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19970112 - Battesimo di Gesù, anno B.mp3

Data: 12/01/1997

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Il Signore viene detta la caratteristica di quelli che poi noi chiamiamo i credenti. Anche per il nostro desiderio, che io sono impegnato a ricordarvi ogni domenica, di questa piena riconciliazione tra i credenti e i non credenti entro l'anno del Jubileo, ritengo molto importante questa definizione della fede. Che cosa vuol dire avere la fede? E la risposta è avere fede. Aver la fede vuol dire avere fede. Vi dico questo perché lo leggo dal profeta e ve lo dico anche con retidazione e commozione. Perché quando il bambino per le nostre strade o per le strade della città, mi capita certe volte di osservare con stupita lucidità la grande sete. Mi sembra che tutti ce l'abbiano. Allora in questi giorni mi batteva forte il cuore e dicevo Dio mio, tutti hanno la fede. tutti hanno la fede. Qualcuno ha qualche vizio d'orgoglio o di vanità la maschera la sede. Qualcuno ne ha troppa per nasconderla. Qualcuno ha trovato una via composta del suo animo e della sua vita per fare della sua sete l'interpretazione del tempo, dei desideri, delle relazioni, del rapporto con le cose, del rapporto con Dio. Avere sete. Mi piacerebbe molto sperare che ognuno di noi non solamente oggi riscoprisse la sua sete, gente come voi non ne ha bisogno, non sareste qui se non aveste questa sete, se non l'avete vista. Ma mi piacerebbe molto sperare che ognuno di noi uscendo da qui, riconsegnandosi al tempo e ai luoghi della sua consuetudine, potesse appunto, con sorpresa, con timore anche, osservare la sete di Dio. In fondo è proprio questa sete che ci nobillita, è questa specie di non soddisfazione che ci fa grandi. E' la consapevolezza di questo limite e di questa ferita che fa di noi senz'altro la prima di tutte le creature. Avere sete. Ed è bello che si possa dirlo prima in fondo di dire di che cosa abbiamo sete. Può essere una strada lunga che porta alla lucida consapevolezza, serena, che alla fine qualunque sia la sete abbiamo sete di Dio. Può essere lunga questa strada. Però una persona che ha sete, che avverte questa sete, che è come disturbata da questa sete, è già nel gioco. Fa già parte del nostro presente. Dopo il testo di Isaia indica, mi sembra, tre modalità della sete, che forse è doveroso citare. Innanzitutto cita la sete dei poveri. E nei poveri bisogna metterci poi, credo, quasi tutti. Perché secondo lui i poveri sono quelli che vivono in un rapporto talmente sciuppato con la creazione, che sono convinti, ma di fatto succede così, che ogni cosa bisogna pagarla. E' interessantissimo secondo me questo squarcio, perché rivela lo stupore di Dio davanti a tutte queste faccende dei quattrini, degli scambi, delle monete, dei ricchi, perché lui, il poveretto, il Padre Eterno, è un po' attettato forse, ma non credo sclerotico, lui continua a pensare che invece le cose stiano in un'altra maniera, no? Cioè lui continua a pensare che le cose stiano come lui le ha fatte. E cioè che lui ha creato noi, e poi ha creato in noi e intorno a noi tutto, per regalarci. No? Perché tutto sia il segno della sua bontà, e sia tra di noi l'occasione per essere buoni. Perché non c'è nessuna cosa più bella, più divina, che comunicare nella creazione. Cioè comunicare le parole, i pensieri, i fiori, i sentimenti. Che cosa c'è di più bello? Di fare di tutta la creazione il segno, l'orizzonte della affettuosità di Dio. Della sua amplissima, signorile generosità. E anche noi, avere il piacere che solo i grandi signori possono avere, i grandi signori nell'animo, di fare di ogni cosa un dono ricevuto e quindi un dono comunicato. Invece, siamo poveri. E la prima sete indicata è questa. E la sete di chi percepisce questa distorsione, insomma. Perché siamo figli, viviamo da servi, viviamo da mercenari, e solo con il sudore o con l'inganno, e così non va. Abbiamo sette di