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19970126 - Dom III TO, anno B.doc

Data: 26/01/1997

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

R ÒÀ³Á C Q h R ÒÀ³Á j k e temerari, che non vi deve importare, è perché il Signore sa che vi dispiace, sa che deve esserci la possibilità per lui di venire, dev essere la consolazione e la gioia della nostra vita. Bisogna che li diamo la possibilità di essere quel come se non come se non, è il momento in cui, anche lì, scatta il coro Dio mio questo S. Paolo, ghignoso, antipatico, aveva in odio le donne, comela questo vi dico fratelli, il tempo ormai si è fatto breve, d ora innanzi quelli che hanno moglie, vivano come se non l avessero, coloro che piangono, come se non piangessero, e quelli che godono, come se non godessero, quelli che comprano, come se non possedessero, quelli che usano del mondo, come se non ne usassero, perché passa la scena di questo mondo passa, certo, passa, passa, Gesù passa, già passato. Allora tu Toni che cosa fai? La mandi via, poveretta? No, la tieni, è vero, la tieni, ma anzi devo dirti Toni, la tua nina devi tenerla di più, la devi tenere come se non . Cosa vuol dire questo come se non Times New Roman Symbol Arial Souvenir Lt BT cbFMcbF Domenica 26 gennaio 1999 MARIO SAMARITANI MARIO SAMARITANI ssolutamente necessaria, sapete che si arriva ad una condizione così stringente nel nostro rapporto con Dio, che Isaia che è una persona che ha le idee chiarissime ad un certo punto dice a Dio convertiti e noi ci convertiremo. Se lui non si converte noi non possiamo convertirci. Se lui non impara a guardare verso di noi, non impareremo a guardare verso di lui. Se lui non decide di essere diverso da tutti gli altri dei fantocci, che non fanno niente per noi e aspettano di vedere se siamo bravi e quindi ovviamente ci fregano, se non impara a non avere paura delle nostre vie di peccato, finchè non fa in modo che vi sia simpatica la grande città di Ninive dove la gente non distingue dalla destra alla sinistra, insomma se non si converte di fatto noi non ce la caviamo. I termini in Giona sono più attenuati, anche se dietro vi farò vedere c è tutto questo movimento in realtà c è e quindi qui nella conversione di Dio si parla solo alla fine, evidentemente il traduttore italiano non ha avuto assolutamente la possibilità il coraggio e ha fatto bene probabilmente di dire che Dio si è pentito, ma il nostro testo di oggi finisce così: Dio vide le loro opere, cioè che si erano convertiti dalla loro condotta malvagia e Dio si convertì dal male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece. E proprio una conversione, è proprio un pentimento, cioè bisogna che sia diverso da tutti gli altri, perché altrimenti noi rimaniamo quello che siamo, Ninive resta tale. Tu resti lo stesso, o lui si accorge di te, o lui ti vede, ti guarda con compassione piena, dove vai te, dove ti arrampichi per cercarlo, spero che tu ormai sia troppo scaltro per non confonderlo, e neanche con gli esercizi della tua moralità, non crederai mica che è a diventare bravo che lo trovi. E quindi? Quindi bisogna che si converta lui. Ma tutto questo porta con sé un altro dramma, qui però cominciate a credermi meno eh, perché il nostro brano incomincia dicendo: fu rivolta a Giona una seconda volta questa parola del Signore: alzati e va a Ninive, la grande città e annunzia loro quanto ti dirò . Fu rivolta a Giona una seconda volta , e la prima? Beh, la prima la sapete no, è quando Dio gli ha detto la parola e gli ha detto va a lui ha comprato il biglietto di una nave per la Spagna e se ne è andato doveva andare verso nord-est e se ne è andato a ovest, doveva andare dove voleva il padre eterno e gli ha detto ma neanche per sogno, e se ne è andato via, e da lì ovviamente l altro che è un testone e non cede la tempesta, tutti che fanno i sacrifici agli dei no, lui che affonda nella sua disperazione e quindi s addormenta come se fosse al Getsemani per la tristezza nel fondo della nave lo scovano e dice ma qui siamo tutti qui che facciamo degli scongiuri dei fumi degli incensi ma te cosa combini e lui come fanno sempre gli Ebrei no, che poi al momento buono si ricordano di essere Ebrei e sono Ebreo io venero quello là, non sono mica a posto i conti non sono in pari, ecc... ventre del pesce, preghiera e via. Pesce che risputa Giona perché Giona è partecipe della vita di Dio e secondo un antico canto della pasqua la morte mangia la vita ma poi deve vomitarla perché non può tenerla no, il pesce non può tenere Giona, perché il sepolcro di Cristo non può tenerlo, la pietra bisogna che sia ribaltata. Allora c è una seconda volta. Quindi prima c è una ribellione, ecco io dico una verità, a me sembra di capire che qui Giona è un accenno è un battito di ciglia in ordine al grande problema che Dio ha avuto. Appunto circa la sua diversità da tutti gli altri dei, questo stabilire che bisognava partire, in fondo vedete non ci sarebbero ragioni nella memoria neo testamentaria di riportare certe affermazioni certi passaggi per esempio quella preoccupazione che ha quella canzone ricordata dalla lettera ai Filippesi dove sembra che sia preoccupato di dirci guarda che lui non ha tenuto come rapina il fatto di essere alla pari con Dio, ma ha annientato se stesso, ma io ci avevo mai pensato? Ho sempre pensato che lui buonissimo vuole salvarci a tutti i costi viene crepa per noi, ma che l abbia di fatto non cesserà mai di stupirmi fino allo sgomento, fino a mettermi insomma una certa ironia, ma che sia proprio Dio uno che fa così? Era il dubbio dei beffardi, vi ricordate? Passavano sotto la croce dicevano ma se sei Dio vieni giù e quell altro che era messo peggio dei beffardi perché era inchiodato come lui e sapeva bene il turpiloquio è vero, imprecava e diceva ma se sei figlio di Dio salva te stesso e noi. Questa decisione di venire è una decisione sofferta. Il testo che ci ricorda di quella preghiera d agonia nell orto, lì c è no, se possibile passi da me questo calice, ma ricordate il testo degli Ebrei del venerdì santo, ricordate quello che facciamo celebrare nella liturgia del venerdì santo vi ricordate cosa dice no, egli nei giorni della sua vita terrena direbbe nella sua carne il testo e poi ci porta dentro della memoria dell orto del giardino di quella sera dell agonia, e dice che ha fatto forti grida e lacrime, non è niente di quello che noi vediamo nei santini di Gesù, ma ho provato anche ad osservare la settimana scorsa il mosaico bellissimo antichissimo di San Marco e non è composto è tutto risolto ma invece quel testo della lettera agli Ebrei mette un grande squarcio, forti grida e lacrime, io adesso non voglio dirvi che la venuta di Gesù è la sua seconda per carità però c è dietro qualche cosa va bene ma questo a noi che cosa importa? Importa moltissimo. Importa moltissimo perché? Perché di fatto quello che vince secondo l apostolo ai romani è appunto questo fatto colossale che mentre eravamo da niente sbattuti via, Ninive, chi siete voi, Ninive, gente che vive con le bestie non sapete distinguere la destra dalla sinistra ma lui ci ha voluto bene e ha