Buonasera, adesso di una sola parte, e per questo è il tuo cibo, è un po' di rinforzamento. Il trattato, la testa, gli hai dato tutto, la generazione di loro non di cibo. Il trattato di loro non cibo, ho paura di me, cibo. Allora, in un momento pensavo a quello lì, quella là, è vero, e però loro mi hanno molto preso per mano appunto per quello che si stava preparando per loro. una crescita che è il mistero dell'amore nella loro vita. E questo dà una grande consolazione e una grande speranza. Forse ricordate un po' quelli che sono andati a messa anche domenica scorsa, di quella donna della parabola nella quale lui vede Gesù, tutti i suoi amici che giorno e notte gridano davanti a lui, perché hanno bisogno. Quindi sì, la preghiera che cos'è? Non è una maniera per diventare belli e buoni. E non è neanche un modo come pensano altre feti religiose per volare verso Dio. Ma per dirgli vieni qui, vieni presto. E glielo gridiamo questo sia perché siamo messi davanti a cos'è, troppo belle per noi, e non sappiamo se siamo in grado di riceverle, di custodirle. Allora diciamo, non darci una mano. Oppure quando ci troviamo davanti alla prova della vita, alla stretta del cammino, all'angoscia della solitudine e della paura, e allora abbiamo l'impressione di non farcela. La parabola di oggi è seguito proprio dritto dritto della parabola di quella donna che grida giorno e notte. e oggi invece sono questi due che vanno a pregare nel Tempio. Però è tutta la parola che abbiamo ascoltato, è tutta piena di gente. Perché vuol dirci lui che il Signore una mano la vuol proprio dare a tutti. e quindi il testo dell'Antico Testamento che abbiamo ascoltato è per dire che prima di tutto vuol dare a chi è più in fatica, in difficoltà, ai piccoli, ai poveri, ai malati, a quelli che hanno perso il grande amore della loro vita, a quelli che hanno ricevuto un brutto esame dall'ospedale, a quelli che fanno fatica a tenere la concordia intorno alla tavola di famiglia, comincia da lì, insomma, si capisce, no? Ha più bisogno. E poi però, piano piano, tutti, finché addirittura il testo della lettera a Timotrio dice da parte di San Paolo che lui sta finendo il suo viaggio, e allora è campato già qualche annetto, il suo mestiere l'ha fatto, le cose si sono andate bene, e poi fa un ricordo. Dice a un certo punto, sapete cosa mi è successo? Che tutti mi hanno mollato, e sono rimasto solo. Era un momento difficilissimo, portato a Roma, sbattato in galera, ma che? Hanno preso tutti la loro vela, e dice però, il Signore mi è stato vincito, e quindi le cose si sono andate poi bene. Perché non sono rimasto solo. Ecco, non rimanere da soli. Non rimanere da soli. Fin dal principio questo è stato il grande problema di Dio. Non bisogna che siano soli. Ricordate, no? Quando ha fatto quella prima statuina di terra, quella volta che ha lavorato di fantasia, ci facevamo una creatura un po' strana, e ha fatto noi. Fa statuina di terra, poi gli soffia dentro la sua vita, poi dopo un po' si accorge che è mica contento questo qui. E com'era? Ti ho dato dentro me stesso. Insomma, sei il primo di tutti. Ecco a me. E poi gli viene in mente qual è il problema, no? Allora su quello metto Adamo fa scendere un sonno, da lui trae la donna e gli la regala. E quando lui si risveglia, allora sì, trova veramente se stesso, perché Dio non lo ha lasciato solo. L'ha strappato dalla solitudine. E la donna, sapete, è proprio il simbolo della comunione, della comunione d'amore. È il simbolo della inimicizia verso la solitudine. Sono sempre più convinto che il compito del femminile, nella chiesa, nel mondo, in famiglia, nella scuola, all'ospedale, moltissimo, vedo questo all'ospedale, è il compito di gettare ponti di comunione, ponti di pace. Mi sono insopportabili le donne patriottiche, non le posso sopportare. Anche quelle che tengo troppo per una squadra alla fine mi stufano, che te frega dell'Inter, la malasaperda. Perché avverto, avverto, e sono sicuro di questo, che il femminile vuol dire sempre comunione, sempre. Molte volte una comunione è pagata carissima, carissima. Ma il non arrendersi alla frantumazione della comunione, del vincolo, dell'amicizia, della strada insieme. perché questo è il mistero di Dio. Mistero di Dio. E quando ci si alza la mattina non si dice nel nome di Dio, ma si dice nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. E sono là tutti insieme da sempre che si vogliono bene. tanto