Dicevo che mettavamo la liturgia di oggi nel segno e nel mistero della povertà, anche se quando Gesù ci racconta questa parabola strana e impertinente, dice che lo scopo di tutto è che dobbiamo imparare, che bisogna pregare sempre e senza stancarsi. Parabola impertinente, avete visto? Luca ha il coraggio di mettere nella sua memoria evangelica delle parabole che gli altri evangelisti non hanno messo, insomma dice no, questo qui l'ha detta troppo grosso, diciamo star, qui è stato un po' birichino. Ricordate per esempio quella parabola che abbiamo trovato qualche domenica fa, di quel amministratore disonesto, il padrone decide di licenziarlo, lui si fa degli amici condonando pezzi di debiti che la gente ha con lui, il padrone loda questo disonesto amministratore. E oggi c'è la figura di questa donna, da fronte a questo giudice, notate che quindi sarebbe la parte di Dio quella del giudice, però è un giudice lazzarone che non fa niente, però questa qui lo rompe talmente, continuamente andando a tempestare, sono il campanello, il cellulare, lo esaspera e alla fine lui dice, va bene, un che non mi rompa più, adesso l'ascolto. Parabola è strana, no? E però la parola attira la nostra attenzione su questa donna, che prega? Ma ecco, appunto, quando lui interviene, diciamo, spiegando la parabola, non dice di fatto la parola preghiera. Allora dice, ascoltate ciò che dice il giudice disonesto, il Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà aspettare a lungo? Io vi dico, farà loro giustizia, eccetera. Gridano giorno e notte. Io ero che stamattina leggevamo un padre della chiesa, mamma mia, spesso sono così noiosi questi padri, io invecchiandoli sopporto meno. Allora a questo punto comincia a dire, però, come deve essere la preghiera? Un grido deve essere la preghiera. Deve essere un grido reale. O è così, o non è la preghiera. Gli ebrei hanno una concezione molto semplice, molto elementare, molto interessata della preghiera. Altre religioni pensano che uno, quando prega, prende il volo verso l'alto, ma noi non mai, mai ce l'hanno detto questo. La preghiera non è per salire noi verso l'alto. La preghiera è per dire a lui, vieni giù, vieni giù che c'è un sacco di bisogno, ma cosa fai lassù? E lui ubbidisce, tra l'altro. Ubbidisce. Come vi dicevo, accennavo all'inizio della messa, noi siamo qui perché è venuto, è venuto in mezzo a noi, è venuto a essere uno di noi, Dio è quello lì, ed è venuto per venire accanto a tutte le nostre povertà, tutte, è vero, uno ha la povertà del portafoglio, l'altro ha la povertà dei suoi affetti, l'altro ha un povero figlio che lo fa dannare, un altro è malato, e poi c'è quella malattia di tutti, no? Cioè, siamo tutti dei poveri peccatori, ma lui viene per aiutare tutti, per perdonare tutti, e quindi questa preghiera bisogna effettivamente coglierla come una specie di grido, perché ho bisogno. Dio, vieni a salvarmi, vieni presto il mio aiuto, è una richiesta di aiuto, questa è la preghiera, ecco perché allora ho pensato sempre di più in questi giorni al grande tema della povertà, la povertà fa paura, tanto che quando anche si cade in povertà, distinto la si nasconde, la si maschera, si fa finta di niente, e questo non è bene, non corrisponde. E su questo il Signore ha una certa preoccupazione, avete ascoltato la battuta finale del Vangelo di oggi, che è molto severa, dice, ma il figlio dell'uomo quando verrà, troverà la fede sulla terra? Perché che cosa è la fede? è sapere il catechismo? Oggi è cominciato il catechismo qui, eh? Poverini, anche i catechisti poverini, che pissa, consiglio ai catechisti di rileggere la seconda lettura, bellissimo, Paolo dice a Timoteo, tu sei stato super fortunato, eh? Perché? Perché fin dall'infanzia hai avuto qualcuno che ti ha aiutato, e così hai imparato bene la parola di Dio, fortunato, adesso però restituisci da sta parola, eh? Sto Vangelo, regalalo adesso, c'è stato proprio, guarda, benedetto da Dio, problema questo, problema molto delicato, i catechismi non sono molto fidabili, detto fra noi, anche il catechismo più ufficiale, mica tanto fidabile, perché? Perché? Perché i catechismi tendono a dirsi, come devi fare per essere bravo? Come devi fare per sapere giuste le robe? E adesso ti faccio la domanda e c'è la risposta, ma non è così. La fede è un'altra cosa, la fede è la nostra povertà, sulla quale Dio si è chinato pietosamente, e se uno impara il Vangelo, impara quella roba lì, impara l'infinita potenza della bontà di Dio, che non si ferma davanti a nessuna povertà, e vuole a