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Omelia di don Giovanni Nicolini
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Omelia di don Giovanni Nicolini
MARIO SAMARITANI
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Omelia di don Giovanni Nicolini
MARIO SAMARITANI
MARIO SAMARITANI
Omelia di don Giovanni Nicolini
Festa del battesimo del signore - 11 gennaio 1998
Mi sono accorto sempre di più mentre ci avvicinavamo alla domenica, che le sacre scritture di oggi, per la festa del battesimo del Signore, vogliono indicare in modo privileÜ
giato una grande festa popolare, una grande festa di tutto il popolo. Secondo questa domenica e la scelta che la madre chiesa fa delle parole divine per la nostra conversione e la nostra letizia, dobbiamo essere tutti molto lieti,
consolate, consolate, il mio popolo...
oggi si concludono dicevo le feste del natale, si inizia il cammino con il signore fino a Gerusalemme e alla sua Pasqua, la buona notizia di oggi è che tutto il popolo eccetto alcuni potenti, alcuni detentori del potere, tutti, sono nella possibilità di seguire Gesù. Avete fatto bene dunque a venire a ricevere oggi dal signore questo annunzio luminoso perché nessuno di voi deve dubitare per un istante di essere escluso da questo cammino affascinante di cose nuove. Evidentemente non posso nascondervi la mia consueta preoccupazione, che oggi sento più forte, cioè il fatto che qualcuno venga a messa con l
idea che non succeda niente, per me questo è motivo di grande dispiacere, anche perché prima di tutti voi io stesso ho dentro di me una persona cinica e beffarda che in fondo riesce a passare dentro tutti i grandi avvenimenti del signore sapendo che poi in fondo è anche in grado di tralasciarlo. Come possiamo osare noi a questo punto della nostra storia, sia che consideriamo la storia generale dei popoli delle nazioni, dei conflitti delle speranze, delle disperazioni, sia che consideriamo la nostra storia personale, a questo punto del nostro cammino, con questa personalità.... come possiamo pensare di ricevere oggi un .... nuovo, eppure sapete, poi di fatto ne afferriamo un frammento, ascoltiamo distrattamente per settimane, ma .....come questa è una porta che si apre,
esci, ricomincia ti aspetta una consolazione e ti aspetta un grido che non sia di rabbia ...fiume giordano... forse chi ha dato un
occhiata al testo prima di domenica forse si è accorto di una variazione del testo evangelico perché ho chiesto al diacono di non omettere i versetti che non erano previsti dal lezionario. Mi è sembrato molto importante che oggi potessimo ascoltare tutto intero il testo di Luca, che è molto particolare che contiene anche delle rappresentazioni tradizionali del battesimo del signore come quella che è davanti all
altare oggi e non è rappresentato così perché è imbarazzante quello che è successo. Ma innanzitutto cominciamo col ricordare quello che è andato assolutamente bene
avere il coraggio di ricominciare
e fa parte anche di mettersi davanti ai misteri della vita e di non aspettare più niente o perché si è tutto previsto o perché si è stati delusi da tutto, o perché si ha paura, di fatto non si aspetta più, invece il popolo che è a messa questa mattina, questo piccolo popolo nostro, è un popolo che è tutto in attesa, ha ricevuto tutto
la nostra vita
,e,a ,,,,, con questi guai combinati, ecc, con questa stanchezza, amo pensare di ricevere oggi in piena verità un compito ? Come sia possibile sperare in una maniera tutta nuova, tutta diversa da ieri? Ep è così, questa è la cosa più veranoi una pagina, seguiamo con noia una predica
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, viviamo una domenica accanto all
altra, ancora in fondo per molti aspetti tributari di una concezione del tempo che continua a mangiare se stesso e che circola sempre uguale in un vincolo che non si spezza, ma invece ogni domenica, e in particolare credo, una domenica come questa, è una porta che si apre, esci e comincia. Ognuno sa, lo stato del suo cuore e della sua storia, la esser
e sgridato, ma un grido di speranza, novità, forza. Tutto questo oggi ci viene detto alle rive del fiume giordano, i testi ,l lezionario. Mi è sembrato ,tanto ,,,, diversamente dalle altre memorie evangeliche qui tutti vanno da Giovanni, tutti pigliano da Giovanni una gran sgridata, a motivo di questa sgridata però, se vi ricordate fin dall
avvento, cominciano a fare a Giovanni delle domande,
che cosa possiamo fare?
