La Barbara e Sergio La Barbara e Sergio La Barbara e Sergio Possiamo pensare un po' a questo, però desidero che torniamo un momento subito poi sul testo del libro dell'Esodo e sul decalogo. C'erano molti che non gradivano questo viaggio, compreso il nostro amico Pietro e Gesù invece con grande determinazione, ovvero compie il suo viaggio che è il suo viaggio della consegna piena al padre, della sua obbedienza radicale della vita. Ecco, quando una passione infiamma la vita, la afferra, la seduce, la rapisce e la conduce fino alla fine. Ma questa fiamma è potente, è possibile e soprattutto è buona solamente di Dio. Accennavo all'inizio della messa che questo poi che Gesù fa, che cos'è se non celebrare, si capisce, in termini ormai pieni, pienamente adempiuti e rivelati, quello che era stato il grande e affascinante viaggio dei suoi padri. E' vero, strappati dalla prigionia degli idoli e della morte nella terra delle tenebre egiziane, passati in mare attraverso il grande miracolo, nutriti dalla manna e dissetati dall'acqua della roccia, E' vero, tutta l'interpretazione della storia per loro era stata quella di questo grande viaggio, e noi continuamente, ma particolarmente in questo tempo della quaresima, entriamo sempre in questa interpretazione fondamentale della vita, come un grande viaggio verso la terra promessa, la terra stillante, latte e miele. Quindi una prospettiva della storia che, come sapete, assegna all'esistenza cristiana una nota di positività assoluta. E' vero, anche chi di noi conosce una vita ferita, una vita pericolosa, una vita approssimata anche al dramma della morte, per il dono misterioso della fede, sa, almeno in una frazione del suo cuore, in una scintilla del suo pensiero, che di fatto stiamo avvicinandoci a casa. Esattamente come il corso delle settimane, il galtare di questi bellissimi giorni quaresimali, ci portano verso le grandi feste, e la luminosa notte della risurrezione di Cristo, così tutta la nostra vita è così, è vero? E ci diamo una mano, generazione per generazione, cercando di consegnarci quella sapienza del viaggio, quegli aiuti per il viaggio, perché vogliamo che anche i nostri figli possano arrivare dove anche i nostri padri ci hanno indirizzati, no? E in fondo noi non è che desideriamo trasmettere la fede così per trasmettere vagamente un certo modo di vivere, così delle preferenze morali. Noi vogliamo comunicare ai nostri figli e ai nostri fratelli quello che è bene anche loro possano avere, per avere quel bagaglio di speranza, di sapienza, di attesa, di pace, e là dove è possibile, certo anche di preghiera, di supplica, di pianto per le proprie colpe, che sono le grandi forze che conducono verso la vita, no? Altrimenti gli idoli ingannano, ecco, questo è il grande problema, è vero che mi pare le scritture oggi sentono quasi con violenza, il grande problema della nostra vita è l'idolo. Appunto noi pensiamo, credo soprattutto per una forma di superbia culturale, di essere fuori da questi problemi, no? Cosa sono queste storie degli idoli? Se pensiamo agli idoli ci vengono in mente i pelli rossa che si fanno un palo colorato, ma è vero che diciamo, scherziamo, noi siamo ben al di là di tutte queste cose, e invece ogni epoca e ogni cuore è sottoposto in modo severissimo all'idolatria, ed è bene avvertire questa certa preoccupazione di nostro padre per dire, viaggia bene, stai attento, perché è possibile che anche nel deserto, come all'improvviso, ti formi davanti un idolo che potentissimo ti trascina via, ti fa sedere, ti ammazza del deserto, ti toglie la serata, ti riempie l'illusione, ti fa disperare, stai attento. E quindi si può dire che in qualche modo tutta la tensione, di tutta la vicenda e di tutta la rivelazione dei padri ebrei, ma tutto questo non fa che diventare pienissimo nel mistero cristiano, è questa preoccupazione di togliere l'ostacolo perché tu possa viaggiare. In fondo io credo che al di là di tutto, soprattutto per la versione del Vangelo secondo Giovanni che abbiamo ascoltato, anche questa faccenda della cacciata dal tempio di sti venditori, sti vuoi, pecore, eccetera, è perché nel giudizio del Signore queste sono degli ingomori, sono dei grandi