← Torna alla ricerca

VIDomenicaTO-omelia-GiovanniNicolini-Calamosco-20150215.mp3

Data: 15/02/2015

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Volevo un po' ritornare su quello che ho detto anche all'inizio della Messa per incoraggiare me stesso e anche voi a chiedere al Signore di essere liberati da quel male che ci affligge, ci porta via la pace, ci tiene i prigionieri, crea delle difficoltà nelle nostre relazioni con le persone, in ogni caso ferisce la nostra coscienza e la nostra storia, qualunque sia questo male. Non facciamo distinzione, non facciamo distinzione. Ho in mente due persone che ho anche molto cari nella mia vita e in questi giorni due persone lontane una dall'altra hanno ricevuto, diciamo, in certo modo una sentenza per la loro malattia. E quindi gli è stato detto basta, non si può più fare niente. Mi ha molto preso questa cosa, molto. Devo dire che anche per come è stata fatta l'ho apprezzato, perché è stato fatto bene, con serietà. E perché adesso ritorno su questa vicenda? Perché questa mattina queste persone sanno qual è la loro condizione. a uno di loro è stato detto qualche mese, ecco. Allora mi pare che quando c'è una certa inevitabile lucidità sul problema, è più facile andare dal Signore a dire liberami, aiutami. Certo, per queste due persone il Signore potrebbe fare quel che ne ha voglia. Ecco, non so come loro si metteranno, sono tutte e due persone di fede, come si metteranno davanti al Signore. Da che cosa chiederanno di essere liberati? Da quella malattia? Oppure non penseranno che ci sia una strada diversa? Chiederanno di essere liberati dalla paura? Chiederanno di essere liberati dalla poca fede? Che cosa chiederanno? Ecco, e noi, ciascuno di noi, che cosa chiede questa mattina? Qualunque sia, qualunque sia, la strada che abbiamo fatto nel Vangelo, in queste domeniche, deve rassicurarti. Perché per quest'uomo era una malattia, una lebra. Però, dicevo all'inizio, era una malattia complicata, perché era considerato anche una minorità, una ferita spirituale. non potevano entrare nel tempo, non potevano pregare insieme agli altri. Secondo il libro del Levitico, dovevano girare sempre facendo una campanella, gridando, sono impuro, sono impuro. La situazione è terribile, no? Ecco, qualunque sia il male che ci tiene a prigioniere, potrebbe essere anche scopertamente una condizione di peccato. condizione della quale siamo prigionieri. Certo. E da soli non ce l'ha cambiato. Qualcuno potrebbe fare una predica e dire ci smetti da farlo. Non siamo capace. Potrebbe essere una dipendenza. Potrebbe essere anche un grande errore, che però è più forte di noi e non sappiamo. Ecco, mi piace pensare che, ci prepariamo a entrare nella quaresima in questa maniera. Perché non siamo capaci di liberarci dal male. È un gravissimo errore giudicare le persone. Quando noi giudichiamo la persona, noi la riproveriamo perché non si libera dal suo male. Ma è un altro la strada. È aiutarla perché possa liberarsi. È pregare per lei perché è il Signore della vita. è avere compassione per lei. Perché forse anche il grande segno di amore fraterno potrebbe essere un aiuto. Noi non dobbiamo mai giudicare. Mai. Davanti a tutte le infermità, le malattie, i peccati, come reagisce il Signore. Quando lui gli dice, se tu vuoi puoi purificarmi. Il Signore ne ha compassione. Tese la mano. Lo tocco. E gli disse, lo so. Sì, purificate. Questo mi sembra la bellezza della parola che dobbiamo ricevere ciascuno e custodire nel nostro corpo. Il Signore ha compassione per noi. Non si tiene lontano. Stamattina ascoltavamo un padre della chiesa antica che diceva, gli è andato vicino, l'arri di Dio ha giocato. L'arri di Dio ha giocato. L'arri di Dio ha giocato. Tutti devono stare lontani. Sate via, sate via. Signore, il Signore non sta lontano dal nostro male. Ci tocca. E ha compassione di noi. E vuole salvarsi. E