varcato il confine ed è venuto vi ricordate era quello che non sopportava il vecchio cardinale, no, una volta ogni tanto lo ricordavamo è vero quel vecchio cardinale che era il grande cardinale il presidente dell inquisizione, che quando vede Gesù che davanti a quella cattedrale spagnola resuscita dai morti una bambinetta veniva fuori una funerale dalla cattedrale e Gesù Cristo s era fatto prendere dalla curiosità e dice ma vediamo, dopo qualche secolo che cosa è successo del vangelo esce questo funerale la bambina morta la gente lo riconosce e gli va intorno e gli dice salvala, dai salvala, lui si fa prendere insomma, bagno di folla, insomma la salva, e resuscita la bambina e in quel momento passa il cardinale vecchio novantenne ossuto e vede capisce tutto lo riconosce lo fa arrestare immediatamente e buttare nel fondo della prigione poi di notte lo va a trovare no e lì c è un incontro tra il vecchio cardinale e Gesù Cristo che di fatto è solo un lungo monologo del cardinale furente e dice adesso ti dico tutto quello che ho dentro e sostanzialmente lo accusa di aver rovinato tutto e di avere rovinato talmente tutte le cosa da avere quasi strappato via la felicità dal quale degli uomini perchè dice vedi le creature umane sono fatte in un certo modo sono semplici, loro sanno una cosa, che se fanno bene prendono un premio, vanno in paradiso per esempio, se fanno male vengono punite, vanno all inferno, c è una legge chiara per dire bisogna far così bisogna far così, è semplice lasciali camminare così tu hai rovinato tutto che cos è questa storia del perdono del la misericordia della salvezza qui ci devono stare quelli che fanno bene là ci devono stare quelli che fanno male, che lettura fai tu di Ninive? Che cos è questa confusione, e ribadisce la sua decisione, domani ti faccio fuori poi però non riesce a cavargli fuori una parola di bocca, l altro non dice una parola lo guarda con molta dolcezza sorride è una specie di Gesù Cristo un po indiano furente se ne va il vecchio e poi lo fa liberare quindi è andata a finire bene non preoccupatevi, si, dentro a Giona cioè a Gesù Cristo c è questo grande dramma il grande dramma che non è assolutamente ovvio è che ci voglia bene quello che il cardinale voleva semplice vuole bene a quelli buoni e punisce quelli cattivi, è vero, tant è che delle volte per renderci più semplici le cose per farci qualche alibi di non leggere tutta questa bibbia è vero salta fuori qualcuno puntuale a ma quella roba là del vecchio testamento con questo Dio così cattivo facciamo senza leggere leggiamo tutto solo il vangelo dove lui è buono.. e Ninive? E il povero Giona sbattuto a Ninive e questa parola in esilio? E questa costrizione che Dio da a se stesso di buttarsi fuori, fuori, fuori, perché bisogna .. fuori perché sono della povera gente è la grande decisione che Dio ha preso non si riesce a capire quando lo ha presa ma pare di capire che è stata subito all inizio c è stato un dibattito eterno in Dio si forse si forse è così forse lui è come non dovrebbe essere forse è per questo che noi crediamo in lui perchè dovrebbe essere in un certo modo che sarebbe quello giusto direbbe il vecchio cardinale con tutte quelle che hai combinato basta invece no invece no c è questa seconda volta che adesso però proviamo a leggere in un altra maniera la seconda volta la seconda me volta la seconda me vuol dire questo mi è parso andar dentro questa direzione che lui vuol sempre avere l ultima parola perché altrimenti le cose andrebbero così che lui dice una parola t e te ne freghi finita invece c è una seconda volta nella vita di tutti noi c è una seconda volta siccome Dio è come non dovrebbe essere siccome è un Dio radicalmente trasgressivo frequentante cattive compagnie di fatto questo nostro carissimo padre decide che ci sia sempre una seconda volta vedete in fondo anche stamattina perché siamo qui siamo qui precisamente per questo perché in fondo il guaio del nostro cuore non sono tanto i guai che combiniamo quanto la caduta della speranza no, no, per cui è singolarissimo alla prima cosa che dice Gesù Cristo entrando per la porta della chiesa di Sammartini siamo poi tutti d accordo soprattutto i più vecchi perchè dice il tempo è compiuto è finita eh dice si, finita, avevo avuto una bella occasione me la sono giocata a carte finita? Finita, finita, avevo una vita e l ho spesa male, ieri abbiamo portato al cimitero la Cinzia era evidente che si poteva dire è finita! mentre il diacono parlava io avvertivo questo inizio del testo di Giona di oggi c è una seconda volta c0 è una seconda volta è proprio vero in una persona stupenda come lei Dio è stato iniziatore di questa grande seconda volta la sua vita ha preso una svolta e lei meravigliosa ha portato a pienezza tutti i dono di Dio la seconda volta Si può ricominciare? Si può ricominciare! Non è vero che è finita nè per te né per tuo figlio né per te si può sempre ricominciare il che vuol dire che si può sbagliare santo cielo. SI può sbagliare? Si può sbagliare,. Si può sbagliare perchè poi c è una seconda volta ma questo non è per dirvi che dovete essere temerari che non vi deve importare è perché il Signore sa che vi dispiace sa che deve esserci la possibilità per lui di venire dev essere la consolazione e la gioia della nostra vita bisogna che li diamo la possibilità di essere quel come se non come s e non è quil momento anche lì scatta il coro Dio mio questo S. Paolo ghignoso antipatico aveva in odio le donne cumela questo vi dico fratelli il tempo ormai si è fatto breve d ora innanzi coloro che hanno moglie vivano come se non l avessero coloro che piango no come se non piangessero e quelli che godono come se non godessero quelli che comprano come se non possedessero quelli che usano del mondo come se non ne usassero perché passa la scena di questo mondo passa, certo, passa, passa, Gesù passa, gia passato, allora tu Toni che cosa fai la mandi via poveretta no la tieni, è vero, la tiene, ma anzi devo dirti Toni la tua nina devi tenerla di più, la devi tenere come se non cosa vuol dire questo come s e non cosa vuol dire? Eh, l abbiamo tirato fuori chiaccherando con i nonni al mercoledì, come se non vuol dire una cosa infinitamente bella, non vuol mica dire mandare via la moglie veh, non vuol mica dire scappare via da tutte le cose perché sono tutte infernali, è in un certo modo esattamente il rovescio, il come se non, il come se non è questa possibilità di un occhio lucente nuovo, che Dio ti ha regalato in maniera che in tutte le cose vedi lui, e tutte le cose e tutte le persone e tutti i volti e tutti i tempi e tutti gli incontri sono la mano di Dio che ti prende e ti porta a lui. Tutto divento come segno del Signore, tutto è il Signore, la tua sposa, è la mano del Signore che ti sorregge, ti sa, ti chiama, ti accarezza, come faresti senza il Signore, come faresti senza di lei? Questo come se non non è per scappare ma è per andare dentro e fino in fondo a tutto a tutti, sempre. Noi crediamo di vivere nell assenza di Dio, ogni tanto qualcuno dice ho sentito ... si solleva per terra, Dio me, ci dev essere.. allora