, glielo domandano i pubblicani, anche i soldati,
e noi cosa possiamo fare?
, lui da a tutti un indirizzo, una strada, in maniera che il vangelo di questa mattina può proclamare in modo stupefacente che tutto il popolo ha ricevuto il battesimo di Giovanni, tutto, senza esclusioni. Un
immagine globale quindi, che raccoglie tutta la storia antica dei nostri padri e li mette tutti nello splendore dunque dell
alleanza antica, della legge, della parola, dei comandamenti, dei pentimenti, per continuamente ritornare con la propria coscienza e con il proprio pensiero coraggiosamente sui propri errori, avere il , insomma capite, quella specie di perseveranza che consente addirittura alla memoria evangelica
di Luca di dare inizio al brano che abbiamo ascoltato dicendo:
tutto questo piccolo popolo è in attesa
, abbiamo molto glorificato in questo nostro ultimo cammino, questo senso dell
attesa, fa parte di quella speranza e fa parte anche di quel modo nuovo insomma di mettersi davanti al mistero della vita, perché il rischio è quello di non aspettare più niente, o perché si è tutto pr
Omelia di don Giovanni Nicolini
Festa del battesimo del signore - 11 gennaio 1998
Mi sono accorto sempre di più mentre ci avvicinavamo alla domenica, che le sacre scritture di oggi, per la festa del battesimo del Signore, vogliono indicare in modo privilegiato una grande festa popolare, una grande festa di tutto il popolo. Secondo questa domenica e la scelta che la madre chiesa fa delle parole divine per la nostra conversione e la nostra letizia, dobbiamo essere tutti molto lieti,
consolate, consolate, il mio popolo...
oggi si concludono dicevo le feste del natale, si inizia il cammino con il signore fino a Gerusalemme e alla sua Pasqua, la buona notizia di oggi è che tutto il popolo eccetto alcuni potenti, alcuni detentori del potere, tutti, sono nella pevisto, o perché si è stati delusi , tutti hanno ricevuto il battesimo di Giovanni, come lo leggeremo noi oggi questo battesimo di Giovanni? E
il coraggio della propria vita ferita, il battesimo di Giovanni è questo. E? non fare della propria vita ferita un
occasione di mistificazione, per far finta di niente, di seppellimento ipocrita, di tentativo di dimenticanza assassina, un tentativo di censura perché è insopportabile pensarci, invece no, si tratta di avere il coraggio della propria vita, dei nostri limiti, delle nostre ferite, delle nostre malattie, dei nostri rimorsi, così come siamo, a me sembra che il vangelo di Giovanni sia proprio questa restituzione alla verità, di povera gente che ha bisogno di aspettarsi tutto da qualcun altro perché da sé non è capace; un popolo umile e modesto era previsto per la fine dei tempi da un altro profeta, e questa opera di purificazione è prima di tutto una specie di caduta di illusioni, di falsità, di mistificazioni, di bugie, che poi diventano tante aggressività psembra che il segno più fastidioso, secondo questa memoria evangelica, era la grande dissoluzione della carità, la grande dissoluzione del volersi bene, che aveva in qualche modo una specie di sua parabola maligna nel rapporto cattivo tra l
uomo e la donna, e lui continuava questo Giovanni Battista a dare a rompere le scatole ad Erode perché Erode si era preso come amante la moglie di suo fratello, e non si poteva fare così, non è bene spezzare il vincolo, non è bene turbare la pace dell
amore, non è bene f
