← Torna alla ricerca

XDomenicaTO_CorpusDomini-GiovanniNicolini-20120610.mp3

Data: 10/06/2012

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Allora chiedo scusa ai bambini, ma visto la folla che abbiamo intorno, oggi non dico niente a voi. E quindi voi portate un momento pazienza, perché io devo parlare con i miei amici più grandi. D'altra parte avete visto, avete provocato un'invasione. Io ho detto portiamo qualche panchina, perché sapevo che poi, come abbiamo ascoltato adesso dal Vangelo, quelli vanno da Gesù e gli dicono di mo' che vadano e che si procurino qualche cosa per conto loro. E siccome lui dice no, no, no, provvedete voi, provvedete voi. Allora gli ha fatto portare qualche panchina, ma successo scarso. Perché c'è un sacco di gente in piedi. Perché invece il Signore vuole che ce ne sia per tutti. Perché loro qui, questa mattina appunto, fanno la prima comunione. C'è sempre questo stupore, no, perché io non ho ancora capito niente. E tu dici, ma allora anche la Vittoria, anche la Giorgia, anche Alessandro, anche Luca, ma cosa hanno capito? Ma i regali non è detto che si devono poi capire. Si devono semplicemente ricevere. Ma se mai 65 anni l'avrei un po' capito sto regalo? Poco. Poco. Ma sembra però di aver capito una cosa, che è proprio quella che vorrei dire, comunicare. A partire da quel regalo lì, ho capito tutti i regali che avevo ricevuto prima, in pochissimi anni. Però, appunto, ero in quella situazione in cui si trovano i bambini, si trovavano. Forse quando veniva la guerra, io sono nato tre mesi prima che scopiasse la Seconda Guerra Mondiale, e quindi quei primi sette anni lì, cinque interi, li ho fatti senza il papà. Perché il papà era la guerra, e io ricordo quando lui è tornato, vedevo questo omotto che non conoscevo, che dava dei gran baci a mia mamma, ma diciamo, ma cosa c'entra lui poi? Anche perché, che sente il babbo, si dormiva nel lettone, invece quella sera lì, oh, ma caspita! E dopo però ho capito che regalo era stato, che era stato via in guerra, ma era tornato, e che per fortuna c'era, e c'era anche lui. E da lì ho capito una cosa che poi mi è sempre successa, e cioè appunto che la vita è tutto un regalo. E poi mi ricordo ancora la mia maestra di Seconda, un maestro di Terza, Quarta e Quinta, una tremenda professoressa di latino nelle scuole medie, una roba. Poi ho sempre fatto lo scout, poi ho studiato molto perché mi piaceva, e quindi vabbè, e però ho conosciuto tante persone, e via via sempre così, fino a stamattina. Regali, regali, la mia vita è stata tutta un regalo, e anche quando ho pensato, io non me lo merito, oh, all'ultimo momento mi hanno preso dentro, vieni anche te, non te lo meriti, ma però. E questo ve lo dico per dire che oggi noi qui facciamo la festa del regalo di Dio. Di questo Dio che si butta via decisamente, no? E vuole regalare tutto. E alla fine succede che regala se stesso. E però per capire i nostri piccoli amici cosa vuol dire che regala se stesso, abbiamo provato a dirgli, gli regala la vita. E la vita, come si fa? Ma anche te l'hai ricevuto il regalo della vita, vabbè. Perché tuo papà e tua mamma ti hanno regalato la vita, capisci? Ma te ci sei. E però dicevo prima della Messa che anche tu sei stato e sei un grande regalo per loro. festa del regalo. Ma se ne sarà per tutto, perché se troppo non era previsto, forse non ce ne è abbastanza. E con i discepoli diciamo, ascolta, ma abbiamo tre pani e due pesci, ma come si fa a dar da mangiare a tanta gente? E qui succede sempre un errore. E questo miracolo qui lo chiamano il miracolo della moltiplicazione dei pani. Ma