via, organizziamo dei pulmann per andare a vedere perché co.. invece quando .. è finito il tempo vecchio, incomincia il tempo nuovo e lui c è e si può andar dietro sempre, .. dappertutto, in ogni circostanza, perché perché davanti al suo partire è come se tutto s allargasse e diventasse porta di lui, gli occhi del tuo bambino, la tua malattia, come se non, nel senso che non puoi fermarti, prova ad andare dentro, sono gli occhi del signore gli occhi del tuo bambino, la tua malattia è la sua passione, è proprio perché ormai il Signore è pienamente dato che ormai bisogna vivere come se non e quindi l esigente nuovo modo di vivere è veramente come dice lasciar tutto e seguirlo perché è solo in lui che io riesco a tenere tutto altrimenti dalla fragilità del mio cuore dalla colpevolezza della mia sensibilità, dalla fatica e dal tremito della mia carne .. continuamente se .. se sono in un luogo non sono più nell altro, ho il cuore sempre frantumato. Come unirò il mio cuore? In lui lo unirò. Lui vedete è questo spazio grande che vi consente anche nel segreto della vostra stanza di ospitare i vostri amici e i vostri fratelli i vivi e i morti, i nemici, che vi consente di dialogare con tutti e con tutto, perché tutti e tutto è come raccolto nella sua persona e nella sua persona voi siete riconsegnati a tutta la strada straordinaria e a quell orizzonte vasto che continuamente si spalanca davanti a voi. Ha ragione l apostolo quando una volta scrivendo dice: mah, c è qualcuno qui. Cioè ha visto proprio Gesù Cristo con le sue gambette, l ha visto, .. ma noi non ne abbiamo mica voglia, adesso lui lo dice meglio, noi preferiamo vederlo in un altro modo e poi come al solito dice un altra parola, ha la capacità di dire le cose difficili, e questo is. Pietro ha perfettamente ragione no, noi vediamo in spirito allora un immagine allora dovrebbe andare sulle nuvole pensa a Gesù Cristo invece no lui vuol dire che adesso noi vediamo tutto attraverso questo spirito di Gesù che fin da quando ci hanno conciato dentro nel .. è venuto ad occupare il nostro cuore noi siamo diventati sua tenda e tutto vedendo attraverso di lui adesso appunto capite non abbiamo più bisogno di vedere lui con le sue gambette, ma anzi non vogliamo più, perchè adesso siamo molto più esigenti, abbiamo bisogno di vederlo sempre e dovunque perchè quando lui ha camminato per quei pochi attimi che era qui in mezzo a noi se voltava l angolo non lo vedevi più e se adesso volta l angolo? E se adesso sei solo? E se adesso piangi? E se invece canti? C è sempre. E non per una presenza banale indifferenziata, c è sempre, ma perché lo riconosci sempre. Oggi chiediamo questo. Chiediamo questa possibilità di riconoscerlo sempre. Potere dire: il Signore! E il Signore! Oppure come quando sono arrivati a riva portando quei loro pescetti e lui aveva già preparato tutti i pesci e nessuno osava domandargli chi sei? Perché sapevano. Sapevano. Anche ieri con la Cinzia, sapevamo. Piangevamo e sapevamo. Anche a casa tua, tu sai. Sai chi è tuo figlio, lo sai. E questa ferita della tua coscienza del tuo cuore, bruciante, quell ..che tu hai chiamato il peccato, tu sai, è la sua visita, tu lo sai. E aa me piace, perché è lui l unica cosa che conta, aiutiamoci a riconoscerlo, facciamoci visita, perché uno dice no, santo cielo, non lo riconosco, stamattina non lo riconosco, sono stufo esasperato, impaurito, non lo riconosco, non c è non c è, taci, ..visitiamoci per riconosc rd for Windows 95 Vãn NµÀ³Á Domenica 26 gennaio 1999 Documento Microsoft Word MSWordDoc Word.Document.6 ô9²q òùOh '³Ù0 Domenica 26 gennaio 1999 MARIO SAMARITANI Normal MARIO SAMARITANI Microsoft Wo ÒÀ³Á Domenica 26 gennaio 1997 anno B Giona 3, 1-5. 10 1 Cor 7, 29-31 Mc 1, 14-20 Il pentimento di Dio... la seconda volta ovvero come se non... Omelia Ho forse cercato di comprimere la faccenda, e anche un po di giocare a tennis con il padre eterno, perché mi sono sentito durante i giorni della settimana troppo interpellato, troppo costretto, troppo preso, allora mi sono permesso di indagare un po anche nel cuore di Dio. Secondo me dietro la porta del paradiso ci sono dei segreti, non sono ancora riuscito a capire se quando andremo in cielo li verremo a sapere, però certamente ci sono. Ci sono dei drammi all interno della famiglia di Dio. C è un sintomo che emerge oggi dalle scritture, anche se non riferito direttamente. Gesù ha un enorme simpatia per Giona. Oggi c è il testo del profeta Giona, come prima lettura, e poi evidentemente nel vangelo c è anche in modo molto emergente vivacissimo la figura prepotente del figlio di Maria. Fra i due c è una corrente di simpatia. Gesù lo ricorda molto volentieri, come sapete, lo ricorda in due maniere, lo ricorda perché come Giona è stato tre giorni e tre notti nel ventre del pesce così anche il figlio dell uomo sta tre giorni nel ventre della terra e poi risorge, e poi lo ricorda perché tutta la città di Ninive si è convertita alla predicazione di Giona e lui dice adesso qui c è più che Giona. C è di più che Giona. E quindi ho provato a metterli insieme a farli dialogare, mi sono anche un po spaventato qualche volta, perché succede che il miracolo delle parole del Signore provoca che quando queste parole si incontrano si fanno reciprocamente fiorire, crescere, c è una specie di interpretazione infinita che continua ad andare avanti no, cioè la parola di Dio continua ad allargarti lo spazio davanti, ad un certo punto ti viene un po qualche giramento di testa perché capisci che c è sempre qualche cosa di là, qualche cosa di nuovo che ha preparato, qualche cosa che forse oggi non può dirci, perché non saremmo in grado di portarlo, sempre mi capita quello che anche voi sapete bene, cioè che appunto non è tanto vero che il Signore dà delle risposte alle nostre domande, molto spesso ci lascia con le nostre domande e non dice niente, ma quello che invece è certissimo è che il Signore apre continuamente delle domande nuove, questo si, quando si arriva vecchi come me si sa meno, prima pensavo di sapere di più, adesso so meno. Pensavo di capire di più, adesso capisco meno. Non dite subito che è l arteriosclerosi, lo so, ma lo dico anche in un altro senso, s allarga, s allarga, il quesito, l enigma, si allarga, c è anche un vantaggio eh, e cioè che tutto questo avviene mentre io mi sento sempre più bimbo, quando entro nelle scritture mi sento tra le braccia di mia madre, e quindi non è che questa piccolezza mi infastidisca, però certo mi sento sempre meno adatto per esempio a fare il prete, ma insomma questi sono altri argomenti. Allora vi dicevo un po di questo tentativo di mettere insieme Giona e Gesù. Io mi ricordo due risultati, due piccoli risultati di questo ..... Uno che, va beh, è atterrato, quindi penso che voi l abbiate visto, ...un altro quella l invento io e voi non ci dovete credere. Il testo di Giona secondo me parla soprattutto del pentimento di Dio. Della sua conversione. Voi sapete che questa conversione è a lui sente dire questo nome, dice, come? Cinzia? E morta la Cinzia? Giri incredibili la Cinzia di qua di là su e giù. Mi guarda sgomento e