Ecco, appunto la vita è una camminata, tenete presente questo. E teniamo presente anche di un altro fatto, e cioè che da soli e con le nostre forze non ce la facciamo. Ci incontriamo stamattina in quel testo del primo libro d'era, ecco, in un momento difficile del profeta, e quindi addirittura con una sua certa rassegnazione, quasi desiderio, che sia finito. Perché il cammino ha le sue difficoltà. Soprattutto se arriviamo subito a precisare che per quello che ascoltiamo questa mattina dalla parola di Dio, mi sembra abbastanza evidente che il cammino è quello dell'amore. E questa è la strada che lui ci ha concesso di camminare, di percorrere. E perché che la vita sia una strada, insomma, non è stato solamente il Vangelo, è solamente la tradizione spirituale e culturale degli ebrei, a dircelo. Anche se forse potremmo anche spendere un po' di tempo per constatare ancora una volta l'assoluta originalità di pensiero, di sapienza di questo piccolo popolo di pastori. Una cultura eccezionale, ecco, in un certo modo. Però, insomma, concepire la vita come una strada, ecco. È solo che Dio ci ha fatti in un modo strano, che adesso non stiamo a ricordare ancora, ma tante volte abbiamo pensato un po' al testo della creazione, e facendoci in questo modo strano ci ha insegnato qual è il senso della vita. È l'obiettivo, l'obiettivo interessante. Tutti i resti sono inganni, eh? Pericolosi anche qualcuno, che rischiano di contrapporsi. Ed è per questo che è molto importante che il Vangelo, insomma, che tutto il Nuovo Testamento, diciamo così, il Signore Gesù abbia con forza specificato, qualificato, il mistero della vita. È l'amore. E Dio è amore. E il senso della nostra vita è questo. È importantissimo questo. Riproporcelo incessantemente. Un po' sconfitti evidentemente, no? Però bisogna dire che più sconfitti, oggi la parola mette in evidenza un'altra cosa molto importante. E cioè che siccome questa strada è troppo grande, troppo bella, da soli non si può. Non ci se la fa. E quell'angelo che insegue Elia in fuga, e lo sveglia quando lui è proprio mezzo morto, abbandonato, sconfitto, e dice dai, dai, dai, dai, alzati e mangia. È molto importante. Da soli non si può, c'è bisogno di un cibo speciale. Quel cibo speciale lì è ancora l'amore, capito? È ancora l'amore. Lui ci nutre di amore perché se la caviamo andrà a verti. E se la caviamo ad arrivare a quell'obiettivo per cui alla fine tutto sarà semplicemente l'amore. Sapete, recentemente, per dover fare delle chiacchiere in piazza, mi è capitato di osservare un po' testo biblico, dove si dice che la prima cosa che Dio ha creato è stata la luce. Al versetto 3 di Genesi, prima c'è caos, buio, eccetera, e dice, Dio disse sì alla luce, e la luce fu. La prima cosa è creata. Se si va all'ultima pagina della Bibbia, in fondo alla Bibbia, alla fine del libro dell'Apocalisse, si fa una scoperta un po' strana a proposito di questa luce, perché dice che nella Gerusalemme del cielo, che è il punto d'arrivo di tutto, di tutta la creazione, di tutta la storia, in quella Gerusalemme là non ci sarà più bisogno né della luce del sole, né della luce della luna, perché? Perché dice, intanto in mezzo alla città c'è l'agnello, l'agnello sapete che è Cristo, insomma, è la figura di Gesù, ed è la figura del Cristo nella sua radicale offerta d'amore. Dunque, perché non ci sarà più bisogno della luce del sole e della luce della luna? Perché ci sarà in pienezza la luce dell'amore. Lui è venuto a celebrare in mezzo a noi, in maniera sfolgorante, l'amore di Dio, eh? L'amore di Dio è Dio che regala la sua vita perché tutti possano avere la luce del suo amore, è questo regalo più forte di ogni ombra, più forte di ogni peccato, più forte di ogni male, e quindi assolutamente necessario per tutti. Dice, ma di tutti quelli che non sono qui con noi, siamo i quattro gatti questa mattina, e in ogni caso, i moltissimi, insomma, no? Che non hanno la possibilità neanche di un incontro come quello che abbiamo anche noi oggi, il regalo di poter fare per Dio, come fanno? Ah, l'amore, l'amore, l'amore. Dio l'amore lo regala tutti, eh? Non c'è nessuno che resti privo di questo amore. Anzi, se avete vicino qualche persona che sembra essere un po' lontana, per esempio, dalla fede di Gesù, provate a osservare con attenzione affettuosa quanto Dio invece gli avvicina, gli avvicino perché gli vuol bene, e quanto Dio sollecita a voi come suoi alleati, mi raccomando, quelli non credono neanche dei radici, tu vogli rivedere, eh? Perché il mistero dell'amore è al di sopra e al di là di tutto, capito? E al di là anche della bontà della vita. Proviamo a dirlo anche questo, è vero, speriamo che nessuno sarà, e si capisce, dice, ma se uno ne fa i cotte di crude, beh, ma lo sai, Dio gli vuole bene. È un problema delicato, questo, è vero, è un problema delicato, perché se noi guardiamo, è vero, com'è la nostra vita, e ci viene da dire, oddio, sono proprio giù dal verso, non funziona, finirò male, finirò male, e invece non finirai male, e neanche io finirò male, penso, perché? Perché il Signore ci ama, e sapete che l'amore è il giudizio più severo che ci sia, eh? Anche voi avete sicuramente delle grandi esperienze dell'amore, ebbene, voi potete scoprire adesso che l'amore è il giudizio più severo che ci sia, ah, è davvero, eh? per un po' possiamo partire da dire, ma tanto mi vuol bene lo stesso, ah, ma se le cose vanno avanti il problema diventa molto grosso, molto grosso, e le persone che hanno avuto più autorità nella mia vita sono state le persone che malgrado quel che io sono, malgrado quello che io combinavo, loro mi volevano ancora e sempre di più bene, eh? La più grande energia che ci sia, la più grande, è una energia così forte che molte volte scopriamo l'amore delle persone quando certe persone non ci sono più neanche in questo mondo, dice allora, è proprio adesso che in qualche modo tutto quel mistero di bene ce l'ho tutto davanti, è il giudizio più severo, eh sì, eh sì, più della galera, più, eh, più dell'inferno, più dell'inferno, perché in fondo l'inferno eh, vabbè, è una punizione, le ho fatte tante, adesso le devo pagare tutte, buone, eh, e invece l'altra cosa è la cosa più grande, capite? Perché lui dà la vita ai peccatori, lui offre il suo sacrificio d'amore per i peccatori, questa cosa qui bisogna che proprio si entri dentro, dai, questi giorni, sono stati per me dei giorni molto belli, perché abbiamo fatto un po' di preghiera con un gruppetto di persone, e poi abbiamo letto, riletto insieme questa cosa che ha scritto il Papa, la gioia del Vangelo, e proprio questa gioia del Vangelo, mi è entrata dentro, no, sono contentissimo di Dio, secondo me Dio è bravissimo, è bravissimo, e lo è proprio per questa potenza assoluta dell'amore, perché se lui volesse bene solamente a quelli che vogliono bene, eh, ti va bene, insomma, ma invece la grandezza, eh, e dice come fai a saperlo? E lo so dentro di me, e lo so dentro di me, è vero? E io credo che anche voi che siete molto più buoni di me, però lo sapete anche voi dentro di voi, eh, che l'amore di Dio è più forte di tutte le nostre resistenze, capite? Allora è lui che continuamente ci fa risorgere, quel profeta lì e l'angelo che lo sposa, no? Gli dai, svegliati, svegliati, svegliati, e mangi. Eh, sono dei miracoli di risurrezione, quante volte il Signore ci ha fatto risorgere dai nostri abissi di solitudine, di chiusura, di violenza, di giudizio, ok, è bravissimo, riesce a far risorgere da tutti, ecco, è vero, e quando vi ho detto purtroppo è finita, no, come diceva Elia, no, no, no, no, forza, forza, forza, se hai una camminata lunga, 40 giorni, bisogna andare fino al monte di Dio, forza, forza, ecco, siamo nutriti dall'amore di Dio, ed è lì in pratica, dopo, in concreto, qual è l'amore di Dio? Eh, in quello scritto lì viene detto, in quello scritto lì viene detto, è il Signore, ed è il Signore che regala il suo Vangelo, quindi si potrebbe dire che quel cibo lì è il Signore del Vangelo, e si potrebbe dire che quell'amore lì è il Vangelo del Signore, allora, tutti i giorni bisogna prendere la razione dell'amore, è vero? La razione dell'amore, organizzata bene questa roba, eh, si prende il Vangelo di Matteo, versetto 1, e si parte, quando si è arrivati alla fine dei quattro Vangeli, si ricomincia, sono i Vangeli, beh, per cominciare sono i Vangeli, eh, dopo ci si allarga di più perché la parola di Dio è