una situazione diversa. La vediamo mirabilmente riprodotta a messa. Un posto per tutti a tavola, una gratuità assoluta, un pane per tutti, un abbraccio per tutti, una figliolanza e una fraternità che va appena al di là delle conoscenze dirette tra le persone, ma le precede. Per cui è giusto che debba conoscerti perché sei il mio fratello. Dove quindi l'essere figli e l'essere fratelli precede tutto quello che poi noi possiamo percepire. C'è già a messa questo? Desideriamo riprodurlo nella bellezza delle tavole della campagna di San Martino, forse anche di altre campagne vostre, di altri, penso che sì. perché desideriamo continuamente celebrare questo rapporto nuovo con la creazione. Ascoltate e mangerete cose buone. far sì che ogni cosa abbia questo sapore dell'Evangelo ampiamente gettato dalla mano generosa del grande seminatore. essere ammirati per come la vita diventa questo ampio gesto che non teme di tutto dare perché ha tutto ricevuto. la seconda sete la seconda sete è quella quella sete del bene che è la sete di una storia nuova perché ha creato il tempo e ci ha gettati nel tempo perché costruiamo la pace ma abbiamo edificato la guerra perché celebriamo la nostra fraternità ma siamo affondati nell'inimicizia e quindi i cuori hanno una grande sete di giustizia, di riconciliazione, di conversione di festa di danza, di pace c'è una grande sete perché si capisce che questo male che ci viene legati perché siamo cattivi, perché giudichiamo il nostro fratello in realtà non ci compete insomma e tremiamo che l'ultima parola che si possa dire di noi è che siamo cattivi e quindi abbiamo tutti grande sete di una storia nuova quindi non solamente di una creazione nuova ma anche di una storia nuova di relazioni nuove appunto ancora quelle che troviamo a messa il Signore sia con voi e con il tuo spirito vi benedica Dio la pace sia con te l'edificazione e la celebrazione di una storia che poi vogliamo portarci a casa dove amiamo con gelosia che la storia della nostra famiglia sia sempre una storia di incontro tra le generazioni una storia di perdono di accoglienza di saluto nell'affetto di posto sempre preparato per tutti ci piace presumere la nostra casa è fatta così una storia nuova per cui contro tutte le giustizie del mondo contro tutte le regole le condanne in casa nostra c'è sempre una certa amnistia è vero noi ci consideriamo un territorio libero una repubblica indipendente ma a casa nostra si fa la pace faccia pure quel che vogliono piccano pure che mio figlio è un bascalzone ma intanto qui io lo prendo su da figlio c'è una piacevolissima pazienza che bisogna avere con voi quando vi si chiede come vanno i tuoi figli e voi siete tutti lì a sforzarvi qualche volta con qualche gocciolina di sudore sulle tempie per dire sì che fanno bene che sono bravi che sono buoni e stanno facendo si sta proprio mettendo e che cosa vuoi più ma certo è così che bisogna fare resistete ad essere i ricostruttori tenaci di una storia nuova che come sapete bene si ricostruisce non perché si sta lì aspettare che le condizioni migliorino ma perché avendo molta sede di giustizia si fa giustizia e avendo molta sede di pace si fa la pace ed essendo ricchi d'amore lo si genera come va la tua famiglia bene fanno bene e a cercare con lumino tutto quello che fanno di bene sì che un altro passando davanti alla tua casa potrebbe anche facilmente definirla nella direzione del limite del distrezzo ma invece è preziosa sono convinto che mandano uno parco in un posto non credo per dire che la gente non funziona quello lo sapevano anche senza mandarci il parco il parco bisogna mandarlo perché con le preghiere e con tutte le sue parole continui a dire al padre eterno all'arcivesco ai credenti e ai non credenti che la sua gente sia brava fa bene può anche darsi che qualche volta in casa bisogna incoraggiare qualcuno anche con severità ma sapete perché per l'unico motivo per il quale conviene intervenire anche con