mi dice: ma... è la madrina del mio bambino..., è morta? è morta... vengo a messa? vieni a messa anche tu Questa storia mi sembra che si raccoglie tutta. Sapete cosa vuol dire quella frase che dice l apostolo Paolo, in italiano dice così, fratelli, il tempo si è fatto breve , usa un verbo che sarebbe come quando uno ha finito di leggere, quel rotolo là, e poi fa così, allora dice il tempo è stato riarrotolato . Allora adesso cosa facciamo? Ve lo ricordate cosa si fa quando avete riarrotolato tutto? Si fa così? Cosa è successo a Nazareth? Lui si siede, tutti lo guardiamo, ci chiediamo che cosa dirà, e lui dice: tutto quello che avete ascoltato, si è, oggi, compiuto, perché ci sono io Si raccoglie tutto in lui, tutto si sta raccogliendo in lui, tutto sta diventando bellissimo. Non dovete aver paura di aver paura, è l unico atto di coraggio che si può fare: non aver paura della paura. Mettete nella preghiera che siete malati, che vostro figlio vi fa dannare, che non avete più nessuna voglia di pregare, che vi piacciono un sacco i quattrini e pochissimo il rosario, mettetelo tutto davanti a lui, perché tutto in lui si raccoglie. Parrocchia di Sammartini. . . . . PAGINA PAGINA 1 Í Í Í Í Í Í Normale Carattere predefinito paragrafo Piè di pagina Numero pagina Normale Carattere predefinito paragrafo Piè di pagina Numero pagina Í Í gahmms ,.;RC AUTORE COMMENTI DATACREAZ TEMPOMOD NOMEFILE DIMENSIONIFILE PARCHIAVE ULTSALV NUMCAR NUMPAG NUMPAR DATASTAMPA PRIVATO RIFD NUMREV DATASALVA OGGETTO SOMMVOCE MODELLO TITOLO INDVOCEPROPRIETADOC ALFABETICO ARABICOPRIMAMAIUSC CARDTESTO FORMATOCARVALUTATESTO MAIUSC ESADEC MINUSC UNISCIFORMATO ORDINALE ORDTESTO ROMANOTUTTOMAIUSC ASS ARROTONDA DEFINITO FALSO RESTO MEDIACONTANUMERI PRODOTTO SEGNO SOMMA VERO MARIO SAMARITANI Documenti Domenica 26 gennaio 1999.doc MARIO SAMARITANI Documenti Domenica 26 gennaio 1997.doc MARIO SAMARITANI Documenti Domenica 26 gennaio 1997.doc MARIO SAMARITANI Documenti Domenica 26 gennaio 1997.doc MARIO SAMARITANI Documenti Domenica 26 gennaio 1997.doc MARIO SAMARITANI Documenti Domenica 26 gennaio 1997.doc MARIO SAMARITANI Documenti Domenica 26 gennaio 1997.doc MARIO SAMARITANI Documenti Domenica 26 gennaio 1997.doc MARIO SAMARITANI Documenti Domenica 26 gennaio 1997.doc MARIO SAMARITANI Documenti Domenica 26 gennaio 1997.doc HP DeskJet 840C Series LPT1: hpf9xdr0 HP DeskJet 840C Series HP DeskJet 840C Series cosa vuol dire? Eh, l abbiamo tirato fuori chiaccherando con i nonni al mercoledì, come se non vuol dire una cosa infinitamente bella, non vuol mica dire mandare via la moglie veh, non vuol mica dire scappare via da tutte le cose perché sono tutte infernali, è in un certo modo esattamente il rovescio, il come se non , il come se non è questa possibilità di un occhio lucente nuovo, che Dio ti ha regalato in maniera che in tutte le cose vedi lui, e tutte le cose e tutte le persone e tutti i volti e tutti i tempi e tutti gli incontri sono la mano di Dio che ti prende e ti porta a lui. La mano di Dio che ti prende e ti porta a lui. Tutto divento come segno del Signore, tutto è il Signore, la tua sposa, è la mano del Signore che ti sorregge, ti sa, ti chiama, ti accarezza, come faresti senza il Signore? Come faresti senza di lei? Questo come se non non è per scappare, ma è per andare dentro e fino in fondo, a tutto, a tutti, sempre. finito il tempo vecchio, incomincia il tempo nuovo e lui c è, e si può andar dietro sempre, dappertutto, in ogni circostanza, perché? Perché davanti al suo partire, è come se tutto s allargasse e diventasse porta di lui, gli occhi del tuo bambino, la tua malattia, come se non , nel senso che, non puoi fermarti, prova ad andare dentro. Sono gli occhi del signore gli occhi del tuo bambino, la tua malattia è la sua passione. E proprio perché ormai il Signore è pienamente dato che ormai bisogna vivere come se non e quindi, l esigente nuovo modo, di vivere, è veramente, come dice lasciar tutto e seguirlo perché è solo in lui che io riesco a tenere tutto, altrimenti dalla fragilità del mio cuore, dalla colpevolezza della mia sensibilità, dalla fatica e dal tremito della mia carne, perdo continuamente. Se mi unisco a una persona ne perdo un altra, se sono in un luogo non sono più nell altro. Ho il cuore sempre frantumato. Come unirò il mio cuore? In lui lo unirò. Lui vedete è questo spazio grande che vi consente anche nel segreto della vostra stanza di ospitare i vostri amici, i vostri fratelli, i vivi e i morti, i nemici. Che vi consente di dialogare con tutti e con tutto, perché tutti e tutto è come raccolto nella sua persona e nella sua persona voi siete riconsegnati a tutta la strada straordinaria e a quell orizzonte vasto che continuamente si spalanca davanti a voi. Ha ragione l apostolo quando una volta scrivendo dice: mah, c è qualcuno qui, sarà stato un po vecchiotto, cioè ha visto proprio Gesù Cristo, con le sue gambette, l ha visto... ma noi non ne abbiamo mica voglia , adesso lui lo dice meglio, noi preferiamo vederlo in un altro modo e poi come al solito dice una parola, ha la capacità di dire le cose difficili, e in questo S. Pietro ha perfettamente ragione, no, e dice: noi vediamo in spirito, allora un immagine... allora uno dovrebbe andare sulle nuvole pensare a Gesù Cristo... invece no, lui vuol dire che adesso noi vediamo tutto attraverso questo spirito di Gesù, che fin da quando ci hanno conciato dentro nel ventre è venuto ad occupare il nostro cuore, noi siamo diventati sua tenda e tutto vedendo attraverso di lui, adesso, appunto, capite, non abbiamo più bisogno di vedere lui con le sue gambette, ma anzi non vogliamo più, perchè adesso siamo molto più esigenti, abbiamo bisogno di vederlo sempre, e dovunque, perchè quando lui ha camminato per quei pochi anni che era qui in mezzo a noi, se voltava l angolo non lo vedevi più. E se adesso volta l angolo? E se adesso sei solo? E se adesso piangi? E se invece canti? C è sempre. E non per una presenza banale indifferenziata. C è sempre, ma perché? Lo riconosci sempre. Lo riconosci sempre. Oggi chiediamo questo. Chiediamo questa possibilità di riconoscerlo sempre. Potere dire: il Signore! E il Signore! Oppure come quando sono arrivati a riva portando quei loro pescetti e lui aveva già preparato tutti i pesci e nessuno osava domandargli chi sei? Perché sapevano. Sapevano. Anche ieri con la Cinzia, sapevamo. Piangevamo e sapevamo. Anche a casa tua, tu sai. Sai chi è tuo figlio, lo sai. E questa ferita della tua coscienza del tuo cuore, bruciante, quell odio che tu hai chiamato il peccato, tu sai, è la sua visita, tu lo sai. E a me piace, no, perché è lui l unica cosa che conta. L unica cosa che conta. Aiutiamoci a riconoscerlo, facciamoci visita. Perché uno dice no, santo cielo, non lo riconosco, stamattina non lo riconosco, sono stufo esasperato, impaurito, non lo riconosco, non c è non c è, taci . Visitiamoci per riconoscerlo. Vedete stamattina siamo qui, tutti insieme, come ci aiutiamo a riconoscerlo? Com è facile per me riconoscerlo? Attraverso di voi, perché vi penso un pochino, alle vostre storie che mi distolgono dalla messa perché, mi