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XXDomenicaTO-Giovanni_Nicolini-20120819.mp3

Data: 19/08/2012

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

pensavo in questi giorni che le parole che abbiamo adesso ascoltato sono in qualche modo il giudizio che io sento sulla mia vita e su come la mia vita è stata insomma come tempi quasi divisa a metà come tempi, come anni perché a proposito di questa fame, di questa fame del Vangelo di cui abbiamo ascoltato la prima parte della mia vita non è stata così ricordo che per me il rapporto con tutto tra le cose alle persone era in qualche modo riuscire ad afferrare a capire magari a conquistare e quindi mi sembrava che tutto l'importante fosse impadronirsi della realtà bisognava costruire la propria vita e che c'è la possibilità anche di costruirla la vita se capisci le cose, se fai bene anche in senso proprio positivo costruisci la tua vita finché non mi sono incontrato appunto con la parola di Dio è stato per me il grande cambio della mia vita o che non ci fosse ma lo sentivo come un tesoro da prendere da capire da vivere poi per una serie di circostanze anche forse del pensiero anche interiore mi ero laureato di cattiva voglia alla fine in filosofia e capivo che vabbè poi nel giro di un anno mi è caduto addosso a questo vaso di fiori in testa del pari prese e quindi ho cominciato ma tutto molto in ritardo e però lì in quegli anni c'è stata la scoperta per me che tutte le cose erano proprio rovesciate e che non ero io che ricco di capacità di volontà conquistavo le cose ma ero io povero affamato incerto peccatore che ricevevo cose nuove e penso che il capovolgimento della mia vita sia al pensare a una vita come una conquista al pensare alla vita come un dono adesso mentre io qui per la messa mi aspettavo un mio amico mendicante ecco ho pian piano capito che dovevo diventare un mendicante e dovevo ogni giorno chiedere chiedere come facevano i nostri padri nel deserto in queste domeniche abbiamo sentito di loro e delle loro anziche vicende bisognava camminare hanno camminato per 40 anni nel deserto bisognava però trovare qualche cosa da mangiare nel deserto non si trova ma al mattino potevano uscire dall'accampamento perché Dio aveva fatto scendere quella specie di farina vi ricordate ne abbiamo parlato e loro la raccoglievano dalla superficie del deserto e serviva era il cibo che serviva per un giorno è quello che noi ricordiamo nella preghiera che Gesù ci ha insegnato dacci oggi il nostro pane quotidiano e la mia vita è pian piano è stata trasformata sono ben lontano da questo poi voi mi conoscete sono un mascalzone ma però se adesso penso la mia vita penso la mia vita come la possibilità tutte le mattine di uscire nel deserto della mia vita dei miei pensieri e lì trovare il dono del Signore il suo Vangelo addirittura si potrebbe forse un po' esagerare dicendo che trovo Lui e quindi la mia fortuna la grande bellezza della mia vita è questo appuntamento che Lui ogni mattina mi fissa prima di tutto il resto il resto può una gran confusione ma lì ci troviamo e Lui lì mi nutre in questi giorni sono stati per me giorni un po' di preghiera però c'erano anche alcuni bambini piccoli e io osservavo che venivano nutriti ecco c'era una popola bambina che mangiava davanti a me seduta su una specie di seggiolone attaccato al tavolo e la sua mamma piano piano la nutriva e io dicevo vedi ecco è quello che adesso per fortuna capita anche a me e quello che il Signore ci sta dicendo è che appunto questa è la verità è stato un inganno pensare di avere la possibilità di capire tutto e di prendere tutto è stato un grande inganno e che a un certo punto mi dava l'impressione di avere niente in mano proprio come quando c'è della sabbia in mano che poi va via non riesci a trattare niente ma invece è cominciata questa bellezza di questo appuntamento d'amore per cui tutte le mattine appunto lui viene e mi nutre mi nutre di sé io non sono tanto bravo e poi a farmi nutrire mi scappa via la testa mi vengono altri pensieri sono distratto molte volte finisci questo appuntamento che adesso è abbastanza lungo perché posso prendermi il lusso di scarci un pochino proprio e dire ma proprio questa mattina niente allora dopo però quando è finita questa cosa scendo giù qui da basso e c'è la messa e allora quando vado a messa nei giorni feriali per fortuna non faccio io la predica la facciamo tutti insieme allora sarebbe come se anche tu dovessi dirmi qualche cosa del Vangelo che abbiamo ascoltato e anche tu mi dici qualche cosa una luce che ti ha lasciato un'impressione che ti ha dato per cui avendo magari ricevuto poco e male in quel primo appuntamento su di sopra tutto si arricchisce perché per fortuna mangiamo insieme e se ricordate ancora della manna quella farina che si trovava sul deserto un libro molto bello della Bibbia che è il libro della sapienza ricordando