che tutti e tre insieme hanno un nome e si chiamano amore. E San Giovanni dice nella sua lettera Dio, come si chiama Dio? Dio è amore. È comunione ed amore. È inamicizia per la solitudine. E quindi le scritture di oggi arrivano fino a quei due ometti che salgono a pregare al Tempio. Uno è un pierino, tutto apposto, bravissimo, il fariseo. L'altro è uno sciagurato, pieno di quadrini fino alle orecchie, ma ha fregato questo, ha fregato quello. Disgraziato proprio. Che la fede di quei tempi sembra proprio un nemico, uno che lavora per l'oppressione, un lettore straniero, un cavassangue dalla gente, insomma, tre mese. C'è anche lui. Ed escribe la preghiera dei due. Però lì c'è uno scherzo. E il pierino, siccome è troppo pierino, è ridicolo. E la parabola lo prende in giro. Perché questo qui è lì tutto che si pavoneggia e dice ti ringrazio, Signore, che sono bravo. Allora se sei bravo è perché Gesù di niente. E non faccio questo, non faccio quello lato, e non sono come quello sciagurato là in fondo, faccio i digiuni, faccio tutte le regole, che bravo che sono. E se va allora per cosa lo ringrazio? Perché preghiera è quella lì, è autopavoneggiamento, è vero. E dire siamo bravi. E entrare dentro in quei pensieri sbagliati che un pochino qualcuno, almeno, abbia preso su nel catechismo di una volta, per cui abbiamo l'impressione che in paradiso ci vadano quelli bravi. e noi? E noi? E noi come facciamo allora? E che invece in paradiso non ci vanno quelli bravi, ci vanno quelli che sono amati da Lui. E il bello è che Lui vuol bene a tutti. Oddio, ma sta a vedere che siamo tutti in paradiso dopo che alla fine. Io credo di sì. Io credo proprio di sì. Ma dici, ma anche quell'è cattivissimo, cattivissimo, cattivissimo, che ne ha fatto più di Bertoldo? Eh sì, ma oh, e il buon Dio gli vuol bene. Allora, vi ricordate che ogni tanto questo voler bene di Dio rompe le scatole proprio. Perché? Perché insomma, uno è andato via di casa, si è portato via il patrimonio, ha speso tutto con le ragazze poco serie, torna a casa, gli fa una festa. Ma che cos'è sta storia? Ma io sta a casa, qui non ci... Eh, fatta così. Se uno vuol stare qua, bisogna che accetti che anche il mascalzone è il suo vicino. Ma devi dare anche l'abbraccio di pace. Perché sono tutti i suoi figli. Perché sono tutti i suoi figli. E Dio non è un tribunale. Ma Dio è un grande amore. E tra l'altro, tutti quelli che siete qui, spero che ci sia anche qualcuno che non ha la fede, così è più chiaro ancora, sa benissimo che è qui solo perché infinita gente fin dal principio si è chinata su di lui, l'ha guardata con affetto, con compassione, come questo qui, come guarda il suo bambino. no? E quindi fin dal primo momento tutta la nostra vita è stata sotto sguardo di affetto, di pazienza, di compassione, di gioia, di comunione con le nostre tristezze quando succedeva. e quindi siamo cresciuti così perché siamo stati amati. Tant'è che chi non è stato amato fa più fatica a vivere. Provate a incontrarvi con un povero povero, povero magari non solo per il portafoglio, ma povero perché nessuno l'ha mai guardato in ghigna. o conosco una persona che è il mio carissimo amico, quasi un figlio, o quello lì è nato, l'ha messo in un istituto, basta, non ha più visto niente. Per fortuna lì qualcuno evidentemente gli ha anche voluto bene, però pensate che roba, è uno che non è amato, è a secco, capite? È a secco. Perché tutto l'amore che noi possiamo in qualche modo attribuire, consegnare, offrire, regalare, anche con gusto, è, come ci diciamo sempre, piccola parte del grande patrimonio che abbiamo avuto. Esperienza che non è fede, non fede, no? Grazie a Dio proprio no. e noi che un po', il Signore lo conosciamo, ci congratuliamo con Lui perché anche va fuori di chiesa, è vero? Perché, oh, se stesse solo questi qua, ci siamo quattro gatti, invece non hanno nome, che va bene, tutto il quartiere amatissimo, qui in questo quartiere, è un quartiere super amato da Dio, che anche voi conoscete tanta gente amata da Dio. E quindi vedete questa regola assoluta dell'amore di Dio. E quindi quello che non va bene, allora, è la solitudine. E in modo particolare, il Vangelo di oggi è preoccupato per quello che si mette da solo, Lui, si mette da solo. Sapete gli angloamericani, no? Il self-made man, mi sono fatto tutto da solo, con la mia testa, le mie forze, i miei sacrifici, i miei furterelli, è vero? E ma, oh Dio, che