ar prevalere la violenza sulla comunione d
amore, all
amore bisogna obbedire, anche patendo, ma bisogna accettare che l
amore, questa meravigliosa sinfonia ricca di dolore, si svolga in tutta la sua bellezza e in tutta la sua potenza, non si può turbare l
amore, invece la fragilità della nostra carne e l
inganno della vita, hanno fatto si che turbiamo l
amore, lo spezziamo, è per questo che la prima cosa che farà il Signore, e quei quattro gatti che erano venuti in terra santa la settimana scorsa saranno tutti contenti, cosa farà per prima cosa il Signore? Domenica prossima ci porta a cana, proprio per dire che la messa a contratto via di questa dissoluzione del volersi bene deve ricostruire un volto amante, nuziale, una festa di nozze, tutta la vita come una festa di nozze, lì ci porterà, nei prossimi giorni, domenica ci troviamo a Cana, c
è non molta strada da fare, beh, tutta la valle del Giordano, ma in corriera, bene, ci troveremo a Cana, e incomincerà così, sarà la prima tappa del nostro cammino, oggi, accorgersi che siccome lui è in mezzo a noi siamo diversi, vi è mai capitato? Quando una persona splendida viene in mezzo a noi, quando una persona buona ci dice parole buone, quando la memoria di una persona preziosa commuove i nostri cuori, ci sentiamo anche noi tutti cambiati. Ecco vedete questa assemblea che Giovanni con grandissima fedeltà e con grandissima forza ha riunito tutta insieme sul fiume, che è un posto importantissimo, perché vi ricordate dove vi ha portati, vi ha portati nel posto dove di fatto il popolo era entrato nella terra santa, quando erano arrivati dall
Egitto, la prima volta il mare si era aperto, là, il mare rosso, è vero, e poi l
ultima volta le acque si erano separate, il Giordano si era aperto, e l
arca di Dio era potuta entrare nelle acque e dietro tutta la gente, siamo entrati nella terra santa, oggi entriamo nella terra santa, le acque si aprono perché ci è entrato il Signore, l
arca di Dio, il Signore Gesù è entrato oggi nelle acque della storia e le acque si fermano, per lasciarci passare, dalla morte alla vita, dalla peregrinazione alla pace, e noi cominciamo a seguire questo più piccolo, dunque, ecco, ci accorgiamo di lui e accorgendoci di lui anche noi siamo fatti nuovi, consolate il mio popolo, gridate al suo cuore, incomincia oggi secondo la lettera di Tito una lunga pedagogia, eh, ci prende per mano, sbaglieremo un sacco di volte, lui ci insegnerà un sacco di cose bellissime, farà miracoli straordinari sotto i nostri occhi stupiti, avremo tutti una nota comune, che è la ricostruzione del tessuto dell
amore, l
uomo è stato creato per questo, ma la sua paura e la sua violenza strappano il tessuto dell
amore, stracciano la carità, ributtano ciascuno nella solitudine, ci mettono in competizione tra di noi e con Dio, verrà a ricostruire questo grande tessuto dell
amore, incomincia la grande tessitura, incomincia il grande cammino, tutti i filamenti preziosi, tutti elementi preziosi di questo tessuto nuovo, noi, noi, e quindi con una esigenza che fa sì che nel battesimo ci diamo un nome, perché lui ci possa chiamarci, dovrà chiamarci, anche noi ad unirci, in questa tessitura, questa storia straordinaria, per ora l
accorgersi tornando a casa, che tutto è diverso, perché? Perché c
è lui, è arrivato, Giovanni è diminuito lietamente come l
amico dello sposo, lo sposo ci prende per mano e ci porta fino alla pienezza del dono di sé.