questo cibo che mangiavano i nostri antichi padri nella lunga camminata per arrivare alla terra promessa dice che questa manna questa farina era poi sempre la stessa ma ma si adattava al gusto di ciascuno per cui quando tu mi dici qualche cosa del Vangelo tu mi dici il sapore che il Vangelo ha nel tuo pensiero nella tua vita magari nel tuo dolore o nella tua esultanza e quindi attraverso di te la parola di Dio che è uguale per tutti prende un sapore che è diverso però dal mio e che quindi è regalo per me che si aggiunge ma se prima tu mi c'è stato un puntamento con lui e vi ha dato come quella bambina piccolina veniva nutrita adesso siamo insieme e allora spezziamo il pane insieme è vero il libro degli atti degli apostoli dice che i primi cristiani che erano tutti degli ebrei è vero andavano a fare le preghiere nel tempio però siccome avevano conosciuto il Signore poi andavano a casa loro ma non avevano le chiese andavano a casa loro e dice il testo degli atti che spezzavano con gioia il pane che voleva dire che dicevano la messa no? è un bel modo per dire che spezzavano il pane insieme con gioia con gioia perché se lo spezziamo insieme se non c'è uno solo che fa la predica è vero è molto più gustoso è molto più ricco è vero quindi io sono contento adesso di fare qui la mia parte non protesto diciamo però guai se non avessi dietro tutto questo nutrimento è vero ecco che cibo prezioso mi prepara il Signore non solo regalandomi il suo Vangelo ma regalandomelo insieme alla vicenda all'esperienza alla vita alla persona di coloro che con me fraternamente ogni giorno spezzano il pane con gioia perché questa fame di cui oggi ci parla Gesù è vero e dice che è la vita eterna e quando noi diciamo questa parola vita eterna ci viene sempre in mezzo il cimitero quindi la vita eterna non è una gran immagine è vero ma invece la vita eterna soprattutto nel Vangelo di Giovanni vuol dire un'altra cosa vuol dire non quella che c'è dopo la morte ma vuol dire quella che viene già adesso perché è la vita di Dio la vita eterna è la vita di Dio capite? e noi fin dal giorno del nostro battesimo siamo stati attaccati hanno messo un cordone umbilicale che è lo Spirito Santo in maniera che ognuno di noi è attaccato via e viene nutrito e adesso siccome ci si può nutrire di Dio si può fare la vita di Dio eh l'hai pazza per questa vita? ma non lo so provala eh è una vita da Dio si dice così magari è una vita da Dio come si dice è uno spettacolo da Dio che è un posto ha una bellezza da Dio è vero ecco la nostra è una vita da Dio perché è nutrita da Lui e fra di noi capite? abbiamo un banchetto meraviglioso puoi nutrirci siamo molto fortunati quindi abbiamo quindi una grande responsabilità eh sì eh sì perché con la ricetta della torta meravigliosa che tu hai e che sai far bene ma però bisogna che tu la faccia spezzare questa torta no? è vero e quando hai scoperto una ricetta eccezionale è vero per fare una una cena straordinaria inviti i tuoi figli e i tuoi amici perché hai piacere di comunicare la cosa meravigliosa che è arrivata a te eh perché il Vangelo ama comunicarsi è vero ama comunicarsi mi ricordo che anche nella vita di prima quando alla fine della settimana tornavo in treno da Milano verso la mia piccola città di provincia che è la più bella città del mondo passavo le due ore di tempo in treno a cercare di vedere come potevo raccontare ai miei amici io facevo lo scout ai miei amici del mio clan e loro raccontare le cose che avevo sentito alla lezione di un grande filosofo che mi faceva da professore e allora di che cosa pensavo? a come spezzare il pane eh perché se glielo davo così un panone intero di digesto professore di filosofia non si capisce un tubo ma diceva cose bellissime allora come fare? eh bisogna spezzarlo a pezzettini piccolini come vedevo che faceva la mamma con la sua piccola Teresa in questi giorni eh che le dava proprio quattro granini di riso è vero? era la porzione che le andava bene è vero? perché si adatta al gusto ma anche alla condizione di ciascuno vero? e quindi noi essendo insieme qui anche questa mattina abbiamo il dono e la fortuna di poter scambiare eh? il mio sogno sarebbe quindi che in questo momento che adesso stiamo vivendo così fosse una conversazione però ci sono altri spazi nella vita no? e la vita può e deve essere una grande conversazione dove alla tua parola aggiungi parola alla mia condizione di silenzio perché sto viaggiando un po' in un deserto tu con la tua parola fai fiorire anche il mio deserto e quindi questa cosa della fame che è una cosa bruttissima come la dicevo all'inizio della messa per tutta la gente è vero che ha troppa fame sapete qui il bardo che è un medico è un medico anche questo signore è un medico in pensione è un nostro nuovo parocchiano anche quel signore che suona la chitarra è un medico in pensione e ha fatto un po' il medico in Africa e lui si era molto