rischi. E' vero che anche, ironicamente si potrebbe dire, ma poi dimenticatelo perché non sta bene, pensare ironicamente, è vero che il Padre Eterno si è convinto, il suo figlio pure, che la religione può essere un gravissimo rischio per il nostro rapporto con Dio. E quindi quegli elementi che erano gli elementi della religione, ma della religione buona, quella dei padri, no? Tutte rovine che servivano per fare i sacrifici, per offrire gli agnelli, eccetera, anche i cambiavaluti servivano, no? Perché siccome bisognava pagare queste bestioline da offrire con la moneta del tempio, tutte le monete arrivavano lì da tutto il mondo, perché poi i tempi del Signore e gli ebrei erano già internazionali, no? Quindi arrivavano lì con i dollari, con i marchi, con i franci, lì potevano cambiare con il ciclo del tempio per poter comprare la bestiolina da offrire. Tutta roba quindi che serviva per il tempio, via, tutta fuori, tutta fuori. È vero. Bisogna che assolutamente siamo rigorosissimi, sembra dirci il Signore, a sgombrare il cammino nostro e dei nostri figli in questo viaggio verso Gerusalemme, non solo dalle cose evidentemente cattive, quelle lì, insomma, si fa abbastanza la svelta, mica sempre, perché l'idolo è bravissimo a travestirsi, è vero, ma dobbiamo anche stare molto attenti a cose che di per sé sembrano buone, devote, sacrosaniche, e che invece alla fine sono uno stabile. Quindi tira le pia, tira le pia. Come ad esempio quell'impertinente secondo comandamento, è vero, della legge ebraica, terribile anche nelle sue conseguenze, questa faccenda del non parlare di Dio in vado. È uno straordinario documento di laicità, è vero, di Dio non parlare mai. E sapete che loro sono stati così rigorosi a non parlare mai di Dio, a non dire mai quel nome, che non lo sanno più come si chiama, sapete, che non possono dirlo i nostri fratelli ebrei, che hanno quattro consonanti scritte, è vero, sul loro libro, e sotto non ci hanno messo quelli specifici cerchiolini che servono per dire le vocali, non sanno più com'è il nome di Dio. La cosa non li turba a patto, perché gli ebrei sono un grande esempio, un grande capolavoro, in buona parte anche oggi, anche se qualche idoletto secondo me lo seguono, ma l'hanno sempre avuto questa storia di qualche idoletto che li seguiva, però sono rispetto alle culture e ai popoli, a motivo di Dio, uno esempio splendido di laicità e di grande cinismo. Sono gente che non crede in niente. E credo che in fondo Dio abbia regalato la sua legge per dire, guarda, bisogna credere in Dio e in nient'altro, non credere in nient'altro. Allora tutti siamo d'accordo, sì sì, benissimo, e poi dopo un po' però ci dirai in mente, non è che possiamo aggiungersi una parolina, per esempio, no? Allora mi ricordo che quest'estate, mentre andavo con un gruppo dei ragazzi dell'università verso la parrucchina di Don Milano in Toscana, siamo passati per un paesino dove c'era una vecchia scuola, e c'era scritto su, di addio, la patria e la famiglia. E dice, ci hanno aggiunto due parole, tira le mie, metti nessuna parola, la patria, tipo immaginare. Adesso cercherò di spiegarmi, però sono del tutto d'accordo con Francesco, che scrivendo il nostro foglino della Domenica, lui in fondo ha teso a dire una cosa, che anche il Cardinale ha detto perché gli ha fatto commentare il primo comandamento un mese tra i Domenicani, e cioè che tutta la legge e tutti i comandamenti, ma tutto, tutto quello che in fondo si fa, tutto tende, secondo un ebreo, e quindi a maggior ragione un cristiano, a dire che solo lui è il Signore, che noi crediamo solo a lui, e che non crediamo a niente altro, assolutamente a niente altro, e che tutte le cose ci vanno bene, prima se stanno sotto, secondo se sono un segno, un'indicazione, una maniera di andare dietro a lui. Perché certe cose positive ci sono, per esempio sarebbe molto interessante riflettere come mai questo cinico elenco, è vero, fatto per la libertà del cuore, lui metta con grande solennità di onorare il padre e la madre. È interessante, no? Questo. Di per sé ci fa venire anche delle paure, delle visioni di famiglia, no? Chiuse come dei clan autocontemplanti, non lo so, insomma, ci fa venire