Sono questi i giorni nei quali si desidera prendere sul segno la parola di Dio. E viene anche un desiderio del cuore, un desiderio di ricominciare. E come fai? C'è già la tua storia, la tua persona, le tue ferite. Ci sono le persone intorno, le abitudini. Ci sono già le regole. Eppure, vi invoglio di dire, ricominciamo da lì. Innanzitutto esprimendo la nostra fede semplice, assoluta, del Vangelo del Signore. Credendo fermamente che le parole che sono state proclamate questa mattina, a Messa, dal Libro dei Numeri, dal Vangelo secondo Giovanni, sono parole di Dio. E sono parole di Dio a noi, a tutta l'umanità, a tutte le generazioni e quindi anche a noi. Una lettera di Dio. Qualcuno dice un autografico di Dio. Mandato a noi. Diciamo ancora. Una lettera d'amore di Dio. Diciamo ancora. All'anima stanche di ciascuno di noi, o lieta, o piena di speranza, o di paura, e anche a noi tutti. Diciamo ancora. Una lettera d'autografa dell'amore di Dio. Un documento prezioso. Il documento prezioso in senso assoluto. Il nostro santo patrono Francesco, quando trovava per terra dei frammenti, dei libri santi, li raccoglieva perché non andassero dispersi. Li raccoglieva anche se non erano pezzettini di carta perché non andavano a spavano. Perché portavano questa lettera, qualche frammento di questa lettera d'amore. che Dio ci ha scritto. E dentro alle tantissime parole straordinarie che anche oggi abbiamo ascoltato in questa lettera d'amore, vorrei chiedere al Signore che prima di tutto si fissasse nel nostro pensiero, nella nostra determinazione utile ma forte, quello che Gesù dice. Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio in Gioia. Perché chiunque crede non vuoi, abbia la vita in terra. Dio ha tanto amato il mondo. Sui libri di scuola si dice che quando l'Evangelista Giovanni usa questa parola mondo, la usa in due sensi diversi. uno per dire il mondo così com'è la creazione, la creazione della storia, la creazione della sua storia. E l'altro invece per dire il mondo nella sua avversione. ma sono sempre meno convinto dell'opportunità di questa distinzione. Più le parola di Dio nel Vangelo secondo Giovanni, più mi convino che è intrudente questa distinzione che si fa a scuola. E perché non esiste un mondo che Dio ha fatto da un mondo come è ferito. E il mondo che Dio ama è questo mondo che lui ha creato e che è mortalmente ferito. Lo ama così. Non può Dio amare un mondo che non ci vuole. E il mondo che Dio ama è necessariamente questo mondo povero. Detto con un'espressione così bella nel libro dei numeri, che secondo me è una descrizione della mia vita, non so se della tua, penso di tutto il mondo. Penso che sia detto dei pavri ebrei per dirlo di me e di tutti. Dice il test italiano che in quei giorni il popolo non sopportò il viaggio. No, sì certo. Il problema è proprio che non si sopporta il viaggio. Tante volte abbiamo dovuto ricordarci di questa sproporzione tra l'amorevolenza di Dio per noi e l'identità inadeguadente della nostra carne, della nostra persona, del nostro pensiero. è stato evidente che la radice del dolore, che non va considerata una cosa che si fa, ma nobile, è quello che secondo qualcuno costituisce la creatura umana della sua radicale diversità, che ogni anno in realtà. Che seguendo le leggi della sua natura non conosce che cosa sia il dolore, mentre invece per noi il dolore è la constatazione stupefatta di un viaggio intrapreso che non riesce. di una destinazione straordinaria che continuamente smagliata, di una pulla meravigliosa che ci ha generati e che continuamente dimentichiamo. si chiede, propriamente, non direbbe che non sopportò il viaggio, ma qui c'è una cosa più legata ai fatti. E cioè dice che davanti a questo viaggio e dentro a questo viaggio straordinario