proviamo a fare anche il battesimo. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie.