← Torna alla ricerca

XXIXDomenicaTO-Giovanni_Nicolini-20121021.mp3

Data: 21/10/2012

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Ecco, il Signore ci tiene innanzitutto a ricordarci ancora una volta che non c'è nessuna ormai disgrazia al mondo o cosa sbagliata al mondo e anche cosa sbagliata in ciascuno di noi o tristezza o paura o cattiveria combinata che non possa essere recuperata. Non c'è più nessun male che possa fermare la misericordia di Dio. Questo Gesù è venuto a salvare tutta l'umanità e quindi ogni vita umana è misteriosamente protetta da Lui. Non è che noi siamo qui esposti al rischio di finire male. E Lui come ha fatto per fare questa operazione? E Lui ha fatto così. È diventato uno di noi. È diventato un bambino che poi è cresciuto. È vero che è questo Gesù. È vero che è al cuore della nostra fede. E poi in quel poco tempo che Lui è stato con noi, Lui ci cosa ha fatto? Si è buttato dentro a tutta la storia dell'umanità. Fino a diventare proprio non solamente uno di noi, ma addirittura il più in basso di tutti noi. Com'è finito? È finito giustiziato di un supplizio che l'impero romano riservava ai mascalzoni peggiori in mezzo a due mascalzoni ed è finito così. È vero? Ed era Dio però. Ed è Dio. Quindi Lui che cosa ha fatto? Per salvare tutti è venuto a prenderci tutti. Per prenderci è dovuto andare giù, giù. Per esempio per prendere me ha dovuto fare delle scivolate perché a lei che sono sempre giù in fondo. E allora Lui viene giù e mi ripensa. Se Lui non facesse questa roba di venire giù io sarei sotto e basta. Sarei tagliato fuori. Invece il Signore è venuto a condividere tutta la fragilità e tutta la povertà della nostra condizione. È vero? Provate a fare questo esercizio. Voi camminate per Bologna. A un certo punto vedete una persona che vi sembra evidentemente in una condizione molto difficile. Magari viene da dire io proprio non ce la farei una vita così. Non ci riuscirei. Ebbene, in quel momento però pensate alla carezza di Dio che è accanto a Lui e su di Lui. E anche quando sentiamo dire anche di grandi cattiverie, di grandi violenze, è bisogno avere questo coraggio del pensiero. E quindi pensare che non c'è nessuno però che sia abbandonato anche nella sua cattiveria. Ma siccome anche lui è amato da Dio, Dio lo sta cercando. E Dio sta andando dentro alle strade della sua povertà e della sua cattiveria per poter prendere per mano anche lui. Quindi capite, noi siamo qui tutti intorno a un Dio che si è fatto molto piccolo e molto povero. Questi bambini, queste bambine che oggi vengono battenzate, sono un segno bellissimo della fede. Perché? Perché sono tutte e tre addosso piccoline, avete visto insomma. Ebbene, il Signore prende oggi la strada con loro, capite? Si fa piccolo insieme con loro, si fa intimo a loro, al loro pensiero, al loro respiro, alla loro vita, alle loro gioie, ai loro pianti. E cammina con loro, però per andare con loro verso la casa del Padre dove tutti andiamo, no? Perché sapete che questa salvezza di Gesù è stata di venirci a prendere nelle buche dove noi siamo caduti o ci siamo cacciati, ci prende per mano e dove ci porta questo qua. Perché la vita, ce lo diciamo sempre, sembra che finisca con la morte e invece lui, è vero, ha incominciato un'altra strada. Per cui ci prende da tutte le nostre cose bruttissime di morte e ci porta pian piano con dolcezza fino alla bellezza della vita nella casa di nostro Padre. Non stiamo camminando verso la morte, stiamo tutti camminando verso la vita, verso la pienezza della vita, verso la totale pace e legittima della vita, verso la gioia piena del nostro volerci bene. Questa è la strada che stiamo facendo. E tutti la devono percorrere. Secondo il desiderio di nostro Padre tutti ci devono arrivare. Vediamo se c'è qualcuno che proprio lui non ce la cava a prenderlo. Però a me pare che sia così bravo andare a cercare tutti che mi sembra molto probabile che proprio ci ritroveremo tutti. È vero? E troveremo anche delle persone molto strane, che qui sono parce molto strane. Ma lui ha trovato anche per loro la strada per entrare nel loro cuore e per convincerli a fare un po' di strada con lui. Allora, che cosa è successo da quel momento lì? È successo che quella roba lì che ha fatto lui per noi, diventa quello che lui però chiede a ciascuno di noi. Per esempio, un papà e una mamma hanno dei bambini. Questi signori che sono qui con me, è vero, nella prima bancata, hanno avuto questo regalo enorme. E che cosa fanno adesso, adesso, quando finisce la messa in casa a casa? Ah, oh, c'è un gran compito, eh? Per mano, prenderli per mano, tenerli per mano. La solita raccomandazione che faccio in questi giorni, in queste occasioni, spacciucchiarli molto, fargli molte carette, molti complimenti, dirgli molte volte ti voglio bene, ti voglio bene. Perché siccome ci saranno i momenti in cui dovrete chiedergli anche delle cose un po' più difficili e anche un po' ghignose, per esempio, che bisogna andare a scuola, che bisogna sopportare la maestra, è vero che non si deve trattare male il compagno di scuola. Gli dovrete chiedere delle cose difficili, gliele potrete chiedere solo se prima gli avete voluto molto bene. E quindi, è vero, dovrete volerli molto bene. E questo voler bene è il nostro impegno di tutti, capisci? Per esempio, se è capitato un parroco sciagurato, come sono io, non devi darmi delle manganellate in testa, mi devi aiutare. Magari vieni a sgridare. Qualcuno mi viene un po' a sgridare, Giovanni si può mica andare avanti così, eh? E mi sgride un po', a poi mi prende per mano. È vero? Perché il compito di tutti noi è quello di cercarci l'un l'altro e prenderci per mano, perché questo è quello che vuole nostro padre. Nostro padre non è d'accordo quando noi ci condanniamo, quando diciamo, tu non hai diritto a stare qui, o addirittura prendiamo uno e lo cacciamo nel carcere della doccia, pigliamo un altro e lo buttiamo fuori dalla chiesa. È vero? Decidiamo di fare una guerra perché quelli là sono cattivi. Facciamo la gara a chi riesce ad essere più forte per mettere più sotto l'altro. Sono delle gare che a Dio non piacciono, perché lui ci tiene che ci siamo tutti. Allora per fare questo cosa faccio? Lui tiene sempre per i più piccoli, per i più fuori gioco, capite? È quello che ha chiesto a noi. Allora tutto questo che cosa c'entra? C'entra perché nel Vangelo ci sono questi due che sono grandi amici di Gesù, Giacomo e Giovanni. Sono un po' dei cocchini di Gesù. Giovanni in particolare, tutto sempre, tra l'altro meglio degli altri che ha fastidio un po', è vero? Io mi chiamo Giovanni, sono un cocchino anch'io. E' vero bene? Allora loro, siccome lui ha appena detto, sapete adesso dobbiamo andare a Gerusalemme, mi fanno la pelle, però poi risorgerò, allora vanno lì e gli dicono, oh, vogliamo chiederti una cosa, beh, che quando andrai a finir bene ci siamo anche noi, anzi vogliamo essere di più ai cini, a godersela per sempre, tutta la bellezza, è vero che sarà di là. E lui, abbastanza gentilmente, gli dice, beh, quello lì lo vedremo, poi non sono io che decide, c'è il papà, c'è un che decide tutti i posti, io non so niente dei posti in paradiso. Però adesso, quello che conta, lui gli dice, è quello che adesso c'è da fare sulla terra. Perché il Vangelo non è una roba che riguarda il paradiso. Del paradiso ci c'è niente. Vi ho raccontato altre volte, per esempio, che mio papà aveva molti dubbi sul paradiso, non perché non ci fosse, ma lui aveva paura di stufarsi. Dice, ma andiamo in paradiso, cosa facciamo? A dire, stiamo seduti su una nuvola per tutta l'eternità, ma dai, ah no, voi preti dite che staremo là per tutta l'eternità a guardare la Santissima Trinità. Dio, ma sempre, sempre, ma ho paura di stufarmi, è vero. Perché nel paradiso si sa poco, si sa che sarà benone, sarà bellissimo, che ci vorremmo tutti bene, ma si va po' a quella. Invece il Vangelo è tutto per dire sulla terra, che l'importante per noi adesso è la terra, dopo vedremo, ci dovrà qualcun altro. Adesso l'interessante, l'impresa di oggi è sulla terra. Per esempio, hai nel cuore sicuramente qualche persona che è irrimediabilmente lontana, perché sta male, perché è triste, perché ha preso una strada sua e è partito, perché tu gli hai detto una parola che non era giusta e adesso lui non riesce più a stare con te. È vero, siamo tutti affollati di voci, di persone, di situazioni. Dove ci viene da dire in questo momento? No, bisogna che ci vada, bisogna che ci vada, bisogna che dica quella parola, bisogna che chieda scusa, bisogna che lo vada a trovare. È vero, bisogna andarla a trovare. e c'è sempre quell'anna, è quell'anna che hanno operato due settimane fa, ma non va a niente bene. È sempre piccolissima, adesso il problema che era del cuore, è andato nel fegato, e quindi sto papà e sto mamma, sono sempre lì, un po' pianucolando, vicino a questa piccolina, è anche un posto difficilissimo, al Sant'Orsola, e come si fa? Allora, ogni tanto ti faccio vivo, una telefonatina, un passaggio, e insomma, bisogna tenerli per mano, questi