distraggo, perché penso a quello che mi avete detto l altro ieri. Io lo riconosco, dal riconoscimento che noi facciamo di lui in questo piccolo pezzo di pane, fra poco, viene il grande riconoscimento. Adesso allora si può veramente partire, in pace, che cosa dobbiamo preoccuparci di quello che ci accadrà domani, suggerivo prima al mio diacono che era di destra, non di destra, insomma che era seduto lì, dicevo mah, ho paura che sono vicino alla mia morte, perché sono dei giorni incredibili, incredibili... , sai quando tutto..., anche questa vicenda di ieri, perdonate, lo dico, per questa faccenda di Moreno, è stata interessante no, è sbalorditiva, ma qui nessuno se la ricordava questa cosa, forse voi, qualcuno registra tutto qua, è vero, lui sente dire la parola, siamo là, Bologna, ritiro per il diaconato, tutta un altra roba, però ho commentato tutto il libro di Giona, LPT1: HP DeskJet 840C Series Times New Roman Symbol Arial Souvenir Lt BT bbFMcbF Domenica 26 gennaio 1999 MARIO SAMARITANI MARIO SAMARITANI Domenica 26 gennaio 1997 anno B Giona 3, 1-5. 10 1 Cor 7, 29-31 Mc 1, 14-20 Il pentimento di Dio... la seconda volta ovvero come se non... Omelia Ho forse cercato di comprimere la faccenda, e anche un po di giocare a tennis con il padre eterno, perché mi sono sentito durante i giorni della settimana troppo interpellato, troppo costretto, troppo preso, allora mi sono permesso di indagare un po anche nel cuore di Dio. Secondo me dietro la porta del paradiso ci sono dei segreti, non sono ancora riuscito a capire se quando andremo in cielo li verremo a sapere, però certamente ci sono. Ci sono dei drammi all interno della famiglia di Dio. C è un sintomo che emerge oggi dalle scritture, anche se non riferito direttamente. Gesù ha un enorme simpatia per Giona. Oggi c è il testo del profeta Giona, come prima lettura, e poi evidentemente nel vangelo c è anche in modo molto emergente vivacissimo la figura prepotente del figlio di Maria. Fra i due c è una corrente di simpatia. Gesù lo ricorda molto volentieri, come sapete, lo ricorda in due maniere, lo ricorda perché come Giona è stato tre giorni e tre notti nel ventre del pesce così anche il figlio dell uomo sta tre giorni nel ventre della terra e poi risorge, e poi lo ricorda perché tutta la città di Ninive si è convertita alla predicazione di Giona e lui dice adesso qui c è più che Giona. C è di più che Giona. E quindi ho provato a metterli insieme a farli dialogare, mi sono anche un po spaventato qualche volta, perché succede che il miracolo delle parole del Signore provoca che quando queste parole si incontrano si fanno reciprocamente fiorire, crescere, c è una specie di interpretazione infinita che continua ad andare avanti no, cioè la parola di Dio continua ad allargarti lo spazio davanti, ad un certo punto ti viene un po qualche giramento di testa perché capisci che c è sempre qualche cosa di là, qualche cosa di nuovo che ha preparato, qualche cosa che forse oggi non può dirci, perché non saremmo in grado di portarlo, sempre mi capita quello che anche voi sapete bene, cioè che appunto non è tanto vero che il Signore dà delle risposte alle nostre domande, molto spesso ci lascia con le nostre domande e non dice niente, ma quello che invece è certissimo è che il Signore apre continuamente delle domande nuove, questo si, quando si arriva vecchi come me si sa meno, prima pensavo di sapere di più, adesso so meno. Pensavo di capire di più, adesso capisco meno. Non dite subito che è l arteriosclerosi, lo so, ma lo dico anche in un altro senso, s allarga, s allarga, il quesito, l enigma, si allarga, c è anche un vantaggio eh, e cioè che tutto questo avviene mentre io mi sento sempre più bimbo, quando entro nelle scritture mi sento tra le braccia di mia madre, e quindi non è che questa piccolezza mi infastidisca, però certo mi sento sempre meno adatto per esempio a fare il prete, ma insomma questi sono altri argomenti. Allora vi dicevo un po di questo tentativo di mettere insieme Giona e Gesù. Io mi ricordo due risultati, due piccoli risultati di questo ..... Uno che, va beh, è atterrato, quindi penso che voi l abbiate visto, ...un altro quella l invento io e voi non ci dovete credere. Il testo di Giona secondo me parla soprattutto del pentimento di Dio. Della sua conversione. Voi sapete che questa conversione è a lui sente dire questo nome, dice, come? Cinzia? E morta la Cinzia? Giri incredibili la Cinzia di qua di là su e giù. Mi guarda sgomento e mi dice: ma... è la madrina del mio bambino..., è morta? è morta... vengo a messa? vieni a messa anche tu Questa storia mi sembra che si raccoglie tutta. Sapete cosa vuol dire quella frase che dice l apostolo Paolo, in italiano dice così, fratelli, il tempo si è fatto breve , usa un verbo che sarebbe come quando uno ha finito di leggere, quel rotolo là, e poi fa così, allora dice il tempo è stato riarrotolato . Allora adesso cosa facciamo? Ve lo ricordate cosa si fa quando avete riarrotolato tutto? Si fa così? Cosa è successo a Nazareth? Lui si siede, tutti lo guardiamo, ci chiediamo che cosa dirà, e lui dice: tutto quello che avete ascoltato, si è, oggi, compiuto, perché ci sono io Si raccoglie tutto in lui, tutto si sta raccogliendo in lui, tutto sta diventando bellissimo. Non dovete aver paura di aver paura, è l unico atto di coraggio che si può fare: non aver paura della paura. Mettete nella preghiera che siete malati, che vostro figlio vi fa dannare, che non avete più nessuna voglia di pregare, che vi piacciono un sacco i quattrini e pochissimo il rosario, mettetelo tutto davanti a lui, perché tutto in lui si raccoglie. Parrocchia di Sammartini. . . . . PAGINA PAGINA Í Í Í Í Í Í Normale Carattere predefinito paragrafo Piè di pagina Numero pagina Í Í gahmms ,.;RC AUTORE COMMENTI DATACREAZ TEMPOMOD NOMEFILE DIMENSIONIFILE PARCHIAVE ULTSALV NUMCAR NUMPAG NUMPAR DATASTAMPA PRIVATO RIFD NUMREV DATASALVA OGGETTO SOMMVOCE MODELLO TITOLO INDVOCEPROPRIETADOC ALFABETICO ARABICOPRIMAMAIUSC CARDTESTO FORMATOCARVALUTATESTO MAIUSC ESADEC MINUSC UNISCIFORMATO ORDINALE ORDTESTO ROMANOTUTTOMAIUSC ASS ARROTONDA DEFINITO FALSO RESTO MEDIACONTANUMERI PRODOTTO SEGNO SOMMA VERO MARIO SAMARITANI Documenti Domenica 26 gennaio 1999.doc MARIO SAMARITANI Documenti Domenica 26 gennaio 1997.doc MARIO SAMARITANI Documenti Domenica 26 gennaio 1997.doc MARIO SAMARITANI Documenti Domenica 26 gennaio 1997.doc MARIO SAMARITANI Documenti Domenica 26 gennaio 1997.doc MARIO SAMARITANI Documenti Domenica 26 gennaio 1997.doc MARIO SAMARITANI Documenti Domenica 26 gennaio 1997.doc MARIO SAMARITANI Documenti Domenica 26 gennaio 1997.doc MARIO SAMARITANI Documenti Domenica 26 gennaio 1997.doc HP DeskJet 840C Series LPT1: hpf9xdr0 HP DeskJet 840C Series HP DeskJet 840C Series LPT1: HP D deskJet 840C Series LPT1: LPT1: Í Í Í Í gahmms ,.;RC AUTORE COMMENTI DATACREAZ TEMPOMOD NOMEFILE DIMENSIONIFILE PARCHIAVE ULTSALV NUMCAR NUMPAG NUMPAR DATASTAMPA PRIVATO RIFD NUMREV DATASALVA OGGETTO SOMMVOCE MODELLO TITOLO INDVOCEPROPRIETADOC ALFABETICO ARABICOPRIMAMAIUSC CARDTESTO FORMATOCARVALUTATESTO MAIUSC ESADEC MINUSC UNISCIFORMATO ORDINALE ORDTESTO ROMANOTUTTOMAIUSC ASS ARROTONDA DEFINITO FALSO RESTO MEDIACONTANUMERI PRODOTTO SEGNO SOMMA VERO MARIO SAMARITANI Documenti Domenica 26 gennaio 1999.doc MARIO SAMARITANI Documenti Domenica 26 gennaio 1997.doc MARIO SAMARITANI Documenti Domenica 26 gennaio 1997.doc MARIO SAMARITANI Documenti Domenica 26 gennaio 1997.doc HP DeskJet 840C Series LPT1: hpf9xdr0 HP DeskJet 840C Series HP DeskJet 840C Series Times New Roman Symbol Arial Souvenir Lt BT bbFDcbF Domenica 26 gennaio 1999 MARIO SAMARITANI MARIO SAMARITANI ÙÛm½³Á Domenica 26 gennaio 1997 anno B Giona 3, 1-5. 