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Uossibilità di seguire Gesù. Avete fatto bene dunque a venire a ricevere oggi dal signore questo annunzio luminoso perché nessuno di voi deve dubitare per un istante di essere escluso da questo cammino affascinante di cose nuove. Evidentemente non posso nascondervi la mia consueta preoccupazione, che oggi sento più forte, cioè il fatto che qualcuno venga a messa con l
idea che non succeda niente, per me questo è motivo di grande dispiacere, anche perché prima di tutti voi io stesso ho dentro di me una persona cinica e beffarda che in fondo riesce a passare dentro tutti i grandi avvenimenti del signore sapendo che poi in fondo è anche in grado di tralasciarlo. Come possiamo osare noi a questo punto della nostra storia, sia che consideriamo la storia generale dei popoli delle nazioni, dei conflitti delle speranze, delle disperazioni, sia che consideriamo la nostra storia personale, a questo punto del nostro cammino, con questa personalità.... come possiamo pensare di ricevere oggi un .... nuovo, eppure sapete, poi di fatto ne afferriamo un frammento, ascoltiamo distrattamente per settimane, ma .....come questa è una porta che si apre,
esci, ricomincia ti aspetta una consolazione e ti aspetta un grido che non sia di rabbia ...fiume giordano... forse chi ha dato un
occhiata al testo prima di domenica forse si è accorto di una variazione del testo evangelico perché ho chiesto al diacono di non omettere i versetti che non erano previsti dal lezionario. Mi è sembrato molto importante che oggi potessimo ascoltare tutto intero il testo di Luca, che è molto particolare che contiene anche delle rappresentazioni tradizionali del battesimo del signore come quella che è davanti all
altare oggi e non è rappresentato così perché è imbarazzante quello che è successo. Ma innanzitutto cominciamo col ricordare quello che è andato assolutamente bene
avere il coraggio di ricominciare
e fa parte anche di mettersi davanti ai misteri della vita e di non aspettare più niente o perché si è tutto previsto o perché si è stati delusi da tutto, o perché si ha paura, di fatto non si aspetta più, invece il popolo che è a messa questa mattina, questo piccolo popolo nostro, è un popolo che è tutto in attesa, ha ricevuto tutto
la nostra vita
,e,a ,,,,, con questi guai combinati, ecc, con questa stanchezza, amo pensare di ricevere oggi in piena verità un compito ? Come sia possibile sperare in una maniera tutta nuova, tutta diversa da ieri? Ep è così, questa è la cosa più veranoi una pagina, seguiamo con noia una predica
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PRIVATO
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SOMMVOCE
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INDVOCEPROPRIETADOC
ALFABETICO
ARABICOPRIMAMAIUSC CARDTESTO
FORMATOCARVALUTATESTO
MAIUSC
ESADEC
MINUSC
UNISCIFORMATO
ORDINALE
ORDTESTO
ROMANOTUTTOMAIUSC
ASS ARROTONDA
DEFINITO
FALSO
RESTO
MEDIACONTANUMERI
PRODOTTO
SEGNO
SOMMA
VERO
MARIO SAMARITANI
Omelia battesimo signore 11 gen 1998.doc
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altra, ancora in fondo per molti aspetti tributari di una concezione del tempo che continua a mangiare se stesso e che circola sempre uguale in un vincolo che non si spezza, ma invece ogni domenica, e in particolare credo, una domenica come questa, è una porta che si apre, esci e comincia. Ognuno sa, lo stato del suo cuore e della sua storia, la essere sgridato, ma un grido di speranza, novità, forza. Tutto questo oggi ci viene detto alle rive del fiume giordano, i testi ,l lezionario. Mi è sembrato ,tanto ,,,, diversamente dalle altre memorie evangeliche qui tutti vanno da Giovanni, tutti pigliano da Giovanni una gran sgridata, a motivo di questa sgridata però, se vi ricordate fin dall
avvento, cominciano a fare a Giovanni delle domande,
che cosa possiamo fare?
, glielo domandano i pubblicani, anche i soldati,
e noi cosa possiamo fare?