amici, perché hanno una prova molto difficile nella loro vita. Ora, vedete, quello che il Vangelo ci chiede questa mattina, siccome io adesso voglio chiedergli ma cos'è questa fede, vi dicevo all'inizio che dobbiamo fare l'anno della fede, ecco, una prima risposta è questa qua. La fede è che siamo venuti a sapere che siamo tutti di un'unica famiglia, e c'è un unico papà, e che sto fratello che è venuto a trovarci è venuto per dirci che invece di farci del male bisogna farci del bene. E quindi abbiamo tutti un sacco da fare, adesso bisogna che la messa finisca perché dobbiamo scappare a casa, perché? A fare un sacco di bene, perché c'è un sacco di gente che aspetta il tuo bene e che grandirà moltissimo il tuo sorriso, la tua parola, la tua carenza. È vero? Allora, questo è il nostro grande impegno adesso. Quando lui dice ma voi potete bere il calice che io devo bere? Cos'è questo calice? Adesso fra un po' lo vedremo. È il calice che dice un sacrificio d'amore. È vero? E qui ci sono delle persone bravissime, non le nomino perché sennò vanno tutte in spocchi e che si danno delle ari, ma qui ci sono delle persone straordinarie, sapete? Se ci state attenti ve ne accorgete, delle persone che proprio la loro vita continuano a regalarla, continuano a regalarla, non la tengono per sé, sapete? E questa è la cosa che oggi il Vangelo ci dice, che il bello della vita è dare la vita. Sicuramente non è toglierla agli altri, ma non è neanche vivere la propria vita tutti chiusi lì. È vero? Quella lì è una roba che io chiamo la teologia delle sardine in scatola. Uno sta sempre lì e si conserva, si conserva, però c'è la data di scadenza, a un certo punto scaduta. Invece di conservarsi, è bello spendersi, è bello spendersi, no? È vero, se loro fossero rimasti chiusi nelle loro case con i loro bambini, non ci avrebbero dato la gioia oggi delle vostre bambine qui per il battesimo, ma anche loro sarebbero rimasti, mi pare, senza l'affetto che noi desideriamo portare a loro e a queste piccole che oggi entrano nella pienezza della vita di Dio. E quindi incontrarsi per farsi del bene è già un atto di fede. L'è bellissimo che sia così. Perché è bellissimo? Perché c'è qualcuno che dice che non crede neanche nei radicchi, però vuole bene. Ah! Ah! Allora, quelli che sono battezzati sicuramente ricevano il dono del battesimo e quelli che non sono battezzati sono figli di Dio. Insomma, è vero? Per esempio, sto pensando in questi giorni ai nostri fratelli, amici musulmani. Beh, fanno un sacco di bene e ci aiutano moltissimo per il Vangelo. E sapete perché? Perché noi del Vangelo ci siamo un po' dimenticati. loro molto spesso del loro libro santo si ricordano molto. Oh, passo per strada e trovo uno che sta aggiustando il pavimento della strada ma siccome è l'ora della preghiera ha messo giù sul bordo della strada un tappetino e sta facendo la sua preghiera. E io mi dico e c'è vecchio prestaggio avrete il coraggio di prendere un tappetino e metterlo lì in via maggiore a fare le preghiere no, se fai vergogna direi che ognuno e quello lì mi fa pensare mi aiuta vedete? Cioè la fede è più grande di quello che proprio si verifica perché oggi le tre bambine le dobbiamo scrivere sul registro e quelli che non sono nel registro sono nel registro di Dio sono figli di Dio anche loro e riceviamo del grande bene a gente che dice di non avere nessuna fede di avere una fede diversa e noi avvertiamo che anche con loro bisogna stabilire una familiarità si capisce che noi diciamo fortunati come noi non ce n'è certo perché riceviamo buone notizie per esempio quello che dicevo prima che noi pensiamo che adesso piano piano andremo al cimitero e invece ci dicono ma neanche per sogno andiamo alla casa del padre e beh è un certo vantaggio per vivere un po' medio è vero quindi noi certo che dei vantaggi ne abbiamo questo però ci dà dei doveri ancora più grandi è vero ma aspetto che domani i vostri colleghi di ufficio saranno tutti stupiti e diranno ma cosa gli è successo quello lì che mi ha salutato come un sorrisino e di solito non mi guarda neanche in ghiglia è vero e anche quel nostro collega antipatico che ci sembrava non un umano ma un marziano domani ci accorgeremo che ha gli occhi le mani e anche a lui piacciono le ferie e vuole bene la sua moglie e quindi siamo presso poco uguali anzi siamo proprio fratelli la fede dunque è questo riconoscere l'opportunità di comunicare a tutti quello che le bambine questa mattina adesso ricevono per il dono di Dio di Dio di Dio di Dio di Dio di Dio