ricchissima, è vastissima, è tutta meravigliosa, eh, però cominciamo dai Vangeli, è vero? Su questo bisognerete proprio fare un patto, perché guarda che è il grande segreto della camminata, è il grande segreto della camminata, quando per esempio l'Apostolo, avete sentito, eh, scherza mica, eh, oggi, fratelli, non vogliate rattristare lo Spirito Santo, quando è che lo Spirito Santo diventa triste? Quando non ci vogliamo bene, perché siccome Lui è lo Spirito dell'amore, quando noi gli chiudiamo la porta, è Lui, si rattristi, si rattristi, perché quando non c'è l'amore è tutto più triste, è bellissima, no, questa espressione, con il quale foste segnati per il giorno della redenzione, scompaiono da voi ogni asprezza, sdegno, ira, grida, maldicente, con ogni sorta di malignità, siete invece benevoli gli uni verso gli altri, pensate che bello, e cioè che mentre facciamo la strada verso l'amore, però, già adesso, viviamo d'amore, eh, viviamo d'amore, perché noi, per esempio, anche l'amore di Dio, non l'abbiamo conosciuto direttamente, no? Noi l'amore di Dio l'abbiamo conosciuto attraverso tutto l'amore che abbiamo ricevuto, ricevuto, da sguardi d'amore, da caresse d'amore, da pazienza d'amore, le persone che ci hanno voluto bene sono quelle che ci hanno rivelato il Vangelo, eh, ci hanno rivelato il Vangelo dell'amore, dice, ma, quello lì, appunto, era però di quelli che non credono a niente, ma amava, ma amava, perché lo spazio dell'amore è più grande, eh, tenetelo ben presente, è più grande dello spazio della fede, eh, sapete quella bellissima poesia di Sant'Aula, no? Una volta uno dei miei fratelli doveva fare una supplenza a scuola, eh, e gli ha chiesto di fare una supplenza a scuola di religione, lui che non era mai stato attento a religione, poi non andava a scuola, dice, ma adesso cosa gli dico? E allora ha fatto, è venuto in mente di far questa proposta, facciamo un concorso, beh, facciamo un concorso, poesie d'amore, bene, ognuno prova, è vero, a ricordare o a scrivere di suo una poesia d'amore, e lui, lui è andato a scoppiazzarsi prima a Corinti 13, è vero, e dopo tutta la scolaresca dice, eh, prova un ballo, allora hai vinto te, eccetera, perché è una poesia meravigliosa, e lì, in quella poesia meravigliosa, dice appunto che quando tutte le cose saranno finite, perché siamo arrivati a fine strada, e quindi per esempio, non ci sarà più bisogno della fede, no? Perché? Perché siamo dentro la Gerusalemme, dove c'è l'agnello, dove c'è la gloria di Dio, non ci sarà più bisogno della fede, non ci sarà più bisogno di quelli che parlano in maniera che ci aiutano a capire, non ci sarà più bisogno di cura le malattie, perché saremmo arrivati alla fine di tutte queste cose, è vero, saremmo nella pienezza, ma una cosa ci sarà, quella che ci sarà è l'amore. Allora, ecco, la camminata di questa mattina, è vero, è la sosta che stiamo facendo a messa, acquista questo significato, con dei problemi, con dei problemi, perché quando Gesù dice, dice, oh, ve lo devo dire chi sono, ve lo devo dire, spiegati, essi di figlio di Dio, sceso giù sulla terra, e quindi dice, sono io quel pane, sono io quel pane della vita. I suoi ascoltatori, che erano tutti ebrei, in quel momento lì, probabilmente, loro avevano una certa esperienza su questa cosa, perché? Perché i padri antichi, vi ricordate, camminavano nel deserto, ma non sono morti di fame, nel deserto non cresce niente, perché lui faceva scendere il pane della vita e li dissetava con l'acqua che usciva da quella roccia, è vero, era nel deserto, ma Dio gli ha regalato da mangiare e da bere. Adesso, dice Gesù, sono io, sono io, chi viene da me e prende il motel, o chi crede di essere? il figlio del padre, venuto giù dal cielo, ma noi conosciamo tuo papà, tua mamma, scusa, tuo papà si chiama Giuseppe, Giuseppe, no, è il figlio di Giuseppe, ah, allora, cosa hai di speciale? E lo ritengono troppo piccolo per poter dire che è il padre della vita. Questa è la massima bellezza, eh, per essere il cibo di tutti, anche dei più piccoli, dei più poveri, dei più lontani, è diventato l'ultimo di tutti. eh, l'ultimo di tutti, messo in croce tra i malfattori, preso in giro dei suoi sacerdoti, tradito dai suoi