, lui da a tutti un indirizzo, una strada, in maniera che il vangelo di questa mattina può proclamare in modo stupefacente che tutto il popolo ha ricevuto il battesimo di Giovanni, tutto, senza esclusioni. Un
immagine globale quindi, che raccoglie tutta la storia antica dei nostri padri e li mette tutti nello splendore dunque dell
alleanza antica, della legge, della parola, dei comandamenti, dei pentimenti, per continuamente ritornare con la propria coscienza e con il proprio pensiero coraggiosamente sui propri errori, avere il , insomma capite, quella specie di perseveranza che consente addirittura alla memoria evangelica
di Luca di dare inizio al brano che abbiamo ascoltato dicendo:
tutto questo piccolo popolo è in attesa
, abbiamo molto glorificato in questo nostro ultimo cammino, questo senso dell
attesa, fa parte di quella speranza e fa parte anche di quel modo nuovo insomma di mettersi davanti al mistero della vita, perché il rischio è quello di non aspettare più niente, o perché si è tutto previsto, o perché si è stati delusi , tutti hanno ricevuto il battesimo di Giovanni, come lo leggeremo noi oggi questo battesimo di Giovanni? E
il coraggio della propria vita ferita, il battesimo di Giovanni è questo. E? non fare della propria vita ferita un
occasione di mistificazione, per far finta di niente, di seppellimento ipocrita, di tentativo di dimenticanza assassina, un tentativo di censura perché è insopportabile pensarci, invece no, si tratta di avere il coraggio della propria vita, dei nostri limiti, delle nostre ferite, delle nostre malattie, dei nostri rimorsi, così come siamo, a me sembra che il vangelo di Giovanni sia proprio questa restituzione alla verità, di povera gente che ha bisogno di aspettarsi tutto da qualcun altro perché da sé non è capace; un popolo umile e modesto era previsto per la fine dei tempi da un altro profeta, e questa opera di purificazione è prima di tutto una specie di caduta di illusioni, di falsità, di mistificazioni, di bugie, che poi diventano tante aggressività psembra che il segno più fastidioso, secondo questa memoria evangelica, era la grande dissoluzione della carità, la grande dissoluzione del volersi bene, che aveva in qualche modo una specie di sua parabola maligna nel rapporto cattivo tra l
uomo e la donna, e lui continuava questo Giovanni Battista a dare a rompere le scatole ad Erode perché Erode si era preso come amante la moglie di suo fratello, e non si poteva fare così, non è bene spezzare il vincolo, non è bene turbare la pace dell
amore, non è bene far prevalere la violenza sulla comunione d
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amore bisogna obbedire, anche patendo, ma bisogna accettare che l
amore, questa meravigliosa sinfonia ricca di dolore, si svolga in tutta la sua bellezza e in tutta la sua potenza, non si può turbare l
amore, invece la fragilità della nostra carne e l
inganno della vita, hanno fatto si che turbiamo l
amore, lo spezziamo, è per questo che la prima cosa che farà il Signore, e quei quattro gatti che erano venuti in terra santa la settimana scorsa saranno tutti contenti, cosa farà per prima cosa il Signore? Domenica prossima ci porta a cana, proprio per dire che la messa a contratto via di questa dissoluzione del volersi bene deve ricostruire un volto amante, nuziale, una festa di nozze, tutta la vita come una festa di nozze, lì ci porterà, nei prossimi giorni, domenica ci troviamo a Cana, c
è non molta strada da fare, beh, tutta la valle del Giordano, ma in corriera, bene, ci troveremo a Cana, e incomincerà così, sarà la prima tappa del nostro cammino, oggi, accorgersi che siccome lui è in mezzo a noi siamo diversi, vi è mai capitato? Quando una persona splendida viene in mezzo a noi, quando una persona buona ci dice parole buone, quando la memoria di una persona preziosa commuove i nostri cuori, ci sentiamo anche noi tutti cambiati. Ecco vedete questa assemblea che Giovanni con grandissima fedeltà e con grandissima forza ha riunito tutta insieme sul fiume, che è un posto importantissimo, perché vi ricordate dove vi ha portati, vi ha portati nel posto dove di fatto il popolo era entrato nella terra santa, quando erano arrivati dall
Egitto, la prima volta il mare si era aperto, là, il mare rosso, è vero, e poi l