vuole salvarsi. Questo è importantissimo. Metterlo in modo profondo, nel nostro pensiero, nella nostra coscienza. Qualche volta può darsi che il mondo ci può andare. che gli uomini del mondo ci condannano. Che quel tribunale ci condanna. Ma lui no. lui vuole venireci vicino, a compassione di noi, si torna e dice, ma va, si va. Questa è la nostra fede. è importantissima. È importantissimo. È una gran grazia che abbiamo questa domenica e fra tre giorni e via il quaresimo. Perché quel cammino, capite, quel cammino, è il cammino della nostra consegna al Signore di tutta la nostra povera. Ed è un cammino straordinario. Perché? Perché il quaresimo vuol dire che il Signore si mette per strada con noi e per noi muore e risorge. Per significare che una vecchia vita che si tiene prigionieri può morire, ne può cominciare ad andare. Ne può cominciare ad andare. Quella è impossibilità di intendersi e di volersi bene con quella persona. Può morire e risorge una cosa di buona. Per cui, tra l'altro, nell'andare avanti in questi pensieri in questi giorni, mi venivano a pensare che quindi il vero pericolo è il senale. Quello di pensare di non avere nessun problema. Io sono a posto. Quello di pensare di essere capaci da soli di cavarsene. No. Abbiamo bisogno di essere aiutati. Quello addirittura di coprire il nostro problema accorgendoci dei problemi degli altri e di noi. E non perché dei pensieri degli altri non ci importano, ma perché in qualche modo come dice San Paolo dice mi raccomando fate del bene a tutti e fate tutti per la gloria di Dio. In maniera che per tutti il vostro atteggiamento sia un incoraggiamento a andare verso il Signore. Non è una gara del più bravo, non è perché ognuno deve arrangiarsi. No, no, no. Assolutamente. Dobbiamo aiutarci perché ognuno di noi trovi la semplicità, l'umiltà, la forza e la fiducia di questo uomo malato che gli dice una cosa grossa. Se vuoi puoi purificarlo. Certo, gli si incidocchi davanti, quindi Gesù vede tutta la sua miseria. Però, vedete, allora va molto apprezzata questa cosa. È dentro nella preghiera del Padre Nostro. Liberaci dal Padre Nostro. Liberaci dal Padre Nostro. Ecco. È vero. Allora, mi piace pensare che questa mattina in questa maniera ci prepariamo. Celebrando la Pasqua della Messa, è vero, entriamo e rinnoviamo la figura e la fiducia che il Signore è capace di far muovere tutte le cose e quella roba lì che non si scioglie, quella lì adesso bisogna mettere davanti a me. Una volta nel tempo era un po' cominciato con loro e i monaci non si confessavano in segreto ma si confessavano davanti a tutti. Poi dopo è chiuso a pensare che però prendiamo un po' confidenza anche con questo perché molte volte io ho bisogno di affidarti il mio male perché da solo sono neanche capaci di chiedere al Signore che mi dita capisci? Sono talmente vecchi. Ecco, aiutiamoci. Aiutiamoci. facciamo un grande aiuto reciproco perché ognuno possa accostarsi alla misericordia di Dio. La Chiesa sta molto di difende perché c'è qualche problema nell'attuale disciplina della Chiesa e cioè ci sono delle situazioni degli errori diciamo dei peccati che sono invoibili e se più niente da fare e per ora qualcuno dice ma è impossibile è impossibile che ci sia niente da fare impossibile lui deve poterci aiutare tutti e la Chiesa sta facendo questo cammino questa ma può essere una roba grossa perché c'è dentro tutto questo lavorio che non è mica semplice è vero quel presso morito in Roma tira la corda ma insomma altri la fine andano a trattare quindi la cosa oggi pomeriggio vado a sentire uno bravo che ci pensa molto alle cose e che ha intitolato il suo discorso di oggi pomeriggio ma il Papa ce la farà non lo so ma però quello che è certo è che il Buon Dio ce la farà il Buon Dio ce la farà e su questo quindi vi prego non fate distinzioni vi ho citato appositamente quelle due persone che vi sono care e