10 1 Cor 7, 29-31 Mc 1, 14-20 Il pentimento di Dio... la seconda volta ovvero come se non... Omelia Ho forse cercato di comprimere la faccenda, e anche un po di giocare a tennis con il padre eterno, perché mi sono sentito durante i giorni della settimana troppo interpellato, troppo costretto, troppo preso, allora mi sono permesso di indagare un po anche nel cuore di Dio. Secondo me dietro la porta del paradiso ci sono dei segreti, non sono ancora riuscito a capire se quando andremo in cielo li verremo a sapere, però certamente ci sono. Ci sono dei drammi all interno della famiglia di Dio. C è un sintomo che emerge oggi dalle scritture, anche se non riferito direttamente. Gesù ha un enorme simpatia per Giona. Oggi c è il testo del profeta Giona, come prima lettura, e poi evidentemente nel vangelo c è anche in modo molto emergente vivacissimo la figura prepotente del figlio di Maria. Fra i due c è una corrente di simpatia. Gesù lo ricorda molto volentieri, come sapete, lo ricorda in due maniere, lo ricorda perché come Giona è stato tre giorni e tre notti nel ventre del pesce così anche il figlio dell uomo sta tre giorni nel ventre della terra e poi risorge, e poi lo ricorda perché tutta la città di Ninive si è convertita alla predicazione di Giona e lui dice adesso qui c è più che Giona. C è di più che Giona. E quindi ho provato a metterli insieme a farli dialogare, mi sono anche un po spaventato qualche volta, perché succede che il miracolo delle parole del Signore provoca che quando queste parole si incontrano si fanno reciprocamente fiorire, crescere, c è una specie di interpretazione infinita che continua ad andare avanti no, cioè la parola di Dio continua ad allargarti lo spazio davanti, ad un certo punto ti viene un po qualche giramento di testa perché capisci che c è sempre qualche cosa di là, qualche cosa di nuovo che ha preparato, qualche cosa che forse oggi non può dirci, perché non saremmo in grado di portarlo, sempre mi capita quello che anche voi sapete bene, cioè che appunto non è tanto vero che il Signore dà delle risposte alle nostre domande, molto spesso ci lascia con le nostre domande e non dice niente, ma quello che invece è certissimo è che il Signore apre continuamente delle domande nuove, questo si, quando si arriva vecchi come me si sa meno, prima pensavo di sapere di più, adesso so meno. Pensavo di capire di più, adesso capisco meno. Non dite subito che è l arteriosclerosi, lo so, ma lo dico anche in un altro senso, s allarga, s allarga, il quesito, l enigma, si allarga, c è anche un vantaggio eh, e cioè che tutto questo avviene mentre io mi sento sempre più bimbo, quando entro nelle scritture mi sento tra le braccia di mia madre, e quindi non è che questa piccolezza mi infastidisca, però certo mi sento sempre meno adatto per esempio a fare il prete, ma insomma questi sono altri argomenti. Allora vi dicevo un po di questo tentativo di mettere insieme Giona e Gesù. Io mi ricordo due risultati, due piccoli risultati di questo ..... Uno che, va beh, è atterrato, quindi penso che voi l abbiate visto, ...un altro quella l invento io e voi non ci dovete credere. Il testo di Giona secondo me parla soprattutto del pentimento di Dio. Della sua conversione. Voi sapete che questa conversione è aý erlo, Vedete stamattina siamo qui tutti insieme come ci aiutiamo a riconoscerlo co è facile per me riconoscerlo attraverso di voi perché vi penso un pochino alle vostre storie ..mi distolgono dalla messa mi distraggo perché a quello che mi avete detto l altro ieri, io lo riconosco dal riconoscimento che noi facciamo di lui in questo piccolo pezzo di pane fra poco, viene il grande riconoscimento, adesso allora si può veramente partire in pace, che cosa dobbiamo preoccuparci di quello che ci accadrà domani suggerivo prima al mio diacono che era di destra non di destra era seduto lì, dicevo mah, ho paura che sono vicino alla mia morte perché sono dei giorni incredibili, incredibili, sai quando tutto anche questa vicenda di ieri, perdonata lo dico per questa faccenda di Morena, è stata interessante no, è sbalorditiva, ma qui nessuno se la ricordava questa cosa, forse voi, qualcuno registra tutto qua, è vero, lui sente dire la parola, s.. se ne va a Bologna ritiro per il diaconato altra roba però ho commentato il libro di Giona in ogni modo lui sente dire sto nome dice come Cinzia? E morta la Cinzia, giri incredibili la Cinzia di qua di là su e giù gmi guarda sgomento e mi dice: ma è la madrina del mio bambino è morta.. è morta vengo a messa vieni a messa anche tu questa storia mi sembra che si raccoglie tutta sapete cosa vuol dire quella frase che dice l apostolo Paolo, in italiano dice così, fratelli, il tempo si è fatto breve, usa un verbo che sarebbe come quando uno ha finito di leggere quel rotolo là e poi fa così il tempo è stato riarrotolato, allora adesso cosa facciamo ve lo ricordate cosa si fa quando avete riarrotolato tutto? Si fa così? Cosa è successo a Nazareth, lui si siede, tutti lo guardiamo, ci chiediamo che cosa dirà, e lui dice: tutto quello che avete ascoltato si è oggi compiuto, perché ci sono io si raccoglie tutto in lui, tutto si sta raccogliendo in lui, tutto sta diventando bellissimo, non dovete aver paura di aver paura, è l unico atto di coraggio che si può fare: non aver paura della paura. Mettete nella preghiera che siete malati, che vostro figlio vi fa dannare, che non avete più nessuna voglia di pregare, che vi piacciono un sacco i quattrini e pochissimo il rosario, mettetelo tutto davanti a lui, perché tutto in lui si raccoglie. , E? la grande festa oggi, di questa invasione di Dio, e di questo prenderci per il coppetto, per buttarci in questa straordinaria avventura, nella quale tutti siamo, un po Í Í Í Í Normale Carattere predefinito paragrafo stupiti, sempre terribilmente inadeguati, un poco storditi per la verità. Fatto sta che per questo seguito di pensiero ho , s,,,,: ,,e ha preparato, qualche cosa che ,,insomma per cui vi due piccoli risultati di questa riflessione. La prima. noi ,,, . C,. O??S con riti banali .... I,,. I,, !,,,... ma ,: forti grida e lacrime, ,,,,,.M ,,. V,dice, ,,ci dice ,, , come le bestie, ,. V,... e via, va giù in piazza, ,, ,,,,,,,,,, sapete,,,, ecuore , no, !T,,,. Q. Ch?E S... h,... ..., ?E. Fha bisogno di amare, .E ,,,questo . 