ultima volta le acque si erano separate, il Giordano si era aperto, e l
arca di Dio era potuta entrare nelle acque e dietro tutta la gente, siamo entrati nella terra santa, oggi entriamo nella terra santa, le acque si aprono perché ci è entrato il Signore, l
arca di Dio, il Signore Gesù è entrato oggi nelle acque della storia e le acque si fermano, per lasciarci passare, dalla morte alla vita, dalla peregrinazione alla pace, e noi cominciamo a seguire questo più piccolo, dunque, ecco, ci accorgiamo di lui e accorgendoci di lui anche noi siamo fatti nuovi, consolate il mio popolo, gridate al suo cuore, incomincia oggi secondo la lettera di Tito una lunga pedagogia, eh, ci prende per mano, sbaglieremo un sacco di volte, lui ci insegnerà un sacco di cose bellissime, farà miracoli straordinari sotto i nostri occhi stupiti, avremo tutti una nota comune, che è la ricostruzione del tessuto dell
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uomo è stato creato per questo, ma la sua paura e la sua violenza strappano il tessuto dell
amore, stracciano la carità, ributtano ciascuno nella solitudine, ci mettono in competizione tra di noi e con Dio, verrà a ricostruire questo grande tessuto dell
amore, incomincia la grande tessitura, incomincia il grande cammino, tutti i filamenti preziosi, tutti elementi preziosi di questo tessuto nuovo, noi, noi, e quindi con una esigenza che fa sì che nel battesimo ci diamo un nome, perché lui ci possa chiamarci, dovrà chiamarci, anche noi ad unirci, in questa tessitura, questa storia straordinaria, per ora l
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è lui, è arrivato, Giovanni è diminuito lietamente come l
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erché ciascuno impaurito dalla necessità di dare la colpa a se stesso cerca sempre di incolpare qualcun altro e la vita diventa una grande rissa; Invece pace, c
è una pace dell
umiltà, per noi che siamo persone che il Signore ha abituato attraverso una storia durata molti secoli, a prendere il coraggio dei propri limiti, non ci giustifichiamo, non ci diciamo delle bugie, non ci mettiamo dei falsi ornamenti, ma siamo così, d
altra parte con la percezione anche profonda, buona, di essere nelle mani di Dio, eh, non è che abbiamo delle grandi, sublimi speranze, vero, ma però siamo nelle sue mani; cosa mi sembra molto importante, perché questa è il principio ed è il punto di incontro ed è l
avvitamento che il Signore fissa con la nostra vita, così come siamo, perché hai paura? Dio non ha paura di te così come sei, invece noi ci costruiamo sempre delle divinità molto deboli che non riescono a fare del bene che alle persone buone e brave, no, perché si spaventano dei nostri peccati, si spaventano dei nostri guai, ma sono degli dei notarili che sono capaci solo di mettere il timbro al fatto che siamo stati bravi, come quelli che tengono la bilancia per vedere da dove pende, ma non sanno modificare il peso della bilancia, invece il nostro Dio è capace, come sapete, di fare giustizia, noi ci fidiamo di questo, e quindi con cuore sempre più aperto stiamo imparando in questi anni a presentare con sempre più forza i nostri guai, personali, di famiglia, di pensiero, guai di salute, guai perché non siamo più capaci di pregare; ieri una vecchissima signora mi diceva
ma, mi spieghi perché non sono più capace di pregare
; cosa sarà mai, apri la finestra e di
sii benedetto!
, bona, eh, dico,
sa con l
età tutto si raccoglie in qualche cosa di essenziale
, è vero, eh, dice,
ma sa, prima, dicevo il rosario...
eh, si, troppo lungo, si ha ragione, si perde l
attenzione, bisogna concentrarsi
, è vero, povera gente, chi siamo? Povera gente, basta un piccolo sgarbo appena fuori dalla chiesa che subito il demone dell
orgoglio fa brutta tutta la giornata, povera gente; tutti però raccolti nell
amorevolezza misericordiosa del padre, tutto il popolo, tutti i popoli, poi c
è un ultimo che sta venendo avanti, sapete già chi c
è, chi è, ma non ditelo perché se no il giallo non funziona più, perché il vangelo di Luca è proprio un giallo, sta avvenendo che lui viene al battesimo, le memorie del vangelo ci dicono una cosa, che sicuramente è stato battezzato, però il vangelo secondo Luca oggi riferisce di un dramma che è successo, io sono venuto a questa conclusione provate anche voi a rileggere il vangelo e vedete cavate le stesse conclusioni, io ho l