anche in mente dei pericoli. E appunto invece la terminologia, tra l'altro, è altissima, perché attribuisce a questo onore al padre e alla madre una rilevanza che, insomma, è come se fosse un signore. Quindi è una cosa grossa. Ci sembra di capire che Gesù, nell'insegnamento evangelico, sarà più agile, più snello, arriverà a dire che in caso di necessità bisogna anche odiarli, insomma, se c'è un qualche ostacolo. Però a dire, insomma, ci sono tutte delle reattive, delle attenzioni, che sarebbe bello andare dentro, no? Sarebbe bello una volta avere un po' di tempo e guardarci dentro a questi comandi. Per stamattina accontentiamoci di questo, di dire che tendono assolutamente a questo, a dirci che se tutto è bello e tutto è buono intorno a noi, benissimo, ed è vero che così, e le persone sono preziose, le vicende sono importanti, il sole fa un sacco di piacere perché è scalda e mette la luce, è vero? E quindi ci piace avere una visione assolutamente positiva dell'esistenza, bisogna però stare atenti che non ci sia nessuna cosa mai nella nostra vita che diventa troppo grande, o perché è bellissima, o perché è bruttissima, o perché è bruttissima. Perché noi possiamo essere seduti o da un idolo che si presenta affascinante, positivo, e dice conviene che tu dia a me da un idolo negativo, che sembra così capace di terrorizzarci, che ci lasciamo ingannare circa la sua ipotesi di possederci e di eliminarci. Invece non è così, perché noi siamo nelle mani di Dio. Al Signore interessa moltissimo che questi quattro gatti che trottano nel deserto, verso di lui, immetano un sacco di pericoli esterni, e soprattutto, in mezzo a tutti i pericoli che ogni persona porta al motivo del suo cuore, invece ce la cadi a viaggiare. È vero. Senza appunto seduzioni. Pensate per esempio a tutta quella parte interessantissima del lavoro che riguarda il terzo comandamento, no? Quello del santificare le testi. Allora, gli ebrei hanno questa regola che poi si è piuttosto trasmessa ai cristiani e abbastanza tutto il mondo, anche se adesso viene ridigorato, mi sembra, no? E cioè dice, sei giorni lavori, fai l'opera delle tue mani, ma il settimo basta, non puoi. Sembra che sia dato per dire, così poverino, ti riposi, che è vero. Ma la ragione vera è in alto. La ragione vera è perché in questo giorno del Signore bisogna stare lì come dei patalucchi a non fare niente e vedere che il mondo va avanti lo stesso anche se non fai. Per cui loro dopo applicando la legge del terzo comandamento impediscono di accendere il gas, di mettere sulle bistecche, è vero, impediscono tutto. Perché? Diciamo, ma che spazi, esagerati, fanatici, andiamo, siate larghi, siate semplici. Sì, è vero, ma guarda, però è importantissimo che ci sia questo giorno benedetto in cui si capisce che la vita non dipende assolutamente da quello che fai. È importantissimo questo. Ma poi domani il tuo lavoro, il tuo dovere, i tuoi prantracci, ritorni per obbedienza a Dio stesso che te l'ha messa in mano tutta la creazione, che devi operare, trasformare, custodire, insomma, quindi c'è un grande impegno di lavoro, ma vuoi a te se questo lavoro diventa il tuo idolo e te credi che il mondo dipende da quello che fai te e il mondo dipende, la storia dipende da quello che mettiamo insieme noi, ma niente affatto, fermati. E in questo giorno ti dedichi a me, punto. Non fai niente, riposi. Ecco, è tutto il decalogo, va tutto letto in questa prospettiva meravigliosa. Né un grande patrimonio, né una donna, né un pensiero, né una terra, né un nemico, deve essere tanto grosso da occupare il tuo cuore. Per esempio, non uccidere. Eh, certo, non uccidere. È un fermo, è vero, messo in modo formidabile. Pensate quante uccisioni si fanno e pensate che tutte le uccisioni che si fanno, si fanno in nome del bene, sempre. Eh, non c'è mai nessuno, Dio, Signor, sì, qualche caso isolatissimo, che parte e dice adesso voglio fare una grande mascazzonata e vado a tirare il collo alla donna. Non c'è mai, c'è sempre una giustificazione. Anzi, per massima parte addirittura gli uomini hanno ammazzato il nome di Dio. E poi il nome della giustizia, il nome della verità, il nome della pace, per amore dei propri figli, per