non è mica vero sapete che ha fatto così? E il Vangelo non c'è scritto che ha moltiplicato i pani. No, no, no, no. C'è scritto un'altra cosa. C'è scritto che lui, quel pane lì, l'ha preso e l'ha fatto a pesce. E ha saputo di dire, basta, mica. Se ne sono ancora... Allora l'ha spacciato ancora di più. E quello lì è stato il miracolo bellissimo. Perché se moltiplicare non saremmo stati capaci. Ma invece, spezzare, siamo capaci, insomma. È vero? Per esempio, mia mamma è stata tremenda con noi. Ci ha tirato un pitone simpatocissimo, bestiale, che ho già raccontato che abbiamo scoperto una volta che venendo, noi siamo cinque, venendo da tutti i posti dove abitavamo, abitavamo, abbiamo fatto una gita in montagna ed è venuta su anche la nonna. Il donno non c'era già più, è venuta sulla nonna. Ma la nonna però, non è venuta a farla passeggiata. Lei è stragiù nella valle e noi via. Qui dopo succede il fonte orale verso le quattro del pomeriggio, non si può più scendere, bisogna fermarsi al rifugio. Uno di noi ha molti quattrini, non preoccupatevi, bene, non ci preoccupiamo, tutti lì fare una serata in rifugio. E ha le sere cinque fratelli che chiaccherano. le moglie e i mariti erano rimasti giù a far compagnia alla nonna e quindi eravamo proprio solo noi cinque. Oh, si è da chiaccherare la nostra vita, come è stata la nostra vita, il papà e la mamma, poi salta fuori, la mamma, e salta fuori una cosa, che lei, perversa, furbona, cosa aveva detto a ciascuno di noi per quanto su, io voglio bene a tutti i miei figli e poi più a bassa voce, ma a nessuno voglio bene come a te. E poi ognuno dei cinque credeva di essere il pochino. Dopo salta fuori, no ma guarda che l'ha detto anche a me, ah birbante, ma adesso quando scendiamo domattina gliela diamo noi alla vecchia. E c'è, beh ma si sembra, c'è raccontato una balla e lei ci ha fermato, capito niente, anche te che sei prete capisci niente. Beh, com'è la storia? Ma certo caro, perché? Perché una mamma, ogni suo figlio, lo deve amare in maniera prediletta. Ne avesse tre, ognuno, è prediletta, non si può, questo qui li amo così. ognuno è prezioso. Ora vedete qui, questa mattina in questa stanza, c'è tutta un'assemblea di prediletti, voi siete tutti prediletti. Allora, di questi qui che oggi si sono messi tutti i bellini, delle giacchine eleganti, ho messo su dei codini, ho visto, insomma, delle robe che non voglio troppo dire, ma me ne sono accorto, fiorellini bianchi qui e là, ovvero, quindi tutti dei lussi, è vero, e loro si capisce, ah, sono i prediletti. No, anche te sei un prediletto. Anch'io che sono un vecchio cancherone, sono un prediletto anch'io. E se tutti raccontiamo la nostra storia, bisogna che raccontiamo tutti una storia bellissima, capisci? Dove c'è andata Menone, e noi ne abbiamo combinati più di del soldo, ma lui ci ha voluto un gran bene. E dice, ma come ha fatto lui a volerti bene, che non lo si vede? Infatti il Vangelo dice, Dio nessuno l'ha mai visto. Ma e te allora dove l'hai visto? Ah, io l'ho visto attraverso gli occhi di mia madre. E a partire da lì l'ho visto attraverso tutto, perché adesso io lo vedo attraverso di lui, che Dio mi vuole bene. e quindi che tutta la vita è un regalo e ce n'è anche per sé. E dice, ma io però devo dirti una cosa, che io in queste robe che dici a te non ci credo proprio niente. Lo sai, non credo neanche nei radicchi, io proprio non ce l'ho quella roba lì. Ma certo, però, anche tu sei dentro questo mistero di bene. Sarà che forse Dio non c'è. Lo vuoi chiamare un bene misterioso? La tua storia meravigliosa, chiamiamola così, bene? Chiamiamola