impressione che sia successo così, che Gesù sia andato al Giordano,
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letture Isaia 40, 1-5. 9-11; Sal 103; Tt 2, 11-14; Lc 3, 15-16. 21- 22
1
ed effettivamente sia entrato nell
acqua e Giovanni sia riuscito a battezzarlo, ma in quell
istante, sono venuti ad arrestarlo; è arrivata la polizia di stato, e l
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ha preso su, per cui nello sgomento di tutto questo popolo battezzatoche è sulla riva del fiume, e mentre l
ultimo, il più piccolo, anche lui è stato battezzato, Giovanni con violenza, rapidamente viene portato via, sicchè la scena tradizionale del vangelo, nel testo di Luca è interrotta, finito così, Erode lo ha fatto arrestare, non ha sopportato che i presupposti e le sostanze di questo gesto che lui faceva al Giordano, dove tutto i popolo andava, se n
è andato lui in fila con quattro soldati due amanti e festa finita, non ha sopportato questo isolamento, non ha sopportato questo grande concorrere di tutto Israele intorno al suo Signore e ha fatto arrestare il colpevole, l
ha fermato; la gente rimane lì, che fare? Gesù sembra trovare una strada, unica memoria tra tutti gli evangeli, dice che Gesù si mette a pregare, e quindi lui l
ultimo battezzato, prega. E sono soli ormai, non c
è più Giovanni, mentre lui prega, lo Spirito Santo scende su di lui e la voce del Padre dice:
tu sei mio figlio
questo piccolo popolo trova la sua nuova guida, il suo nuovo pastore, il suo nuovo punto di riferimento, sono venuti tutti volentieri, rispondendo alla chiamata di Giovanni Battista, hanno accettato anche che li sgridasse, notate che mentre secondo il vangelo di Matteo ha sgridato gli scribi, è vero, i sommi sacerdoti, i farisei, quelli che erano venuti giù per darsi delle arie, è vero, e per fare l
ennesimo atto di devozione, così piglio un altro punteggio verso il paradiso, invece lui da una sgridata a tutti, poverini, erano arrivati lì e lui li aveva sgridati tutti, perché tutti abbiamo bisogno di essere sgridati, tutti siamo un pochino razza di vipere, tutti cerchiamo delle scorciatoie per mettere a posto i conti; però tutto il popolo aveva accettato questo, tutto il popolo aveva accettato la predicazione di Giovanni, tanto che ancora unico tra tutti i vangeli, il vangelo di Luca oggi ci ha detto che quello di Giovanni era veramente vangelo, dava veramente buone notizie, troppo grande perché il re crudele potesse sopportarlo e il re lo fa arrestare. Ma mentre quindi l
antica economia di Giovanni si congeda, Giovanni viene fatto prigioniero, e questa ........ della prigionia di Giovanni è anche una certa ... simbolica, perché, perché la legge antica radunava, pochi giorni fa ero con alcuni di voi vicino alla porta delle pecore, dove c
è quella grande piscina con cinque portici, dove si raccoglie sempre una grande quantità di malati, noi eravamo quella mattina in trecentocinquanta, tutti lì sotto i cinque portici, è vero, e c
ero io che sono 58 anni che cerco di saltare dentro nella piscina e non ci riuscivo poi sapete cosa è successo pochi giorni fa vicino alla porta delle pecore a Gerusalemme, si, è l
economia antica, dicevamo addirittura che quei cinque portici forse sono il simbolo dei cinque grandi libri della legge no, il Pentateuco, ecco, sotto questi libri della sapienza e della provvidenza di Dio si raccoglie la povera gente che accetta di essere povera gente, e3cco il battesimo di Giovanni, si rientra sotto il portico della legge, perché è meglio nel deserto vivere come una pianta, dice il salmo primo, che ha le radici infilate dentro nell
acqua, è meglio far così, per cui per l
antico Israele un uomo giusto non è uno che tutti i comandamenti di Dio riesce a starci dentro e la polizia non lo becca mai, no, forse è sempre messo in buca, ma lui però continua a star dentro nei comandamenti di Dio, come una pianta che tiene le radici sempre nell
acqua, così l