il suo anno è piccolino. Si fa bene, scopre la sua appuntina regolamenta. Il tuo viaggio di donna, di sposa, di madre, il tuo viaggio di giovani, di vecchi, il tuo delicatissimo viaggio di persona malatta. Il mio viaggio da prete. Non riesce. E amo questa parola della scrittura perché dice diverso da quello che diciamo noi prete. Perché se lasciassero fare a noi noi ci giudiceremmo con il piedi questa mattina. E durante il viaggio non bisogna affrancarsi. Oppure diremmo, è guai se distanti. E invece la Sacra Scrittura, cioè lì io scrivendoci questa lettera, dice che si sta. E' un fatto. Ma dopo, fai benissimo, vuol dire come mia, ma lo so benissimo. Non lo so poco, non lo so piacciono. Perché questo è lo benissimo. Ma dopo, non mi piace prendere così, come dici. E di fatto si sta. Mi piace anche che con una certa maliziosità e mi piace anche che con una città. Tu puoi sapere che questo c'è che non mi fa salire per il certo prato che ci stupisce anche che non ce la passa. Pensa a me. Dagli colpa a te, dagli colpa al Padre Piero. Viva. Noi ci siamo. Il popolo non lo sopporta il viaggio. E' troppo difficile perché è troppo bello. E' troppo arduo perché è troppo semplice. E' insopportabile perché è troppo delizioso. Non corrisponde all'affanno della nostra carne a tremanito. non è una risposta soddisfacente alla supervia del nostro cuore di Dioca. Non funziona. Non è una gara, non è una competizione, non è una guerra, non è un concorso. è un grande esodo tra le braccia di Dioca. Direbbe ancora la scrittura antica, portati come suami di anquila. E' un cammino così delizioso, dove non si devono coltivare i campi, scavare i pozzi, perché fa scendere il pane del cielo e scorgare l'acqua dalla luta. E noi non lo sopportiamo. non riesce. Non riesce perché il viaggio è divino. E noi ci perdiamo. E' troppo semplice Dio, è troppo luminoso, è troppo buono, vuole troppo bene. E noi ci spargiamo. Per fare giustizia salva, per pubblicare il cuore fino a dove, per non lasciare cadere nessuno, li rispondiamo. Noi non reggiamo questo viaggio. Si sta con, non sopporto. Ma Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo aiuto. e questa è la festa. Ma tanto ha amato il mondo, com'è, indiscutibilmente, senza discutere. Lo ha amato. Lo ha amato. Com'è bello il commento ebraico della scrittura, che anche quando deve spiegare il testo della creazione, dove scrive tutto come un testo di salvezza. Perché ti ha salvato da un nulla. Ti ha tirato fuori dal niente, dal tuo non esserci, come ti chiamassi fuori dal sepolcro e dalla terra d'Egetto. Anche l'atto creante di Dio non è neerontrare, è subito un bacio. Un bacio per chiamarti all'esistenza. ha tanto amato il mondo. E lo ha, così amato, appunto da farci pensare in quello che pensava che l'antico padre della Chiesa che con certezza diceva che lo ha amato di più quando il mondo si è rivelato in tutto il suo regno. Lo ha amato di più non per congratularsi, ma perché in questo modo Dio ha imparato a piangere. Non l'ha amato perché lo poteva ricevere in casa, ma perché in quel momento Dio doveva decidere di farsi viandante e ricercatore appassionato della sua creatura perduta. Sicché quell'antico padre conclude dicendo che, come vi ho già detto altre volte, il mondo dei giusti è inferiore, è meno desiderabile del mondo dei peccatori. perché il mondo dei peccatori libera e svela da Dio quello di Dio è il supremo, la misericordia. Dio ha tanto amato il mondo, così com'è. e ha mandato il suo figlio, non per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato. non è venuto perché ci dicesse siete cattivi, siete lusuriosi, siete dei disgraziati, non pregate, ma non è venuto per questo. non è venuto per dire, allora adesso siete puniti giù all'inverno, siete