fatica. E che poi non è poi neanche vero, perché anche Lui, se non ci fosse stata quella zia lì, è vero, che in quel momento lì mi davano consolazione, sarebbe neanche Lui il self-made. E poi che brutto, no? Che brutto. Com'è stato brutto quando anche noi abbiamo detto, no, ma allora, adesso la strada me la faccio io. Ah, ma adesso ci penso io. Che brutto che è stata. Che gran stupidata. Mi ricordo quando, 300 anni fa, all'università a Milano, l'altro si è risultato a dare delle chiacchiere a Milano. Prima siamo andati a vedere una mostra lì, vicino al Duomo, e mi sono ricordato di certi cortei dove partecipavano anche delle mie compagnie di scuola dell'università e avevano dei cartelli, una mia compaglia, soprattutto me la ricordo ancora, adesso sarà una graziosissima vecchietta. Allora era una bella donna, una bella ragazza e ci eravano con un cartello per Piazza del Duomo a Milano e dice, e su cui c'era scritto io sono mia. Musica, ma che disgrazia. E cosa ti fai le camette? E' vero. Io sono mia. No, no, no, no, no, no. No, no, no, no. No. La vera vita è quella che è segnata dalla nuzialità e dalla figlianza. Questa è la vera vita. E questo è il bello della vita. e vedete la parabola che è ironica. Dice che poi ha finito le loro preghiere. Quello là si è dato tutto spocchioso. L'altro è stato là in fondo e ha detto oh, abbi compassione di me perché sono un disgraziato mio. eh. La parabola conclude commentando e dicendo che quello sciagurato è andato a casa sotto braccio del Padre Eterno e l'altro è andato da solo perché aveva bisogno di nessuno ma è andato da solo. E questa è la fregatura. Invece, vedete, il Signore continua a stabilire relazioni fra di noi. Eh? Pensate anche la storia di questi tre friguelli. due di loro si sono conosciuti si sono voluti bene hanno messo su vita insieme poi a un certo punto hanno fatto anche sto bambino e poi oggi sono qui che roba, eh? Com'è la strada dell'amore? Non c'è c'è un'esagerazione, no? Noi prezzi esageriamo un po'. Questo è permesso questo è proibito questo è invece le cose bisogna guardarle un po' più nella trafila della storia nella trafila della storia è successo questo ma poi è successo anche questo ma poi è successo anche questo è vero? Eh? E noi siamo condotti in questa storia e il Signore vuole condurci di affetto in affetto bisogna stare attenti a non perdere l'occasione eh? Bisogna stare attenti e quindi bisogna continuamente dire oh ho bisogno eh? Anche fra di noi bisogna dirlo di più eh? Imparare di più mi fai un piacere eh? Che ai bambini si insegna sempre a dire di per favore di per piacere un po' di grazie ma è bellissimo è giusto è giusto non è solo un dato dell'educazione borghese è proprio imparare che si chiede e si ringrazia l'importante l'importante è che anche noi adulti gli diamo l'esempio eh? e quindi anche a loro chiediamo per piacere e poi diciamo grazie e che la nostra vita passi continuamente dal chiedere un piacere al ringraziare e col buon Dio eh? le cose importanti e anche tra di noi con affetto con cordialità con semplicità non c'è nessun male star male non c'è nessun male aver bisogno non c'è nessun disonore è vero dire ora non riesco mica a fare le scale beh se non mi dai la mano non ce la faccio è bellissimo eh? è bellissimo sperimentare che c'è sempre qualcuno che ci lava i piedi e c'è qualcuno a cui noi possiamo lavare i piedi e ricordate quella sera lì lui è vero ha lavato i piedi poi ha detto adesso fate eh mi raccomando l'uno per l'altro l'uno per l'altro e questo ci aiuta a fare una scoperta bellissima e cioè che non ci sono al mondo quelli che danno e quelli che ricevono ma che tutti ricevono e danno così scopriamo delle fonti meravigliose dove non ci se ne aspetterete e qualcuno scopre perché anche noi così poveretti come siamo però forse uno sguardo una parola una carezza anche noi possiamo darla anche noi è l'ipotesi quindi di un mondo di poveri che sono però tutti ricchi perché ricevono tanti regali e quindi desiderano questa mattina restituire ad altri ancora quello che hanno ricevuto ne ho anche in più di quel che mi serve sono contento che spezziamo il pane insieme se hanno preparato qui sull'altare poco pane c'è qualcuno che desidera oggi ricevere questo pane lo riceva dice se non ce ne è basta spezziamo di più spezziamo di più in maniera che ognuno possa essere felicemente partecipe di questa mensa e il buon dia ho preparato per tutti grazie