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Fatto sta che per questo seguito di pensiero ho forse cercato di comprimere la faccenda, e anche un po di giocare a tennis con il padre eterno, perché mi sono sentito durante i giorni della settimana troppo interpellato, troppo costretto, troppo preso, allora mi sono permesso di indagare un po anche nel cuore di Dio, secondo me dietro la porta del paradiso ci sono dei segreti, non sono ancora riuscito a capire se quando andremo in cielo li verremo a sapere, però certamente ci sono. Ci sono dei drammi all interno della famiglia di Dio. C è un sintomo che emerge oggi dalle scritture, anche se non riferito direttamente. Gesù ha un enorme simpatia per Giona. Oggi c è il testo del profeta Giona, come prima lettura, e poi evidentemente nel vangelo c è anche in modo molto emergente, vivacissimo, la figura prepotente del figlio di Maria. Fra i due c è una corrente di simpatia. Gesù lo ricorda molto volentieri, come sapete, lo ricorda in due maniere, lo ricorda perché come Giona è stato tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così anche il figlio dell uomo sta tre giorni nel ventre della terra e poi risorge, e poi lo ricorda perché tutta la città di Ninive si è convertita alla predicazione di Giona, e lui dice: adesso qui c è più che Giona è di più che Giona. E quindi ho provato a metterli insieme a farli dialogare, mi sono anche un po spaventato qualche volta, perché succede che il miracolo delle parole del Signore, provoca che quando queste parole si incontrano si fanno reciprocamente fiorire, crescere, c è una specie di interpretazione infinita che continua ad andare avanti, no, cioè la parola di Dio continua ad allargarti lo spazio davanti, ad un certo punto ti viene un po qualche giramento di testa perché capisci che c è sempre qualche cosa di là, qualche cosa di nuovo che ha preparato, qualche cosa forse che oggi non può dirci, perché non saremmo in grado di portarlo, sempre mi capita quello che anche voi sapete bene, cioè che, appunto, non è tanto vero insomma che il Signore dà delle risposte alle nostre domande, molto spesso ci lascia con le nostre domande e non dice niente, ma quello che invece è certissimo è che il Signore apre continuamente delle domande nuove, questo si, per cui quando si arriva vecchi come me si sa meno, prima pensavo di sapere di più, adesso so meno. Pensavo di capire di più, adesso capisco meno. Non dite subito che è l arteriosclerosi, lo so, ma lo dico anche in un altro senso, s allarga, s allarga, il quesito, l enigma, si allarga, c è anche un vantaggio eh, e cioè che tutto questo avviene mentre io mi sento sempre più bimbo, quando entro nelle scritture mi sento tra le braccia di mia madre, e quindi non è che questa piccolezza mi infastidisca, però certo mi sento sempre meno adatto per esempio a fare il prete, ma insomma questi sono altri argomenti. Allora vi dicevo un po di questo tentativo di mettere insieme Giona e Gesù. Io vi ricordo due risultati, due piccoli risultati di questa riflessione. La prima. Il testo di Giona secondo me parla soprattutto del pentimento di Dio. Della sua conversione. Voi sapete che questa conversione è assolutamente necessaria, sapete che si arriva ad una condizione così stringente nel nostro rapporto con Dio, che Isaia che è una persona che ha le idee chiarissime, ad un certo punto dice a Dio: convertiti e noi ci convertiremo . Se lui non si converte noi non possiamo convertirci. Se lui non impara a guardare verso di noi, noi non impareremo a guardare verso di lui. Se lui non decide di essere diverso da tutti gli altri dei fantocci, che non fanno niente per noi e aspettano di vedere se siamo bravi e quindi ovviamente ci fregano, se non impara a non avere paura delle nostre vie di peccato, finchè non fa in modo che vi sia simpatica la grande città di Ninive, dove la gente non distingue dalla destra alla sinistra, insomma se non si converte, di fatto, noi non ce la caviamo. I termini in Giona sono più attenuati, anche se dietro vi farò vedere c è tutto questo movimento, in realtà c è, e quindi qui, nella conversione di Dio si parla solo alla fine, evidentemente il traduttore italiano non ha avuto assolutamente la possibilità, il coraggio, e ha fatto bene probabilmente di dire che Dio si è pentito, ma il nostro testo di oggi finisce così: Dio vide le loro opere , cioè che si erano convertiti dalla loro condotta malvagia e Dio si convertì dal male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece proprio una conversione, è proprio un pentimento. Cioè, bisogna che sia diverso da tutti gli altri, perché altrimenti noi rimaniamo quello che siamo, Ninive resta tale. Tu resti lo stesso. O lui si accorge di te, o lui ti vede, ti guarda con compassione piena, dove vai te? dove ti arrampichi per cercarlo? Spero che tu ormai sia troppo scaltro per non confonderlo con riti banali, e neanche con gli esercizi della tua moralità, non crederai mica che è a diventare bravo che lo trovi? E quindi? Quindi bisogna che si converta lui. Ma tutto questo porta con sé un altro dramma,... ... qui però cominciate a credermi meno eh, perché il nostro brano incomincia dicendo: fu rivolta a Giona una seconda volta questa parola del Signore: alzati e va a Ninive, la grande città e annunzia loro quanto ti dirò . Fu rivolta a Giona una seconda volta , e la prima? Beh, la prima la sapete no, è quando Dio gli ha detto la parola e gli ha detto va a... lui ha comprato il biglietto di una nave per la Spagna e se ne è andato, doveva andare verso nord-est e se ne è andato a ovest, doveva andare dove voleva il padre eterno e gli ha detto ma neanche per sogno! , e se ne è andato via, e da lì ovviamente l altro che è un testone e non cede, la tempesta, tutti che fanno i sacrifici agli dei no, lui che affonda nella sua disperazione e quindi s addormenta come se fosse al Getsemani, per la tristezza, nel fondo della nave, lo scovano e dice ma qui siamo tutti qui che facciamo degli scongiuri dei fumi, degli incensi, ma te cosa combini? e lui come fanno sempre gli Ebrei no, che poi al momento buono si ricordano di essere Ebrei, e sono Ebreo, io venero quello là, non sono mica a posto, i conti non sono in pari, ecc... ventre del pesce, preghiera e via. Pesce che risputa Giona, perché Giona è partecipe della vita di Dio e secondo un antico canto della pasqua: la morte mangia la vita ma poi deve vomitarla... ... perché non può tenerla no. Il pesce non può tenere Giona, perché il sepolcro di Cristo non può tenerlo, la pietra bisogna che sia ribaltata. Allora c è una seconda volta. Quindi prima c è una ribellione, ecco io dico una verità, a me sembra di capire che qui Giona è un accenno, è un battito di ciglia, in ordine al grande problema che Dio ha avuto. Appunto circa la sua diversità da tutti gli altri dei, questo stabilire che bisognava partire. In fondo vedete non ci sarebbero ragioni nella memoria neo testamentaria di riportare certe affermazioni, certi passaggi, per esempio quella preoccupazione che ha quella canzone ricordata dalla lettera ai Filippesi dove sembra che sia preoccupato di dirci guarda che lui non ha tenuto come rapina il fatto di essere alla pari con Dio, ma ha annientato se stesso , ma io ci avevo mai pensato! Ho sempre pensato che lui buonissimo, vuole salvarci a tutti i costi, viene, crepa