che hanno avuto una sentenza difficile sulla loro malattia fisica allora noi possiamo pensare quello lì ma se quello lì è prigioniero di un peccato ah quello lì è il peccato no ma anche il peccato è una malattia anche il peccato anzi il peccato è una malattia molto seria perché perché gli altri che potrebbero dire ma piantala ma cosa conviene e invece tu sei schiavo di quel peccato non ce la fai mica non ce la fai mica guarda l'altra cosa è che però quando il signore lo guarisce lo cassa via e lo sgrida diciamo mi raccomando è come se gli dice invece vai avanti a fare la confessione dal par va alla parola e lei era ancora il sacerdote eccetera così lui fai quello che si deve è importante è importante perché capita magari anche a me che una volta uno viene e dice ha bisogno di una benedizione speciale perché il mercoledì e il tenerdì mi viene a trovare il diapolo e mi fa schermare avrei fatto di fargli delle domande di spettorose però cerco di non fare mi dia una benedizione che troppo mi difende e dice guarda io sono assolutamente un poverezzo a me viene anche a non dirci a trovare un diamo quindi cosa fa diciamo insieme il paro nostro e lei in tutto questo ho anche un po' paura che uno si intende che dopo dice ma lo sai che siete mai dal parco lì della volta lui il 448 ti fa un segno per sopra e ti fa salta invece il Signore questo non lo vuole perché perché questa è l'opera di Dio e Gesù è venuto a presentare l'opera di Dio come suo figlio e lui vuole dire le parole del Padre e vuole fare le parole del Padre non vuole essere un Sardone non vuole essere un Mago non vuole essere un Superman e quindi è importante anche quel silenzio che lui chiede quella riservatezza che lui chiede quella umiltà che lui chiede e le dà in segno perché gli fanno una tale fama intorno che lui non può neanche trarre nelle città e sta fuori solitudine intanto ne approfitta per farlo per Dio questa è un'immagine molto bella molto buona perché anche a te è capitato di dire una parola e con quella parola hai liberato una persona dalla sua disperazione e quella persona la riserva e dice ma devo tanto ma devo tanto e mi ha detto quale certo però rimaniamo fermi nella certezza che tutto questo è la parola di Dio che può servirsi di questo di quello e persino il figlio non vuole prendere una fama per sé ecco è bellissimo quindi anche questa modestia questa riservatezza è vero ecco e allora noi amiamo sempre di più e speriamo sempre di più in una chiesa che in mezzo alla storia del mondo fa svelenne porti la benedizione di Dio con molta umiltà con molta semplicità con molta tenenza e anche ieri se ero sentivo adesso mentre venivo qua si sono occupati sempre queste robe le vignette eccetera beh ma occupare è per me però cosa stai a fare la vignetta ah dice sì ma è una vignetta di maometto e il corpo di maometto è quello di un animale però e lì la scuola questa roba l'ha detto perché dice ma se uno parla due volte maldiplomato pensa ma è lì che le accompagno è la scuola perché t'accompone no e quindi cosa stai a fare in camminare le conferenze sulla libertà della vignetta ma ma la libertà della vignetta fa sì che io possa dire di te tutto e la firma no e dove va il rispetto per la persona e dove va il rispetto per il suo pensiero no ed era come siamo risposti siamo in una domenica delicatissima perché è stata succedendo una cosa che non succede da molti decenni che la salitore è lì del filato dell'interazione è una domenica un po' agitativa è vero vediamo che le cose si aggiustino i pericoli sono grandi la storia va vissuta con umiltà allora mi pare che questo possa essere il nostro indirizzo verso la quaresima di quest'anno la Pasqua ce la giochiamo in questa maniera la volontà del Signore che ha compassione di tutti che vuole sanare e liberare tutti perché tutti possiamo unirci insieme nella stessa notte grazie a tutti grazie a tutti