così. O questa mattina siamo venuti qui a ricordare con scopore la nostra meravigliosa storia e siamo venuti qui per il regalo che ci fanno loro a piccoletti che prendono per la prima volta questo regalo in maniera così diretta, precisa. E tutto il bene di Dio diventa nutrimento per loro. che nutre la vita perché tutti noi siamo stati nutriti dal bene che abbiamo ricevuto. Io ricordo sempre qui tante persone per me preziosissime che però hanno avuto una disgrazia nella loro vita e cioè che a un certo punto magari quando erano piccolini come i nostri piccolini per tante circostanze strane non sono stati voluti bene. E sempre volte mi è capitato nella mia vita che qualcuno mi ha dovuto dire non è che te questo fringuello lo pigli perché non lo vuole nessuno. E mi è capitato di dire sì dammelo a me dammelo a me e me lo sono preso. Oddio dopo piano piano mi sono accorto che ero mica capace di fare il papà la mamma il nonno e ora abbiamo cercato dei comignoli dove le ciccogne mettono i bambini sul tetto perché trovasse la famiglia e hanno trovato il papà la mamma qualcuno magari è rimasto un po' più attaccato è vero perché se uno non è voluto bene guarda ben che capolavori questi 17 che bravi gli avete voluto bene siete stati super bravi ma come avete fatto a volergli bene avete potuto volergli bene perché un sacco di gente vi è voluto bene e voi sapete che questa mattina noi siamo qui ma siamo qui in compagnia di tantissime persone che non ci sono più qui perché non sono più qui ma sono vicinissime a noi e senza di loro noi non ci saremmo e senza il bene che ci hanno fatto noi non saremmo in grado di accarezzare questi piccoli con il bene che gli vogliamo e quindi siamo già pigiati qui e molti in piedi ma siamo molti di più lo sapete che tutte le volte che si attacca la messa si suona la campana e se così la gente è avvisata ed è vero che è fatto per quello ma è fatto anche per un altro motivo è fatto per dire agli angeli oh noi cominciamo siete pronti perché sono un po' risardatari in paradiso ma no siete pronti che noi cominciamo perché quando noi cominciamo qui loro cominciano là tutti quelli che ci hanno voluto bene per una catena di bene che nei tempi nei luoghi nelle circostanze in modi stranissimi è arrivato fino a noi nell'eucaristia che loro ricevano c'è tutto questo bene perché il nostro non è un Dio che è stato là nelle nubi è un Dio che si è fatto carne sapete è un Dio che si chiama Gesù che aveva come me più bello del mio il naso le mani gli occhi che anche lui aveva fame aveva voglia di piangere faceva festa non aveva voglia di crepare era uno di noi ed era Dio ma da quando Dio è diventato uno come noi capite il gioco di Dio lo fate voi lo facciamo noi lo facciamo tra di noi volendoci bene questo mi pare sia il senso della festa dopo con noi ci spieghiamo a parte per capire anche noi un po' da piccoli qualche cosa ma adesso però è importante che lo capiamo noi noi vecchi noi grandi perché abbiamo contratto un debito di bene un debito di bene enorme c'è un sacco di gente che bisogna ringraziare no? c'è un sacco di gente alla quale magari questa sera si può fare una telefonatina e dirgli beh ma lo sai che ho trovato un prese matto che mi ha fatto capire che dovevo ricordarmi di te allora ti ho telefonato stasera quell'altro dice questo qui ha bevuto e invece no tu lo vorrei ringraziare perché hai scoperto che anche quella persona lì che non hai molto considerato ha fatto del grandissimo bene allora per tutto questo ringraziamo il Signore tiriamo avanti con la messa perché siamo fin troppo pigiati grazie a tutti grazie a tutti