tutti i costi scendere nella nostra povertà. Questa è la fede. Ed è per questo che c'è un legame essenziale tra la fede e la povertà, perché avere la fede vuol dire essere consapevoli che si è dei poveretti, e che da soli non ce se la fa. E poi nella sua pienezza, certo, è anche venire a sapere che c'è uno che ti vuol dare una mano. Però propriamente, quindi, l'atteggiamento di fede non è solamente verso Dio. sta è tutto nelle nostre relazioni anche, no? Bisogna imparare a essere poveri e bisogna imparare a chiedere. dammi una mano perché non ce la faccio. Sono stanco stasera. Raccontami qualcosa. Ho paura. Tiemi. bisogna superare l'istintiva vergogna della povertà e bisogna superare il consiglio delle sapienze mondane che ti dicono maschera, la chiuditi, stringi i densi, manda giù i rospi, dacci dentro. Per cui le sapienze del mondo sono tutte alla fine sapienze della solitudine. Ce la devi fare. Ce la devi fare. Eh? Con questi poveri scolari di scuola. Che roba. Che pericoli di sbaglio facciamo. Ce la devi fare. Devi darci dentro. Devi impegnarti. È pericoloso. È pericoloso. La vita è pericolosa in questo senso. Perché noi spingiamo continuamente in direzione di una capacità di risolvere il proprio problema e quindi il grande obiettivo detto o non detto alla fine è di non aver bisogno di nessuno. Questo è l'opposto della fede. Sapete cos'era questo, no? Era il vizio dei farisei. I farisei cos'erano? Convinti che se te stai dentro a tutte le regole anzi le complichi di più ancora. per essere più sicuro te sei già a posto. E allora Gesù Cristo poteva starsene a casa sua. Bastava che avessero versato una legge, una regola per far bello, per buono e buona. Perché tutta sta roba? Perché da soli si perde. è bellissima la vicenda raccontata dal libro dell'Esodo, no? Quei poveretti che lui aveva tirato figli per i capelli strappandoli dall'Egitto dal male della morte e li aveva cacciati nel deserto, li guidavano, insomma, c'era già abbastanza da fare, eh? alla mattina andare a raccogliere la manna sulla superficie del deserto, poi dopo dire chissà se sborga l'acqua e poi dove ci orientiamo, ce n'era abbastanza. Ma nel deserto c'è stato ste popolo, gli amaleciti, che erano delle carogne, erano rifatte, che continuavano ad attaccarli, questi carogne. arriva gli amaleciti, ma no, Santo Dio, ricordo un mio amico che vorrei trovare un po' di esaurimento nervoso mi diceva a me tutte le mattine prima che metto giù i piedi dal letto c'è già la amalecita lì. Ma porco cane, ma come si fa? E questo è un problema per gli ebrei, perché? Perché il popolo del Signore perde sempre, perde sempre. Pensate che è così assoluta la cosa che nel Bibione ebraico, le traduzioni un po' cambiano purtroppo, ma nel Bibione della lingua originale manca una parola, non c'è mai la parola vittoria, mai. Tutte le volte che gli altri dicono vittoria, gli ebrei dicono salvezza. E quando gli altri dicono ho vinto, loro dicono sono stato salvato. Perché? Perché da soli si perde. Ma lui tiene per te. Ci sono gli amaleciti e Mosè dice guarda, prendi su quattro gatti, vagli addosso, vediamo cosa si può fare. tanto io vado sul monte. Perché va sul monte? Perché alza le braccia verso Dio e diventa un ponte Mosè tra Dio e questo popolo che perde. E quando lui tiene alte le braccia il popolo vince, quando lui le abbassa il popolo perde. dice, ma le mani sono pesanti. Allora gli mettono una pietra sotto il sedere e poi uno da una parte e uno dall'altra gli tengono le mani alzate in maniera che lui tenga sempre le mani alzate. È una figura che ho caro fin da quando ero ragazzo, mi sembra facevo il clan degli scaugli, mi sembra. e quella figura lì mi piaceva moltissimo perché mi sembrava proprio di capire che era la profezia del crocifisso. Dopo quando è venuto lui amò per tenergli ferme le mani. Le hanno inchiodate così sta sempre con le mani lassù. E quindi c'è il ponte ormai e il piccolo popolo dei poveri, degli afflitti, dei peccatori non è abbandonato perché c'è questo ponte. È così solo che si può vivere bene perché siamo aiutati. E questo fra l'altro è una cosa che non riguarda solamente noi che poniamo insomma non so abbiamo la fortuna di credere la grazia bisogna dire che abbiamo la grazia di credere che c'è qualcuno. Però anche i nostri amici i nostri fratelli che non credono in Dio sono nella nostra stessa condizione e quando scoprono la loro povertà che si convertono nel senso che la accettano la loro povertà imparano a chiedere imparano a chiedere adesso a me se invitatevi in questo