amici, l'ultimo, l'ultimo, l'ultimo, perché? Perché in maniera che anche se uno è ultimissimo, se lo trova lì vicino, eh, è la potenza di Dio che lo fa diventare piccolo fino alla croce del Signore, eh, perché se uno sta su, se uno sta su, eh, è quando ci, facciamo piccoli che ci accorgiamo un po' di più, è vero? Ci accorgiamo un po' di più, eh, per me, certe cose non erano l'esperienza della mia vita, per esempio, non sono mai entrato in un carcere, vero? sia perché non mi ci erano buttato dentro, sia perché non avevo avuto occasione, ma poco all'ospedale anche, poco all'ospedale, eh, sono stati dei regali importanti che il Signore mi ha fatto, non ho mica tanta voglia, eh, di ricevergli, questi regali, e però sono stati proprio regali, perché? È perché capisci di più, eh, capisci di più, se te vai un po' troppo in carcere, sai cosa faresti? Li tireresti fuori tutti, li tireresti fuori tutti, perché per tutti dovresti dire, sì, va bene, però, gli è capitato questo, però non ha avuto questo regalo, però io ho avuto quel vantaggio lì, che lui no, allora, bisogna, e quindi bisogna aiutare, no? Allora il carcere potrebbe essere come vorrebbe la Costituzione italiana, che dovrebbe essere una roba per aiutare le persone a ritrovare quello che non avevano avuto prima, è vero? Eh, invece adesso le puniamo per il male che hanno fatto e che hanno fatto perché erano prive di tanto bene, perché se avessero avuto tutto il bene che c'hai te, avrebbero fatto il male? No, eh, uno che riceve tanto bene, eh, soprattutto vive dentro a questo bene, uno che c'ha niente, capisci? Uno che c'ha niente, eh, niente affetti, è vero? Niente da mangiare, lui, una donna bella non ce l'ha, lui, qualsiasi, non è, eccetera, eccetera, è un povero, eh, è un povero, è anche un malato, sai? È un malato, è un povero. però, come vi dicevo l'altra volta, eh, la malattia è un'esperienza molto interessante, meglio del caso, il caso è peggiore, diciamo, peggiore, perché? È perché la malattia è anche un'esperienza misteriosa e segreta dell'amore del Signore e ci sono tante cose che molte volte proprio nella malattia si scopre, si scopre essere evoluti bene, si scopre qual è il motivo per cui anche il figlio di Dio è entrato nella sofferenza, capite? Allora, vedete, l'amore di Dio non abbandona mai 40 giorni di viaggio, 40 anni è vero, di cammino nel deserto, i 40 giorni della quaresima, tutti i 40 e mi vengono in mente, sono per dire la totalità di un cammino, come facciamo a farlo? Nutriti dell'amore e amarlo, cominciate già da adesso, se c'è qualcuno di quei nomi lì che dice porco cane, qui ci sono dentro, io sono dentro almeno in quattro, non vi dico quattro, asprezza, svegno, ira, grida, maldicenze e ogni sorta di malignità, fate il conto di quelli che vete lì e dite signore, beh, adesso qui sta messa, tu portamene via queste robe, se voi lo dite con molto desiderio, didasco, didasco, se bussate molto alla sua porta, vi esaltirà, dopo ci si ritorna dentro, poi ci si casca, però si impara, è vero, la via della liberazione, liberaci dal mare, liberale, liberaci dal maligno, dicono i nostri fratelli della riforma, è vero, liberaci, liberaci, perché? Perché abbiamo bisogno di poter camminare, l'avventura bellissima che lui ha iniziato qualche anno fa, molti anni fa, con te, e che adesso ti stai portando avanti, non deve avere interruzioni, ma deve poter essere sempre più libera, dimmi come devo fare, così, volendo bene, volendo bene, trovo delle persone all'ospedale, stamattina un amico ha il telefono all'ospedale che mi ha detto ma guarda, sono qui, ho tanto di quel tempo per pensare ai miei figli, ho tanto di quel tempo adesso per andare dietro alla strada di ciascuno, e ti vengono a trovare, sì, ti vengono a trovare, e io dopo ricordo i loro occhi e quello che mangete che stanno facendo li accompagna, quindi vedete, la potenza dell'amore proprio davvero non ha confini, e anche quando siamo ridotti a piccolezza e povertà, lo fa perché ci sia una possibilità più grande ancora. ringraziamo il Signore di tutto questo, ringraziamolo per la bellezza del Vangelo che continua a rinnovare i pensieri del nostro cuore, le intenzioni della nostra anima, i passi della nostra vita.