severità quando capita che qualcuno si stanchi da avere sedi creda di essere già a posto già giusto creda di aver già fatto la sua parte creda di avere i suoi diritti allora si forse conviene un momento qualche volta c'è qualche orecchio da tirare per dire ma dove l'hai messa la tua sedi siamo orse mai un po' a vigilare per come possiamo poi c'è la terza sete secondo Isaia che non è né quella dei poveri né quella dei peccatori ma che è quella del deserto forse è più difficile definirla perché forse è dentro di me è dentro di noi è dentro a ciascuno e questa specie di angoscia dell'esistenza di percezione dell'aridità della vita tutto passa all'asvelta cosa ho prodotto niente che cos'è la vita una manciata di sabbia che cos'è la vita una grande vigilia della morte signore mio osse ma dice che è impossibile che su questo deserto scenda la pioggia o la neve senza che questo deserto fiorisca signore fa fiorire il deserto della mia vita là dove non ho parola non ho canto non ho speranza non ho pensiero non ho occhio benevolo non ho più gioco non ho più le tiglie a bichietà del mio deserto questo deserto questo deserto dell'esistenza che forse in modi più o meno consapevoli attraversa ogni esistenza che diventa questa specie di nulla assurdo signore mio abitietà del mio deserto ma il deserto fiorisce perché il Vangelo è dato avere fede è essere questo deserto pieno di seme apparentemente insignificante senza punti di riferimento senza stagioni senza frutto ma fertilissimo se appena arriva una goccia ed è arrivato lui eccolo che è arrivato è nato abbiamo detto è vero è nato è nato e allora tutte le figure del presepe tutto il mondo misteriosamente trova nel deserto della storia una direzione dove guardate gli ultimi arrivati ve li ricordate lunedì scorso abbiamo seguito una stella dove è e oggi in modo più consegnato a noi la versione di Marco del Battesimo del Signore che abbiamo ascoltato questa mattina è più netta è più secca che le altre memorie di Matteo di Luca e di Giovanni e quindi è come se lui ci sorprendesse insomma per esempio di Matteo c'è quel bellissimo tentativo che fa Giovanni Battista di fermarlo per la giacchetta no? perché arriva il Signore e dice battezzami e l'altro si fa neanche persona no? e cerca di tirarsi indietro di tirarlo indietro ti sogni stai sbagliando la parte tu sei l'altro quello che battezzami lascia fare insomma ma c'è un po' di dibattito no? il Vangelo di Luca è come più liturgico quindi dice che lui entra nella processione dei precatori che sono battezzati riesce si mette a pregare e poi c'è lo spirito e c'è la voce ma anche niente noi siamo qui sulle rive del Giordano siamo esattamente qui in questo momento perché la grazia e la liturgia nella potenza delle parole ci collocano oggi sulle rive del Giordano no? tutte le messe del mondo sono celebrate oggi sulla riva del Giordano no? questo mi pare evidente perché siete qui perché siamo dei peccatori appunto siamo quella gente che ha che ha sempre no? diamo un sacco di peccati di povertà di non senso siamo qui perché siamo i poveretti c'è questo qui ci sono queste scritture profetiche ci sono queste voci della sapienza di Dio consegnate all'antico popolo dei pastori che purificano che rinnovano danno il perdono siamo qui per quest'acqua e per questo uomo dell'acqua ma improvvisamente arriva a lui e secondo il testo così come sono messa le parole un po' come un matto sembra che guardi in faccia a nessuno passa in mezzo e va dentro una specie di tu Dio mio Dio mio ma cosa convivia? tanto che avevo l'impressione quando mi hanno chiesto prima i diacoli i ministri di celebrare oggi questo gesto della memoria del battesimo che mi prendesse addosso così anche con un po' di esitazione tutti gli spruzzi che venivano da questo tuffo che lui fa si è buttato un tuffo dove? nel presente si è tuffato nelle atti della nostra morte si è tuffato si è tuffato nelle nostre povertà nella nostra grande fame si è tuffato