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20180620-EsequieMassimoDessi-omelia-GiovanniNicolini-Dozza(14).mp3

Data: 20/06/2018

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Siete un po' troppi, quindi bisogna non tirarla lunga. La parola che abbiamo ascoltato è di fatto la scelta diretta, scegliendo semplicemente le parole che accompagnano il cammino quotidiano di questa piccola parrocchia di periferia che tenta di terminarle un po' nella legge del Signore, nella Sua parola e nel bacio del Suo amore. Mi sono rivisto vecchi appunti, marzo del 2000. E' un po' sperduto in questa parrocchia troppo grande per me rispetto alla mia parrocchina di campagna. E' un po' sperduto in questa parola. E' un po' sperduto in questo modo, e' un po' sperduto in questo modo, insieme a dilette ad alcuni amici, amiche, chiamati perché mi dessero una mano, perché mi indicassero qualche strada. e' un po' sperduto in questo modo, e' un po' sperduto in questo modo, e appunto in quelle vecchie notte ho ritrovato in questi giorni ancora il suo pensiero, che sostanzialmente diceva ma se vuoi fare qualche cosa per qualcuno non puoi che essere quel che sei, con i regali che il buon Dio ti avessi fatto e con tutte le tue miserie. E questo consiglio di Massimo mi è rimasto profondamente impresso. Me lo sono dato a riprendere qualche volta in tutti questi anni. ma questi giorni l'ho ritrovato. L'ho ritrovato appunto soprattutto perché due giorni fa, mi sembra tre giorni fa, la sua sposa mi disse ma dicono che è impedito da riconoscermi ma io sono certa che Lui che Lui mi riconosce. e poi è successo il Vangelo che abbiamo ascoltato e che è il Vangelo di questo giorno per noi. Anche questo scelto da diletta dice che Gesù entra nella casa di Pietro e c'è questa donna malata ha letto con la febbre e Lui il Signore le tocca la mano la febbre se ne va e lei si alza e lo serve. Per me quello che succede oggi è questo che il Signore è entrato gli ha toccato la mano e nella potenza della risurrezione di Cristo Massimo si alza e serve il Signore per sempre. Gli è donato nell'eternità quello che Lui ha compiuto nel tratto del suo cammino in questo mondo e tra noi. Con una diaconia cristiana tutta filtrata da una laicità sapiente che gli ha dato la possibilità di aprire una conversazione ampia con ogni condizione umana con ogni cultura con ogni vicenda fino al suo ingresso in questa passione troppo lunga di questi anni che mi sembra però il Signore non abbia abbandonato per cui ancora la parola che abbiamo ascoltato dal libro del Siracido è sempre indicata da diletta tra le parole che ascoltiamo nella nostra preghiera di oggi lo ricorda ricorda Massimo tra i grandi padri della fede e quindi Enoch e poi Abramo Mosè e lui e quindi certo come vedete l'emozione mal riduce un vecchio come non è ma però devo confessarvi che per me questo è un giorno di grande felicità e di grande riconoscenza quando stamattina ho letto che il Signore entra nella casa di Pietro e lo vede ecco Massimo è stato finalmente in modo profondo radicale visto dal Signore il Signore lo ha toccato e lui si è alzato perché qui sta l'interrogativo sublime e drammatico del gioco della vita e quindi anche chi di noi e io mi metto tra di loro non possa rendere grazie per una fede profonda tutti prendiamo atto di questa parola in fondo anche così povera e però così radicale nella sua esigenza il Signore con la sua mano lo tocca e lui si alza e da oggi entra nella grande diagonia del paradiso quella che lui ha umilmente servito esattivamente ha seguito con anche quel senso del limite che ha consentito a lui di essere sempre accogliente e accogliente con tutti nella diversità delle interpretazioni dello svolgimento della vita della fede non fede qualche cosa di profondo che dava la possibilità di sentire tutti come suoi umilmente e profondamente e quindi quello che stiamo celebrando in questo momento è una grande lezione di vita per ciascuno e per tutti e per mezzo di dire anche per quelli che non conosco direttamente il Signore ti vuole bene ti vede ti vede e così come sei pone la sua mano su di te perché sei importante perché non c'è nessuno che non è importante anche in questi giorni di profonda crisi e di grande decadenza della cultura del nostro paese proprio per una cultura della fraternità e dell'ospitalità che ha sempre caratterizzato il pensiero e l'azione di questo nostro fratello noi avvertiamo l'esigenza profonda di dire che ogni uomo è donna della terra qualunque sia la sua fede e la sua non fede qualunque sia il suo pensiero la sua appartenenza religiosa il suo pensiero politico la sua azione la sua vita morale è visto come figlio di Dio c'è una condizione profonda nobile divina che ci caratterizza siamo così e abbiamo il compito di comunicare la preziosità di questa appartenenza davvero a tutti massimo lo ha fatto con sapienza con semplicità con radicalità non bisogna scomunicare nessuno scomunicare è un grande sbaglio in questi giorni di crisi mi viene sempre in mente il maledetto luglio del 1949 e te non puoi sapere cos'è perché eri ancora ed è stato il giorno in cui la chiesa di Roma ha scomunicato tutti quelli che votavano comunista non i comunisti eh quelli che stupide lo zattare il campo con una retribuzione misera volevano stare un po' meglio ma noi con una complicazione di materialismo storico tutte cose con cui conversavo e ho conversato con lui li hanno scomunicati non odiatemi se vi dico ci fossero oggi ma lui c'è e c'è sempre stato con una concezione retta profonda assoluta della giustizia dalla preziosità di ogni vita umana del debito che tutti abbiamo l'uno verso l'altro di rendere umana la nostra vita questa vita che Dio ama e che molto spesso ha l'impressione di non essere voluta bene da nessuno con una corruzione ideologica che porta oggi a pensare che tanto non importa perché ognuno si arrangia ma come si fa a non essere voluti bene e come è possibile vivere non innamorati ci stupirà che un prese cattolico vivi una simile sciocchezza però francamente mi sembra irrinunciabile perché vivere senza innamoramento è insopportabile e massimo mi ha dato sempre la misura umile e profonda del suo grande voler bene e certamente qui da diletta ha avuto anche il suo impegno di essere voluto bene fino alla parola dell'altro ieri io sono sicura dice che mi riconosce chiediamo al Signore questa grande grazia di essere riconosciuti come figli e di riconoscere in ogni parola in ogni condizione della vita umana il figlio di Dio con un capovolgimento dell'etica tradizionale e razionale con un capovolgimento per il quale più uno fosse lontano più uno da Dio è cercato e amato certo lui questa esperienza non l'ha avuta perché ha avuto solo dei figli perfetti è vero ma il buon Dio dice che se tu hai tre figli i due funzionano e uno no così tu ti possono entrare nel gioco non c'è dubbio che quello un pochino fuori gioco va più cercato va più tenuto nel cuore va più amato con semplicità con sapienza con la parola ma anche con il silenzio Massimo ci ha fatto questo regalo che noi oggi chiediamo al Signore di potere e di sapere accogliere e custodire grazie a tutti grazie a tutti grazie a tutti