Ecco, adesso tentiamo un'impresa impossibile, però noi la tentiamo lo stesso. Questa impresa impossibile adesso è il silenzio, perché stiamo per iniziare questa liturgia così preziosa per noi. Quindi non avete idea di come anch'io sia pieno di memorie e di sentimenti preziosi e anche delicati. Quindi basti dire che oggi abbiamo a presiedere la Divina Liturgia per le Cresime, il Vicario Generale della nostra Diocesi. Ed è stato inevitabile per me ricordare che l'anno in cui sono diventato prete e facevo il diacono a San Giovanni in Perticeto, andai dall'arcivescovo di allora a chiedere se facevano queste Cresime. E lui mi disse che oltre alle Cresime avrebbe anche corso il rischio di farmi prete, cosa che penso lui temesse parecchio, ma poi ha fatto questa cosa temeraria. E tra cui i bambini che dovevano essere cresimati, c'era un signor Giovanni che oggi è qui come nostro Vicario Generale. Quindi c'è un bambino di molti anni fa che oggi viene nella nostra chiesa per amministrare il sacramento a questi nostri amici, fratelli, sorelle che vengono cresimati. Non auguro a tutti di fare la stessa carriera di Monsignor Giovanni, perché è una carriera sublime ma anche un po' scomoda insomma con i suoi problemi. Per tutti che cosa chiediamo? Il frutto di una vita buona, piena della pace del Signore, piena di misericordia e di affetti preziosi. Questi affetti oggi hanno un posto specialissimo, gli affetti che sono seduti accanto ai cresimandi, che sono un po' alle spalle dei cresimandi, perché sono loro che con il loro affetto hanno generato non solamente alla prima vita i loro figli, ma anche a questa pienezza della vita, che è la vita cristiana. Adesso se io smetto di parlare potremmo continuare quella impresa terribile? Forse sì perché anche cominciamo un po' il canto della liturgia.