esclusi, morisete fuori, qui non potete venire, là no! l'ereto. Invecchiando si diventa così prudenti, per esempio a non chiedere mai permesso. bisogna chiedere se il giovane con te lo svolto. Perché moltissime volte ho verificato che se te chiedi un permesso e non sei del tutto attento e acuto, l'altro pensa di avere il diritto di dirti di no. Per esempio non chiedete mai il permesso di fare la bibbia. non fate no, è un'imprudenza sola. Perché l'altro è intorno a pensare, ma poi è di mia competenza anche il ritmo. E magari ti dice, beh vedremo un passico a due ore, così sarei impresentabile per due ore. tutti questi no, tutte queste scrittate, è venuto non per criticare, no, ma non è per criticare, è perché così dopo sei spinto a migliorare. ma se non so di qui dove andare, è venuto a salutare. Benissimo. È venuto a regalarci la parola dell'Evangelio. È venuto a dirci che Dio è Padre, che noi siamo fratelli, che se pecchiamo possiamo essere perdonati sempre, che la morte non è l'ultima parola, che bisogna riconciliarsi perché il tratto di strada si è fatto conto, che la nostra malattia non è per la morte ma per la gloria, che essere cedito non è un peccato. è che se qualcuno lo crede, Dio si è contento che vi anche sono dichiardato a uno dei suoi conti. È venuto perché il mondo sia salvato. è venuto per questo, è venuto per togliere un'illusione malefica che si insinua in tutti i discorsi delle religioni e talvolta anche nel nostro. e ciò che uno possa pensare di salire al cielo, come quelli che costruivano l'attore, come quelli che fanno tante opere buone, come quelli che fanno tanti fioretti, come quelli che pagano la decima e digiunano due volte e non sono come quelli che vivono. che fanno tante. Questa possibilità travolgente di salire al cielo. Nessuno, nessuno è mai salito al cielo. E leggiamo la parola. Dice Nessuno è mai salito al cielo. Qualche il figlio dell'uomo che è sceso dal cielo. Nessuno saliva. Perché nessuno può liberarsi dalla sua cadena. Perché nessuno si libera dalla sua capitene. Perché nessuno si libera dalle sue passioni. perché nessuno si libera dall'invidia, dalla gelosia, dalla maldicenza. Nessuno. Chi dice di averlo fatto è ipotica. In questi giorni è capitato di averlo un piatto a questa faccenda dell'imocrisia. E mettersi una camicia buona senza fare il panno. Meglio afforso. Nessuno sale al cielo. Grazie a Dio. C'è uno che dice è importante, è importante. Perché è proprio lì il problema del viaggio che non riesce, no? E lo avete capito, la cosa è chiarissima. Siccome siamo figli di nostro padre, il problema, il proposito, il progetto è venite a casa. E ci si mette tutti i pastami. Tutta l'umanità, tutta la creazione. E tutto un grande ritorno. Verso la pieletto della fraternità, la riconciliazione, il riconoscimento dei parenti anche se sono lontani. Nero di bello, scusate, ma sei cugini, sei ti ricordi la donna. E via e via. Questo grande ritorno a casa del padre. Ma è in cielo. Ma è in cielo. Ma è in cielo. Ma è in cielo. Il testo che abbiamo cominciato stamattina, non vado a collocare dentro al suo contesto della scrittura. In questo momento preciso, secondo le indicazioni di Dio, per andare all'oriente dove devono andare. Ma no, ci vengono. Si perdono la testa, perché andiamo. Il segno della sua volontà. Quindi ci si perde. Ma da andare in cielo non ci si riesce. Per fortuna uno è venuto. E' venuto. Si va bene, ma sarà il solito Batman, ma sarà quei soliti lì col mantello, sarà super pippo che mangia le mozzolini. Ma perché non ci fosse un dubbio sulla nostra fiducia e sulla pienezza della nostra gioia in questa domenica del ritrovamento della croce. Proviamo la croce oggi per te. Proviamo la croce. Avete visto? Un frammento della croce che è sul nostro