nella sede si è tuffato nelle nostre ferite si è buttato dentro nella nostra natura di terra e nei nostri cuori di pietra si è buttato non abbiamo neanche potuto trattenerlo insomma c'era stata tutta una preparazione tutto perché è sempre così delle cose di Dio no? sempre è così anche quando sono capitate a te prima succedono e poi piano piano si capisce i tanti della chiesa antica erano molto più furbi di noi loro facevano così un po' di istruzione perché uno doveva prendersi un sacramento fare una roba un minimo bisognava preparare e invece una roba lunga dopo per dire ma ti rendi conto cosa è successo? è carino come sistema a me piace molto insomma perché salva di più il fatto che è gratis no? che non può dipendere dal fatto che capisci dai quando è pietoso no? no adesso non voglio mancare di rispetto ma quando sticcatechisti si scortano dice il bambino deve capire la prima comunione voi non l'ho capita neanch'io prova a farle capire no? perché semmai è una cosa che si gusta dopo insomma no? certi risotti della mia terra sono più buoni mangiati dopo le cose di Dio non si può pretendere di capirle e quindi magari le si merita sia passato l'esame fa la prima comunione poi le si fa buona chiusa invece no le cose di Dio sono sempre un'irruzione nella storia nel pensiero nel cuore la miglior preparata non c'è dubbio no? si era più brava nel catechismo di preparazione alla venuta di Gesù Cristo sentiamo tanto è una bambina non è un bambino sempre più brava le bambine più mature eccetera va bene tu che è la bambina dove sta? sta a Nanda brava bravissima prontissima quello là arriva dentro la saluta lei resta spalordita spalorditata non altro che delle domande poi finalmente il bambino arriva sono andati gli angeli i pastori i magi così una volta che si perde a Gerusalemme devo stare con le cose del padre mio non si capiscono mai le cose di Dio entrano piano piano prima fai il regalo e poi pian piano qualche cosina così è inevitabilmente una sorpresa quella di oggi è una sorpresa è vero è per questo che dicevo bene del presente perché bisogna andare da tutte le statuine del presente a dire ti devo dire una roba super sai perché è nato il figlio di Dio perché anche tu sia figlio di Dio è venuto nel presente e tutto il presente è diventato la famigliona del Signore e perché ci avevi voluto mettere dentro ci mettono dentro anche i rode ci mettono dentro i soldati ci mettono dentro anche quel che dorme cioè è il figlio di Dio la fantasia la fantasia e oggi arriva la festa lui si butta dentro e dice tutti i figli tutti i figli oggi il mondo come un grande presente fatto figlio tutti i fratelli fra di noi perché lui si è buttato nella nostra sete perché noi potessimo dissetarci alla sua fove lui si è gettato nella nostra morte perché noi potessimo risorgere nella sua vita lui che è venuto dentro nella nostra dispersione perché tutti noi potessimo sederci come figli intorno al tavolone di Dio la doverosità della festa chiedo adesso di precisare un momentino come è avvenuto il tutto allora dice la lettera di Giovanni che è venuto in tre modi acqua sangue e spirito bello un versetto che non si capisce nella matto ma pian piano appunto negli anni arrancando quando si dice quasi sclerotica tra qualche cosa cominci a prendere acqua ma non solo acqua acqua ma non solo acqua perché acqua era già Giovanni acqua era già Giovanni Battista acqua c'era qua no? allora è venuto anche lui con l'acqua e i fatti avete visto si è buttato nell'acqua ma non acqua e basta Gesù Cristo non è solo il perdono non è solo il perdono il battesimo non è solo un lavaggio è un lavaggio ma non è solo un lavaggio non è solo un lavaggio se uno si battezza a 50 anni dice oh ma prima del battesimo devo fare una bella confessione no il battesimo è la prima roba e dice ma allora con tutto no perché il battesimo è una gran lavata non è solo un lavaggio ma che confessione una bella lavata e così una volta tanto sperimenti