specializzato per aiutare i bambini delutriti e c'erano delle mamme e facevano chilometri e chilometri decine di chilometri a piedi per portargli il loro bambino perché non è mica facile con un bambino denutrito non è che basta dargli da mangiare e l'è fatta ci sono tutti dei percorsi delle progressioni per rimetterlo dentro in un ciclo normale della sua vita ora però vedete questa cosa tremenda che è la fame per noi però è un elemento importantissimo costituzionale sarebbe bruttissimo il mondo se fossimo tutti gente che ha bisogno di niente e di nessuno è vero il primo pezzo della mia vita l'ho vissuto in questa illusione capito orribile proprio il sognare quindi un mondo in cui non ci fosse bisogno di niente ma è serribile invece per fortuna io ho bisogno di te è vero ho bisogno di te e quindi ho imparato a chiedere e poi mia mamma mi insegnava anche a chiedere sempre per piacere è vero poi sapete come sono i borghesotti e poi quando ti fanno qualche cosa cosa devi fare? ringraziare è vero per cui la vita è un meraviglioso scambio tra le nostre povertà perché non c'è nessuno che non ha bisogno di niente e però si scopre un'altra cosa e siccome abbiamo ricevuto non c'è nessuno che non ha qualcosa di bello e di buono da dare il mio amico è venuto a prendere due palanchine stamattina ma ha un sorriso super che mi fa invidia e lui me lo regala e quindi vedete la vita è attraverso il Vangelo questa grande conversazione d'amore questo grande scambio è legato a quello sapete il grande supremo comandamento della carità capirini perché? perché se si avessero messo al mondo poi lasciato lì in una culla non ci saremmo mica stamattina e invece da quel momento un sacco di gente si è occupata di noi ci ha nutrita ci ha nutrita qualche volta proprio con le tappe ma poi la maestra di scuola ma poi i scout ma poi gli amici della nostra vita i nostri amori è vero quanto ci hanno fatto crescere noi siamo il risultato di una mensa che è stata continuamente preparata per noi continuamente anche adesso continuamente mi raccontavo non so quel proverbio indiano che piace al vecchissimo cardinale malattissimo cardinale martini dice che ci sono quattro età della vita nella prima si deve imparare nella seconda si deve insegnare nella terza si deve tacere nella quarta si deve mendicare e lui dice io sono nella quarta è molto malato ho bisogno di tutti è vero e però penso che anche questa età della vita si intrecci e in fondo non potresti insegnare se non potessi contemporaneamente vendicare che ricevere qualche cosa tutta questa bella roba non si paga è tutto dono è tutto dono è stato quello che l'angelo entrando nella casa della ragazza di Nazare ne ha subito dovuto dire perché lui ha suonato il campanello lei ha aperto la porta come l'ha vista quasi un angelo che cade tramortito perché l'ha vista così bella così super eh che ha detto ti saluto pieno di grazia cosa vuol dire pieno di grazia vuol dire pieno di regali grazia è una roba gratis eh dopo è diventato una parola difficile nella teologia ma in realtà vuol dire così lui l'ha vista ma cascafina ma sei pieno di regaloni fino alle orecchie eh non le ha detto mica che sei brava eh le ha detto sei pieno di grazia sei pieno di regali sei bellissima perché hai ricevuto moltissimi eh è questa capite è la vicenda di ciascuno di noi di ciascuno di noi ed è la strada che bisogna far percorrere perché è perché anche voi conoscerete qualcuno e anch'io conosco qualcuno che di queste bellezze ne ha ricevute poche e allora la sua vita è più difficile e allora la sua vita riesca di essere più violenta e invece noi no perché siamo ricchissimi nella nostra povertà perché Dio ha sempre avuto misericordia di noi e ha mandato sempre qualcuno a nutrirci allora la vita viene questa mattina scritta in questa maniera si tratta adesso per un momento prima di entrare nella preghiera dei fedeli di recuperare la storia di questa mensa ricca della nostra vita ognuno fa il suo percorso di memoria in maniera di invitare a questa cena un sacco di gente molti sono ancora al mondo molti sono già in paradiso ma quando si prega si prega tutti insieme terra e gente si prega tutti insieme sapete che le campane si suonano per avvertire che tra un quarto d'ora ce l'ha messa ma si suonano anche per avvertire gli angeli a dire siete pronti noi cominciamo perché tutte le volte che l'assemblea della terra celebra il mistero della bontà di Dio il cielo si unisce alla liturgia della terra in questo momento noi celebriamo la messa insieme siamo tutti uniti buoni e cattivi vivi e risorti tutti insieme alla stessa città allora ci ringraziamo di tutto io ti ringrazio ci ringraziamo reciprocamente perché inspiegabilmente senza nessun nostro merito Dio ha avuto misericordia di noi e si è chinato su di noi con pazienza con tenerezza e con infinita bontà grazie a tutti grazie a tutti grazie a tutti grazie a tutti