altare. Sopra qui lui. Un frammento della croce. Abbiamo ritrovato la croce del Signore. E' il senso della festa di quest'oggi. Ritroviamo la croce. Perché la croce è proprio lì che io ho cominciato a capire che dovevo cominciare a sperare. Allora sono sempre appunto che ho cominciato a capire. Non so se ho cominciato veramente a sperare. Però a voi le parole le voglio dire della sperare. Perché invece di venire in mezzo a noi, capite? Ma come un uomo irraggiungibile ha fatto uno scatto di verbi e a proposito di questo innalzare ci ha parlato di un innalzamento, è vero. Ma per dire che sarebbe stato innalzato, ma capite dove? Per diventare il frutto prezioso che pende dall'albero della vita il frutto al quale tutto può adesso potersi è stato innalzato sulla croce. La croce di Gesù, come è evidente, rappresenta il massimo viaggio del suo abbassamento. Si può pensare a un abbassamento più grande e lui lo chiama quanto sarò innalzato da terra, da terra e da terra. E come si dà questo? Ecco vedete, questo fatto è stato massimamente abbassato perché, come diceva l'Apostolo pochi minuti fa ha obbedito al Padre fino alla morte, alla morte di croce in quel suo abbassarsi è stato innalzato e ha tirato tutti i assententi. Che cos'è questa faccenda? E questa faccenda è quella parola difficile troppo facile e quindi difficilissima. E' l'amore. Dio ha tanto amato il mondo. Bene, fatelo vedere. Ha fatto i centri, ha fatto il sole e la luna. Ha fatto gli occhi di mio figlio. Si, tutto questo è anche il quadro della mia perditazione. E se vuoi proprio arrivare a capire che cosa vuol dire l'amore ecco devi arrivare a questo equivoco dei verbi e dei significati per dire che tutto il suo innalzamento sta tutto in questo travolgente e seducentissimo voler di bene fino alla croce. Oggi le scritture non consentono, e quindi posso dire del suo risultato, di proseguire la storia meravigliosa nella direzione poi appunto di questa seduzione, di questo innamoramento. per cui, dopo aver letto la scrittura, chiudo il libro, passo per le vostre strade e li vedo. E vedendovi, vedo che le scritture, quelle che parlano di questo abbassamento di non innalzarsi il supremo dell'amore è tutto iscritto nei confini della vostra vita e del vostro pensiero della sublime e segreta bellezza della vostra casa ferita è immerso nelle pene del vostro cuore è tutto dentro l'ansia e l'abbandono della vostra preghiera per i nostri figli perché poi appunto la cosa meravigliosa è quella di questa energia liberata no? liberata e per cui, adesso tutti hanno questo gioco, no? per scendere nella cadenza qui dalla morte, la morte di croce per poter il più possibile prendere su anche la propria gente anche il tuo cuoco qui, per prenderlo su come la propria gente vedi, scendere fino all'obbedienza della croce ma, questo oggi le scritture non volse, ma oggi le scritture vogliono arrestarci prima ed è bello, non ci dicono adesso vai e fai anche tu vai e fai anche tu, ma oggi vogliono, ci interaggiamo nello stupore di questo voler bene di Dio fino alla croce di Gesù dice però, non saltare un passaggio domani perché ogni tanto salta il passaggio ma è la testa è buca no, no, no, non fare il furbo, non saltare il passaggio perché in realtà non ci sono delle condizioni dille le condizioni, sì hai ragione, ci sono delle condizioni i nostri padri che avevano fatto i dirbanti nel deserto morivano perché i serpentelli avevano i veletti ma non morivano più se guardavano quel serpente là sul bastone allora c'è una condizione, sì, bisogna guardare bisogna guardare è molto importante che la gente possa guardare e forse a vedere vedere che cosa? è questo mistero di Gesù lo deve poter vedere se prende solo le scridate e gli si continua a ripetere fai questo, fai