amore del popolo tedesco, insomma, ne hanno combinato e ne abbiamo combinato di tutti i colori. Abbiamo ucciso, abbiamo ucciso, Abele continua a essere esterminato, ma sempre c'è sotto una nozione di Dio. È un'idono. Allora, tutto l'aiuto che il Signore ci dà è perché noi, appunto, siamo sempre di più delle persone libere da queste ombre. bisogna avere paura di nessuno e in certo modo bisogna anche innamorarsi di nessuno. Poi, ditelo invece in un modo bellissimo e siate delle persone innamorate e appassionate di tutto perché tutto è splendido, perché viene dalla sua bontà e quindi tutto deve essere intensamente amato e ammettosamente accolto. Ma non c'è niente che vi deve dominare. Questo mi raccomando. Anche se vi credete forti, abbiate paura, anzi, bisogna dire che molto spesso sono i più forti che sono più esposti agli idoli proprio perché sono temerari e quindi credono di poter maneggiare le cose e invece, sapete, c'è una narrazione dell'idolo spaventosa che è quella famosa del vitelo d'oro, no? Di quella roba che hanno fatto e hanno rifrescato una divinità dell'Egitto da cui erano scappati via perché Mosè era là sul monte a prendere queste tavole della legge proprio tarabacola e non veniva mai giù e loro erano sempre stupidi questo Dio che a differenza di tutti gli altri dèi non obbidisce perché se ci pensate bene questo è il vero problema, no? Io mi ricordo di avervelo già detto un'altra volta. Il vero problema del nostro Dio è che la sua diversità dagli altri è che lui non obbidisce ma fa quel che ne ha voglia. Mentre invece tutti gli dèi hanno una cosa bellissima che sono obbedientissima perché? Perché la religione serve per fare obbedire Dio. Se io ti dico tre rosari in turco tu mi fai vincere al totocalcio. Quindi in qualche modo se io gli dico i rosari giusti poi lui fa quel che voglio io e allora c'è il Dio della guerra che mi fa vincere la guerra c'è la Dea della bellezza che mi fa vincere il concorso di Miss Italia e tutto così e gli dèi attraverso questa tecnica che sono le religioni sono buonissimi tengono per noi li devi prendere dalla tua parte se tu gli fai il rito giusto lui ti obbedisce. E invece il Dio di Gesù Cristo il Dio degli ebrei il Dio nostro nostro padre è un menimpico che non c'è verso di fargli il rito giusto capisci? E non è che tu stamattina sei venuto qua e dici io adesso gli dico la messa giusta è un istinto che abbiamo è vero? È un istinto anche noi pensavamo appunto da studenti che a grattare con il famoso ginocchio di San Giobbe dopo si passava l'icopio di matematica ma non è così è vero? È una colossale delusione la nostra fede se la mettiamo in questi termini invece tutta la nostra vicenda è tutta raccolta appunto in quel famoso viaggio dove lui facendo assolutamente la sua volontà ci chiede di andare di dietro fa' che che ti dico se fai' che ti dico vai bene arrivi bene c'è da fare un viaggio un viaggio importantissimo no? È un viaggio importantissimo è il viaggio più importante della vita qual è il viaggio più importante della vita? Quello che facciamo adesso a Clarese non è che vi interro la do io la risposta se la volete dare anche voi è bisogna saper via dalla morte bisogna a tutti i costi saper via dalla morte quando mi capita di entrare dentro di uno spazio soprattutto di giovani che parla bene della morte in maniera suicida patoidale no? Scema io mi butto capovito come un diavolone a dirglielo di tutti i colori come si fa? come si fa a essere precipitati così in basso da idolatrare la morte? è un orrore non questo la morte è quella da cui bisogna scappare via scappiamo via dalla morte siete d'accordo? Gesù è venuto solo per questo motivo solo per questo motivo per farci scappare via dalla morte vieni via vieni via l'anzaro vieni fuori dai andiamo andiamo dove andiamo? andiamo a casa del papà andiamo via dalla morte a casa del papà è l'unico motivo per cui lui è venuto quindi non è questione che noi abbiamo qualche cosa da ottenere da lui ma figurati non sappiamo bene neanche come fare che cosa volere conviene semplicemente fare infatti avete visto quello che facciamo adesso tra un uomo e diremo anche le sue parole fate questo in memoria di me perché è