momento i vostri amici che non hanno la fede perché anche loro sono poveri e anche loro devono chiedere e siccome non possono chiedere a Dio perché non lo conoscono loro lo chiedono a te e quindi la fede non è sapete solamente una relazione con Dio essere una persona di fede vuol dire imparare a essere un mendicante imparare a domandare aiutami vieni presto in mio aiuto e poi si impara a ringraziare ti ringrazio per fortuna che ci sei stato te se no come ce la facevo la fede quindi è il volto meraviglioso di una nuova umanità che aiutata da Dio si aiuta e che impara che i piedi bisogna che qualcuno me li lavita perché mi sono fatto fuori il femore faccio fatica a arrivare al piede di sinistra vado dal fisioterapista ma insomma è vero bisogna che qualcuno me lo lavita non siamo ancora a quel punto lì ma ci penso sempre che fra un po' non ci riesco più a lavarmi il piede sinistro è vero bisognerà che lo chieda qualcuno e infatti lui ci ha insegnato che bisogna lasciarsi lavare i piedi e lavare i piedi perché io posso lavare i piedi non sono capace di lavare il mio piede sinistro ma il tuo sinistro e destro sono bravissimi provare per credere è vero e quindi bisogna lasciarsi lavare i piedi anzi bisogna chiederlo la mendicità è un elemento fondamentale della fede quella donna che gridava giorno e notte chiedeva quello che lei non aveva e che aveva bisogno e quindi questa è la meravigliosa povertà c'è una connessione dunque essenziale tra fede e povertà non imparare ad arrangiarti impara che è bellissimo aiutarsi fare insieme impara quello la fede è questa meraviglia è il grande lusso di poter essere piccoli poveri peccatori ma salvati ma salvati e non ce n'è uno che manchi il rischio quello che preoccupa moltissimo Gesù è che uno impari ad arrangiarsi questo qui va malissimo sono i parisei appunto no? perché sono bravi sono i pierini sono i primi della classe quelli lì hanno bisogno di nessuno per carità per carità ed è per questo sai che la fede è obbedienza io vado mai tanto al dottore c'è i dottori in casa per carità ho una fita dei dottori che preferisco il vecchino e però obbedisco per cui quando osano chiedermi Giovanni prova la pressione mi metto lì la faccio provare loro però hanno un po' paura di me quindi me lo chiedo un poco sì però bisogna impararlo questo la vita cambia quando è così e per chi ha la fede e anche per chi non ce l'ha cambia cambia e il grande insegnamento di questa giornata è semplicemente questo e quindi non l'opportunità di non avere relazioni ma lo splendore il cristianesimo è un'amicizia e la comunità cristiana per essere se stessa deve essere un gruppo di amici lo capisco poi non sa tempo ma quando penso un po' alla messa e alla messa self service oddio me mi dà un po' fastidio io vengo qui e prendo è come quando si vede in città vicino ai negozi bellissimi di Polonia che fanno dei mangiarini straordinari la gente che per strada mangia e dico ma è una tristezza ragazzi ma sedite un tavolino invita un altro fate mensa fate cinci la mensa la mensa la mensa non mangiare non andare a caccia di un mangiare e mangiarsi no spezziamo sempre il pane avete visto com'è anche la liturgia facciamo la parola e poi proviamo a spezzarla perché ognuno possa mangiarla quando abbiamo cercato di nutrirci della parola quella parola diventa pane perché ognuno possa nutrirsi e con che criterio chi ha fame chi ha fame eh qualche volta faccio brutta figura perché dico chiunque ha il desiderio sotto d'altra parte se uno ha fame se uno ha fame se uno ha fame è un bellissimo segno eh avete visto che robe fanno adesso eh quelle robe del sinodo che hanno combinato tutti dicevano adesso questa qui fa un sinodo vedrai che riforma la curia vedrai che metà a posto la banca sono dei problemi delicati invece lo fanno per dire no parliamo del matrimonio e della famiglia che è il modo più semplice e più forte oggi per parlare della gente di tutta la gente e di una cosa meravigliosa che però è anche povertà di molta gente i rapporti affettivi sono fragili le cose cominciano ma anche alla svelta finiscono e quando finiscono quasi sempre finiscono perché siamo persone fragili e quindi basta una piccola cosa e saltiamo per aria basta un piccolo incidente e non riusciamo a proteggerci l'un l'altro e c'è una divisione ci dividiamo e ci sono i piccoli ma cosa facciamo eh la problema è una povertà che tutti condividiamo è vero un po' in un modo o nell'altro tutti la conosciamo e ha detto adesso però affrontiamo quel problema lì e guarda caso il giorno prima