male questo, la roba, a chi non va non vede niente non vede niente e quindi dice che per capire un passaggio di più allora vediamo cosa dice l'Apostolo adesso quello vorrei fare anche chi da matti ma se lo faccio non sto più all'attenza del microfono perché dice che bisogna ginocchiarsi e poi dire Gesù Cristo è il Signore eh? oggi lo facciamo quando arriviamo a casa lo facciamo ci ginocchiamo e diciamo Gesù Cristo è il Signore dice di far così e nella maturità della liberazione appunto dice che tutto questo è credere a me piace pensare che siccome oggi in questa festa noi riscopriamo la croce molti vostri amici la vedranno e vedendola in mano vostra si ginocchieranno e diranno sì Gesù Cristo è il Signore Gesù Cristo è proprio questa persona che io non sono e che pure dentro di me mi perseguita perché è quello che io non sono ma è quello che più intivamente e più profondamente sono perché sono amato da Dio come Dio Gesù Cristo Gesù è così è lui è lui quel me stesso che io non sono perché perché frucco sempre disperato e alienato da quello che sono e dopo non sono più figlio non sono più fratello non sono più misericordioso ma quando mi ritrovo a info disperato perché non sono né figlio né fratello né perdonatore né quindi perdonato né capace di dire la parola buona prendo questo me stesso e lo getto per terra e dico ma io non sono questo e tu mi accogli del tuo perdono e io ritorno a ritrovare me stesso in lui e sorpregio e ferito ritrovo lui me stesso questo per dire che interviamoci bene la distanza tra Cristo e l'umanità è inevitabilmente insuperabile ma d'altra parte l'umanità non è mai se stessa se non perché lui è vicino la fede è come tante volte mi dico a cercare di camminare su questa cresta di Cristo che sta tra l'abisso della mia morte e l'abbraccio affettuoso del figlio di Dio non devo perdere inclinare devo farmi trattenere e sostenere dagli angeli devo accettare questo cammino dell'impossibile che è la fede che è il bacio che il figlio di Dio continuamente restituisce al nulla della mia persona è questo viaggio continuamente fallito e rinnovato è questo necessario rinnovarsi e accrescersi dello stupore Dio mio Signore quanto sei buono e questa necessità di accorgersi e come sapete di accorgersi sempre troppo tardi perché perché la mia resurrezione e quindi la mia vita vera sta sempre oltre la mia morte perché la mia vita nuova in Lui sta sempre al di là e dopo il mio peccato le domande sono assolutamente parallele che non si possa rinnovare la tua vita nuova in Gesù è sempre oltre il tuo peccato proprio come la resurrezione è oltre la morte solo i peccatori possono piegarle in ginocchio e dire Gesù Cristo è il Signore Dio voglia appunto che mai equivocando ci pensiamo anche per un solo istante una comunità di giusti che probabilmente si comporterebbe molto bene ma del mistero di Dio non avrebbe da dire rigorosamente niente perché una comunità di giusti si sarebbe drammaticamente autodimilizzata non avrebbe avuto nessun bisogno di Gesù sposato la mentalità e la cultura del fariseo avrebbe in modo finto ringraziato Dio in realtà per autoesaldarsi la meravigliosa comunità dei peccatori salvati è veramente quella croce che oggi è necessario ritrovare nel loro io non ho né potenzia né autorità ma proprio questo lo voglio dire questo stamattina nella preghiera che ho fatto per grazia di Dio con i miei fratelli e le mie sorelle oggi proprio questo senti stato nel mio pensiero che cosa bisogna che accada oggi bisogna ritrovare la croce è la festa e che cosa vuol dire ritrovare la croce vuol dire ritrovare questa comunità di salvati bisogna ritrovare questi per tutti ritrovati che tra le braccia del pastore tre manchi e gli danno da il suo padre e genere traumati qualpro dato il genere