importantissimo far questo? perché in questo viaggio mentre andiamo alla casa di nostro padre bisogna ogni giorno aver da mangiare allora qui viene preparato il banchetto per involerci bene di Dio nella carne di suo figlio perché sennò si crepa durante il viaggio ecco sempre cioè si tratta di fare quello che vuole lui e dice ma allora il sacrificio non c'è nella nostra religione? ah certo che c'è capovolto evidentemente no? capovolto qui non si tratta che io gli devo fare il sacrificio giusto per convincerlo qui invece si tratta del fatto che lui fa il sacrificio giusto per salvarmi e liberarmi o non è così? è vero? noi siamo qui a celebrare mica il sacrificio degli uomini per Dio ma siamo qui a celebrare il sacrificio di Dio per gli uomini è vero? chi è che si è sacrificato per la nostra salvezza? mentre tutte le altre religioni dicono il Dio della guerra per esempio dice vuoi vincere? devi mettere in richiamo tutti i raccoglitori di aranci della Sicilia le fai tutte salire nei gloriosi confini friulani la li fai tutti morire e vincerai e allora il Dio della guerra impone che si ammazzi dei nostri figli no? chiede il sacrificio dei figli invece il Dio giusto il Dio di Abramo il Dio che è nostro papà cosa ha fatto? ha sacrificato il suo figlio non ci ha chiesto i nostri figli lui non chiede niente di quei sacrifici orribili che gli dei di questo mondo domandano e che gli idoli della vita ci domandano è vero o se no? che ci domandano delle cose tremende gli idoli di questo mondo molte volte c'è della gente che mi sembra che venga a dirmi che per tenere il posto di lavoro deve dire delle robe brutte fare delle robe brutte non essere se stesse è brutta quella roba lì e mi dice ma cosa faccio? ci sto dentro e mi dice porco cane ma perché mi chiedi una roba così difficile? posso mica dirti di mettere la fame alla tua famiglia e d'altra parte capisco benissimo che ti fa schifo sta roba che devi fare brutte cose no? per dirvi delle cose piccoline no? di tutti i giorni gli idoli gli idoletti amici e nemici continuano a saltare fuori sempre ci siamo dentro fino al collo è difficile essere liberi molto molto difficile è difficile moltissime volte ci rendiamo conto che stiamo facendo inevitabilmente del male e degli innocenti ah è difficile è vero? è difficile e allora questo è il grande soccorso del Signore è vero? portarci avanti verso di Lui c'è uno che è il più avanti di tutti ha scappato meno male Gesù Cristo è vero? gli ebrei dicono non c'è mica solo i dieci comandamenti hanno uno sconsubbio di precetti che è una roba incredibile è vero? mi pare che siano mi diceva Mauro stamattina 613 613 precetti no? roba da matti è vero? vabbè allora sono tantissimi precetti c'è uno che c'è stato dentro a tutti i precetti sì sì Gesù Cristo Gesù Cristo domanda inevitabile e a star dentro a tutti i precetti come è andato a finire? risposta inevitabile male male male è andato a finire eh sì male adesso puoi ritornare tranquillamente alla frase del Vangelo a quel versetto del Salmo che viene in mente agli amici di Gesù lo chiedevo per la tua casa mi consuma mi divorano eh sì è proprio vero cioè il comandamento di Dio l'obbedienza a Lui da una parte ti impedisce appunto di lasciarti ingannare dall'altra dall'altra e dall'altra non c'è dubbio prende la tua vita e la vicina sempre di più al mistero dell'amore perché tu per cui te non fai questo non fai questo fai questo fai quest'altro e alla fine ecco alla fine siamo pronti per il grande comandamento di Cristo che è il comandamento dell'amore Gesù adesso è pronto allora può dire allora adesso distruggetelo questo peggio e io in tre giorni lo riedificherò oddio ma cosa mi stai dicendo eh mi sto dicendo che l'obbedienza dei comandamenti ci porta pian piano verso Gerusalemme e poi ci porta verso Pasqua e che cosa vuol dire Pasqua Pasqua vuol dire la possibilità di essere partecipi anche noi di un grande atto di amore che prende tutta la vita sono sempre più convinto che questa qui è la gran scoperta è la gran scoperta che noi abbiamo fatto non vi sembra anche perché l'altro ieri in un posto dove c'erano anche dei signori di altre religioni poi dei signori di nessuna religione non parlare