che a Roma dicessero facciamo sta roba qui la diocesi di Friburgo che è la seconda diocesi della Germania grandissima e dice noi adesso facciamo una stradina per avviare degli incontri in maniera che anche chi si è rotto il matrimonio poi ha trovato un'altra persona vedere come possa tornare anche lui a fare la comunione per me che adesso questa cosa si possa dire si possa sperare si possa pregare è una cosa meravigliosa no? è più importante che la riforma dei quadrini del Vaticano è più importante che la riforma della Curia oh ci sarà un tabalore di segretario di Stato pazienza cosa se lo teniamo sono centinaia di anni che la Curia è da riformare il bello è che la riformano ogni 25 anni ed è sempre peggio quindi devo fare ci sono cose più urgenti la povertà della gente il bisogno che abbiamo di essere visitati consolati stiamo vivendo un momento grandissimo capite? della nostra fede un momento meraviglioso una parabola come questa oggi quanto la sentiamo importante le farà aspettare a lungo io vi dico che farà giustizia alla svelta direbbe così la lingua originale della parabola neanche presto alla svelta come se avesse voi fretta di fare qualche cosa di buono per noi perché Dio è buono e alla gente vuole bene e quindi noi deponiamo un'immagine fretta di Dio come giudice della vita anche perché se lui è giudice siamo tutti fregati invece noi ci fidiamo del giudizio della croce e il giudizio della croce è che Dio ama talmente l'umanità da dare la sua vita per noi è la cosa che dobbiamo continuamente ripetere e ripeterci chiudo i bambini e comincio il catechismo alla fine della messa vi daremo anche un foglio perché vorremmo giovedì sera dopo la messa fermarci intanto i gruppi del Vangelo i gruppi dei cantori i gruppi sportivi potrebbero un po' prepararsi a una riunione da fare insieme dove la preoccupazione più grande è il Vangelo è il Vangelo bisogna che tutti i costi ognuno di noi si disseti di Vangelo per poterlo comunicare la messa stessa che noi celebriamo tenetelo a mente è in grande pericolo perché? perché la gente non è più in grado di capire non è più in grado quando si sente dire ecco l'agnello di Dio ma che cavolo è sti agnello di Dio persa una comunicazione secolare perché i linguaggi adesso sono troppo diversi e non non c'è più è vero sono venuti a dirci a una riunione di preti che la parola salvezza vuol dire talmente poco che riguarda ormai il campionato di calcio si salverà non si salverà e perché le parole capite? allora è necessario capite? rientrare nella parola ed è una cosa che si può e si deve fare a tutte le età ricominciare ad ascoltare ogni giorno un po' il Vangelo un po' il Vangelo noi possiamo anche dare una mano e però questo adesso deve essere prima della messa perché la messa è semplicemente la pienezza del Vangelo capite? che diventa cibo si raccoglie intorno al punto culminante del Vangelo che è la Pasqua di Gesù e diventa però se non c'è la parola diventa gesti altro in con la nostra scuolina qui del media siamo andati a Barbiana al posto di Don Lorenzo Milano e lui raccontava che siccome era di famiglia mista perché i suoi genitori erano un ebreo e un cristiano tutti e due però agnostici però alta borghesia quindi c'era la governante di casa che sabato portava i bambini in sinagoga e alla domenica li portava a messa alla messa prima però presto perché la governante si aveva che aveva da fare e Don Lorenzo raccontava che si era fatta l'idea che la sinagoga era la chiesa degli uomini perché le donne non se ne vedeva perché sono nascoste nel gineceo e la domenica era la messa delle donne e poi diceva no veramente c'era un uomo ma per gentilezza si vestiva da donna così anche tutti erano più trattati bene però fuori fuori capite? vuoto bisogna ricominciare dal Vangelo bisogna ricominciare in casa bisogna che tutti i bambini siano fortunati come lo è stato Timoteo e fin dall'infanzia si sia spezzato il padre del Vangelo adesso è occasione per pregare per i bambini per i loro catechisti che poi il catechismo vada bene bene bene però bisogna non farci protagonisti del Vangelo questo proprio io vi supplico anche qui non venite qui per sentire la predica di Giovanni tanto è la solita minestra e poi anche lui deve crepare quindi è il Vangelo che deve rimanere è il Vangelo che deve rimanere mi raccomando questi qua dopo andrò contro un palo un po' domani direte lo dicevo domenica scorsa bene allora veramente apriamo il cuore e gli occhi al Vangelo del Signore perché è il grande segreto della pace del mondo un po' Grazie.