uomo giusto, secondo i nostri padri antichi, sta sempre dentro le parole del Signore, le parole del signore continuano a fargli vedere che è asino e cattivo, ma lui ci sta lo stesso, perché è meglio abitare nella casa del Signore, che nella reggia di un empio, così è il giusto di Israele, così sono quelli la raccolti alla porta delle pecore sotto gli atri, così è tutta questa gente al Giordano, così siamo noi questa mattina, pensateci così, noi siamo così questa mattina, questa gente che è arrivata di là, questa mattina però c
è un passaggio, l
avvertite che c
è un passaggio? Cioè comprendiamo con dolcezza che la vita non può più andare avanti con i comandamenti, perché con i comandamenti non ce la facciamo, non fare gli atti impuri, va a messa la domenica, non dire delle balle, non desiderare continuamente la moglie dell
altro, eh, così che tu devi sempre lottare, eh, però non ce la caviamo, è vero, abbiamo bisogno che ci sia qualche cosa che cambia, ecco la novità di questa festa sta per venire, perché c
ultimo di noi, l
ultimo arrivato in mezzo a noi, il più piccolo in mezzo a noi, quello che forse non doveva essere battezzato, ma che ha detto a Giovanni Battista, bisogna che adesso annientiamo l
ingiustizia, anche lui è andato dentro e addirittura forse sapete quel tempo interrotto per cui Giovanni Battista forse secondo questa memoria è vero certo ha visto lui che si immergeva nell
umiltà della nostra natura insieme a tutti quelli che dovevano confessare molti peccati, lui non ne ha, e qui c
è qualcuno che è talmente piccolo che è in mezzo a noi ma non ha da confessare dei peccati, perché nel suo corpo porta la passione di Cristo e quindi non può confessare dei peccati perché è tutto di Dio, perché Dio ha preso tutto possesso della sua carne innocente e fragile, c
è in mezzo a noi, uno, il Cristo di Dio, il figlio di Maria, che ha assunto la nostra carne, che si è messo dentro con noi, nostro parente, nostro figlio, addirittura quello che noi sgridiamo, no, perché le corriere stanno già partendo, e lui invece ancora deve arrivare, dai, muoviti, su che cominciamo, e alla mattina dovremmo cominciare la preghiera, insomma la cominciamo, questo arriva sempre in ritardo, cominciate, cominciate, e lui in quel momento è arrivato, per fortuna, è l
ultimo istante della storia, è l
ultima occasione, Giovanni Battista sta per essere portato via, l
antica economia sta per finire, è proprio il compimento dei tempi, abbiamo bisogno di uno, arriva, è arrivato, ed è stato battezzato, è nostro fratello, è il nostro bambino, è quello che è nato pochi giorni fa lo ricordate? E
quello al quale abbiamo portato i regali, il più fragile di tutti noi, si chiama Gesù, ma mentre siamo lì, lui comincia a darci questo esempio straordinario, comincia a pregare, che cosa vuol dire pregare? Pregare vuol dire una dire presenza, vuol dire che c
è qualcuno a cui vale la pena dire qualche cosa, cui vale la pena ascoltare, e quindi vale la pena parlarsi, ascoltarsi, pregare, è il segno di una ulteriorità della storia, se siamo qui fra di noi e non c
è nessun altro, se siamo qui fra di noi ma ognuno deve arrangiarsi con le sue forze, ah, c
è poco da pregare, ognuno deve arrangiarsi, il contrario del pregare è arrangiarsi, il contrario del pregare è la solitudine, il contrario del pregare, per cui alla fine ognuno, malgrado le apparenze, deve fare da sé, e se viene la sventura sei da solo, e quando si muore, si muore da soli, allora? Allora che fai? Allora preghiamo! E questo più piccolo fra di noi che è in mezzo a noi da questa mattina, perché è la festa del suo battesimo ed è arrivato anche lui, lui prega, perché? Perché è cominciata per i figli dei popoli una storia nuova per la quale attraverso di lui possono diventare figl
i di Dio, non solo, dietro il battesimo di Giovanni ce ne sta un altro, e siccome lui entra nel battesimo di Giovanni lui ci regala il suo, e siccome noi accettiamo di essere peccatori, ma lui accetta di venire a vivere tra i peccatori e li prende nella carne, noi in lui possiamo cominciare a dare un nome nuovo a Dio, possiamo cominciare a chiamarlo Padre, è nostro padre, e noi siamo figli suoi, incomincia una storia nuova, adesso si parte, si deve lasciare indietro tutto un mondo di ombre, di fatica, dove
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Omelia di don Giovanni Nicolini
MARIO SAMARITANI
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