in un cinema e io avvertivo chiaramente che questa proposizione questa affermazione di pensiero era sinceramente fuori completamente fuori dal pensiero invece dentro di noi secondo me questa proposizione questa affermazione sta andando avanti qual è? se noi pensiamo alle persone della nostra vita oggi cioè mia mamma ha messo tutto più gasato quando noi pensiamo a queste persone della nostra vita come pensiamo? a persone che ci hanno dato la vita è vero lo zelo per il signore li ha consumati prima facevo vedere a mia mamma una foto di mio papà quando sono venuto a San Martino mancava un anno alla sua morte e era proprio consumata le persone care preziose della nostra vita quelle che ci hanno fatto del bene cosa hanno fatto per darci del bene per darci del bene come ci è andata la loro vita tutto il loro affetto tutto il loro cuore il loro tempo cosa hanno fatto quelle persone? hanno fatto quello che gli ha suggerito Gesù guarda se vuoi andare bene verso la Pasqua ama il tuo prossimo come te stesso e Dio amalo con tutto il cuore con tutta l'anima con tutta la mente con tutto il pensiero capite? è gente che ha tenuto niente per sé poverino Gesù man mano che cammina verso Gerusalemme è come se fosse sempre più piccolino anche San Francesco è stato uno che in pochissimi anni pochissimi pochissimi ma però si è come consumato a un certo punto è stato tutto offerto arrivare a Gerusalemme vuol dire così vuol dire che la vita pian piano si trasforma come in un'unica azione c'è un'unica cosa da fare a questo modo c'è un'unica cosa c'è un'unica cosa volere bene già adesso i comandamenti possono essere mica 613 ma 6613 ma nessuno di loro vale una città se non è fatto per voler bene no? certe volte rischiamo di andare dietro un comandamento per far male ma scherziamo per dar una mancanellata a uno non vale niente non vale niente valgono adesso già sono se sono tutti unificati nel comandamento dell'amore quindi tutto si può si deve fare se è per voler bene se no niente non vale niente se non siamo qui oggi per dire che vogliamo bene al Signore che vogliamo bene a tutti che siamo venuti a domandare scusa per quelli ai quali non abbiamo voluto bene che abbiamo bisogno di un sacco di forze per voler bene a quella nostra accognata va a furta e insopportabile insomma se non è per domandare la dilatazione per voler bene perché siamo venuti qua perché siamo venuti qua se non siamo venuti qua per dire che preferiamo morire noi piuttosto che farne male a qualcuno perdiamo il senso della messa capite perché il senso della messa è quello di uno che per farci tutto il bene se stessa l'onteno per la tua casa e ti vuole ecco questo Gesù vedete è una persona straordinariamente appassionata fino alla sua passione ci sono le passioni cattive che ammazzano gli altri o ammazzano qualcuno ci sono le passioni buone la passione buona che ci chiede la vita piano piano nell'obbedienza ai comandamenti prima chiedendoci un po' di tempo poi un po' di cuore poi un po' di pensiero poi un po' di parole poi un po' di mal di stono e via e via chiede chiede chiede che alla fine siamo tutti presi è la passione che conduce Cristo alla passione è la passione d'amore che lo porta alla croce è perché ci vuol bene che va a Gerusalemme la Pasqua è il senso della vita noi siamo a questo punto del grande pellegrinaggio come vi dicevo perché qualcuno in nome di Cristo ci ha dato la vita adesso cosa facciamo in queste prossime settimane è così è il senso della nostra vita e fino a quando celebriamo la nostra ultima pastua qual è il senso della vita voler bene voler bene assolutamente voler bene tanto che Gesù Cristo si prende dei grandi lussi in questa direzione no dice ma se uno non va a messa ma vuole bene fino a dare la vita buona certo e se uno non ha conosciuto Gesù Cristo non sa niente la fede cattolica niente niente non sa niente però vuole bene fino a dare la vita bene bene Gerusalemme Gerusalemme è per quello che adesso proveremo a mettere in piedi un viaggio a Gerusalemme e sempre speriamo che accettino di venire con noi anche anche quelli che non va a messa perché il viaggio a Gerusalemme è la parabola della vita perché tutti siamo chiamati a dare la vita