per noi... ma che l abbia di fatto, non cesserà mai di stupirmi fino allo sgomento, fino a mettermi insomma una certa ironia, ma che sia proprio Dio uno che fa così? Era il dubbio dei beffardi, vi ricordate? Passavano sotto la croce dicevano: ma se sei Dio vieni giù! e quell altro che era messo peggio dei beffardi perché era inchiodato come lui e sapeva bene il turpiloquio è vero, imprecava e diceva: ma se sei figlio di Dio salva te stesso e noi Questa decisione di venire è una decisione sofferta. Il testo che ci ricorda di quella preghiera d agonia nell orto, lì c è no, se possibile passi da me questo calice, ma ricordate il testo degli Ebrei del venerdì santo, ricordate quello che facciamo, celebrare nella liturgia del venerdì santo, vi ricordate cosa dice no, egli nei giorni della sua vita terrena direbbe nella sua carne il testo e poi ci porta dentro della memoria dell orto, del giardino, di quella sera dell agonia, e dice che ha fatto forti grida e lacrime , forti grida e lacrime, non è niente di quello che noi vediamo nei santini di Gesù, ma ho provato anche ad osservare la settimana scorsa il mosaico, bellissimo, antichissimo, di San Marco, è composto, è tutto risolto. Ma invece quel testo della lettera agli Ebrei mette un grande squarcio, forti grida e lacrime , io adesso non voglio dirvi che la venuta di Gesù è la sua seconda, per carità, però c è dietro qualche cosa. Va bene, dice, ma questo a noi che cosa importa? Importa moltissimo. Importa moltissimo, perché? Perché di fatto, quello che ci dice secondo l apostolo ai romani è appunto questo fatto colossale, che, mentre eravamo da niente sbattuti via, Ninive, chi siete voi? Ninive, gente che vive con le bestie, come le bestie, non sapete distinguere la destra dalla sinistra, ma lui ci ha voluto bene e ha varcato il confine ed è venuto. Vi ricordate, era quello che non sopportava il vecchio cardinale, ... ...no, una volta, ogni tanto lo ricordavamo è vero quel vecchio cardinale che era il grande cardinale il presidente dell inquisizione, che, quando vede Gesù che davanti a quella cattedrale spagnola, resuscita dai morti una bambinetta, veniva fuori un funerale dalla cattedrale, e Gesù Cristo s era fatto prendere dalla curiosità e dice mah, vediamo, dopo qualche secolo che cosa è successo del vangelo e via, va giù in piazza, esce questo funerale, la bambina morta, la gente lo riconosce e gli va intorno e gli dice salvala! dai salvala! lui si fa prendere insomma, bagno di folla, insomma la salva, e resuscita la bambina e in quel momento passa il cardinale, vecchio, novantenne, ossuto, e vede, capisce tutto, lo riconosce, lo fa arrestare immediatamente e buttare nel fondo della prigione, poi di notte lo va a trovare, no, sapete, e lì c è un incontro tra il vecchio cardinale e Gesù Cristo, che di fatto è solo un lungo monologo del cardinale, furente, e dice adesso ti dico tutto quello che ho dentro e sostanzialmente lo accusa di aver rovinato tutto e di avere rovinato talmente tutte le cose da avere quasi strappato via la felicità dal cuore degli uomini, perchè dice vedi, le creature umane sono fatte in un certo modo sono semplici, loro sanno una cosa, che se fanno bene prendono un premio, vanno in paradiso per esempio, se fanno male vengono punite, vanno all inferno, c è una legge chiara per dire bisogna far così bisogna far cosà , è semplice no, lasciali camminare così! Tu hai rovinato tutto, che cos è questa storia del perdono, della misericordia, della salvezza. Qui ci devono stare quelli che fanno bene là ci devono stare quelli che fanno male. Che lettura fai tu di Ninive? Che cos è questa confusione? E ribadisce la sua decisione, domani ti faccio fuori! poi però non riesce a cavargli fuori una parola di bocca, l altro non dice una parola, lo guarda, con molta dolcezza, sorride, è una specie di Gesù Cristo un po indiano, furente se ne va, il vecchio e poi lo fa liberare, quindi è andata a finire bene non preoccupatevi. Si, dentro a Giona cioè a Gesù Cristo c è questo grande dramma... ... il grande dramma, che non è assolutamente ovvio, è che ci voglia bene. quello che il cardinale voleva, semplice, vuole bene a quelli buoni e punisce quelli cattivi, è vero, tant è che delle volte per renderci più semplici le cose, per farci qualche alibi di non leggere tutta questa bibbia, è vero, salta fuori qualcuno, puntuale, ah ma quella roba là del vecchio testamento, con questo Dio così cattivo... facciamo senza leggere... leggiamo tutto solo il vangelo, dove lui è buono.. e Ninive? E il povero Giona sbattuto a Ninive? E questa parola in esilio? E questa costrizione che Dio da a se stesso di buttarsi fuori, fuori. Fuori, perché ha bisogno di amare, fuori perché sono della povera gente. E la grande decisione che Dio ha preso, non si riesce a capire quando lo ha presa, ma pare di capire che è stata subito all inizio, c è questo dibattito eterno in Dio. Si forse si, forse è così, forse lui è come non dovrebbe essere, forse è per questo che noi crediamo in lui, perchè dovrebbe essere in un certo modo, che sarebbe quello giusto direbbe il vecchio cardinale con tutte quelle che hai combinato, basta! Invece no, invece c è questa seconda volta, che adesso però proviamo a leggere in un altra maniera la seconda volta. La seconda volta, seconda me vuol dire questo, almeno mi è parso di andar dentro in questa direzione, che lui vuol sempre avere l ultima parola, perché altrimenti le cose andrebbero così, che lui dice una parola, tè te ne freghi, finita, invece c è una seconda volta. Nella vita di tutti noi c è una seconda volta. Siccome Dio è come non dovrebbe essere, siccome è un Dio radicalmente trasgressivo, frequentante cattive compagnie, di fatto, questo nostro, carissimo, padre, decide che ci sia sempre una seconda volta. Vedete in fondo anche stamattina perché siamo qui? Siamo qui precisamente per questo. Perché in fondo il guaio del nostro cuore non sono tanto i guai che combiniamo, quanto la caduta della speranza no? no, per cui è singolarissimo alla prima cosa che dice Gesù Cristo entrando per la porta della chiesa di Sammartini, siamo poi tutti d accordo, soprattutto i più vecchi, perché, dice: il tempo è compiuto! è finita, eh dice si, finita , avevo avuto una bella occasione me la sono giocata a carte! finita? Finita, finita. Avevo una vita e l ho spesa male. Ieri abbiamo portato al cimitero la Cinzia, ... ... era evidente che si poteva dire è finita! mentre il diacono parlava io continuamente avvertivo questo inizio del testo di Giona di oggi, è una seconda volta! c è una seconda volta! è proprio vero, in una persona stupenda come lei, Dio è stato l iniziatore di questa grande seconda volta. La sua vita ha preso una svolta, e lei, meravigliosa, ha portato a pienezza tutti i dono di Dio, la seconda volta. Si può ricominciare? Si può ricominciare! Non è vero che è finita, nè per te, né per tuo figlio, né per te, si può sempre ricominciare. Il che vuol dire che si può sbagliare, santo cielo. Si può sbagliare? Si può sbagliare. Si può sbagliare perchè poi c è una seconda volta. Ma questo non è per dirvi che dovete esser