che sei tutto perdonato senza dover dire sa ho combinato questo mi è successo questo che certe volte è una cosa che fa sudare no invece niente con l'acqua è venuto tutti perdonati oh è mica uno scherzo stamattina quando mi sono alzato per cominciare la preghia con i miei fratelli ho detto oh è un mondo tutto perdonato stamattina ma non solo anche col sangue ah certo l'avevamo già capito fin dal bambino quando era nella culla era venuto per quello sangue si sangue è venuto a regalarci la vita il suo sangue e quindi non solamente perché noi fossimo perdonati ma perché attraverso il suo sacrificio d'amore avessimo una vita nuova quale quella dei figli figli di Dio figli di Dio la persona più piccola quella più cattiva non è solamente nato per lui ma è anche morto per lui non è venuto solo a vivere in mezzo a noi è venuto anche a morire per noi a darci la vita no a darci la vita perché non fossimo più solo con la nostra vecchia vita che non funzionava avessimo quella nuova è venuto a avere sete insieme a noi ma è venuto anche a darci la fonte vi ricordate quel dibattito con quella signora un po' bisbettichina della San Maria ma lui ne aveva detto senti bene chi beve di quest'acqua qui però va ancora senza invece hai la tua brocca tutta la tua attrezzatura però questo qui invece chi beve di quell'acqua che io gli do diventa una fonte zampillante sì anche il sangue è venuto cioè a volerci bene non solamente a perdonarci a volerci bene a dire sono miei a dire a suo padre tu me li hai dati a dire secondo un'antica profezia a suo padre ecco e i figli che tu mi hai donato e quindi siamo suoi capite perché voluti bene tanto che enti in questi giorni il commento delle scritture è sempre andato in questa direzione no e cioè che noi valiamo perché siamo voluti bene vale molto la persona umana noi diciamo di sì se poi ci fanno vedere le riviste scientifiche i codici politici cominciamo subito a avere dei dubbi sul fatto che valga molto ma quando vediamo come è amata allora diciamo che vale molto noi valiamo molto perché siamo molto amati è per questo che ogni persona vale molto ci sono delle altre misure no nella casa di Dio il sangue ci è venuto a dare la sua vita e poi è venuto anche con lo spirito per cui sì siamo i figli di Dio ma poi adesso perdonate l'esagerazione del discorso tanto per capirci un pochino insomma di più ognuno di noi è il figlio di Dio ognuno di noi è il figlio di Dio il figlio di Dio ognuno di noi siccome lo spirito di Cristo abita nei nostri cuori ognuno di noi è per il fratello il segno di Gesù lui diceva Gesù Cristo che Dio nessuno l'avrà mai visto e l'evangelista diceva che il figlio che è nel seno del padre ce l'ha rivelato e così è anche adesso il Cristo non l'ho mai visto ma il mio fratello nel cui spirito abita lo spirito di Cristo me l'ha rivelato questa famiglia dei figli di Dio è per me il volto di Cristo le mani di Cristo le parole la voce lo sguardo l'attesa la pazienza la compassione di Cristo avete conosciuto Gesù Cristo? l'abbiamo conosciuto l'avete conosciuto perché l'avete visto con i vostri occhi di carne? no l'abbiamo conosciuto nello spirito tante cose che vediamo con gli occhi le abbiamo dimenticate tante cose che vediamo con gli occhi ci mettono dei tupi se di fatto vediamo come veramente sono abbiamo imparato a dubitare dei nostri sguardi esterni ed interiori ma c'è una luce dentro di noi il Cristo l'avete visto? sì l'abbiamo visto ci è stato rivelato continuamente viene tolto il vero è tolto il vero dal segreto di Cristo e dalla fatica della mia incredulità perché il Cristo emerge dall'acqua della morte del mio dubbio del mio peccato emerge nuovo e su di lui sento la voce del padre perché nella carità del mio fratello nella pazienza del mio fratello nell'umiltà della vita del mio fratello il Cristo emergendo dal mio dubbio e dal mio peccato è colui sul quale scende misteriosa una voce questo è il mio figlio prediletto ascoltate grazie a tutti